developed and seo specialist Franco Danese

Speronato da una barca a motore, velista muore in Sardegna. Cosa è successo?

vela
Sono arrivati i gadget per la community del Giornale della Vela
2 giugno 2021
Mancano 3 giorni alla TAG Heuer VELA Cup di Chiavari, iscriviti subito!
2 giugno 2021

velista muoreTragedia in Sardegna. Come è potuto accadere che un fisherman (le barche da pesca in stile americano) di 12 metri (Argo 1), lanciato a tutta velocità, abbia speronato in pieno giorno davanti a Portisco una barca a vela di poco meno di 10 metri (il Sea Fever), scaraventando lo skipper Alberto Filosi (69 anni, imprenditore di Legnano residente a Milano) fuoribordo, poi dilaniato e ucciso dalle eliche del motoscafo? (fonte immagine: Olbia.it)

COSA POTREBBE ESSERE SUCCESSO

A chiarire le dinamiche dell’incidente, con l’Argo 1 che è salito completamente sopra il Sea Fever, contribuirà certamente l’autopsia sul corpo dello skipper, che era a bordo assieme alla moglie, salva ma sotto shock. Uno dei punti da chiarire è se Filosi fosse finito in acqua già privo di sensi a seguito dell’urto o sia stato colpito dalle eliche del natante e ferito a morte quando era ancora vivo.

A bordo dell’Argo 1, c’erano quattro persone: una è Luigi Zambaiti, un habitué (anch’egli lombardo) del Golfo di Cugnana, dove possiede anche una seconda casa. Dalle prime dichiarazioni pare che l’uomo non avesse visto l’imbarcazione sulla sua rotta: in realtà il Sea Fever stava navigando a vela e, pur non essendo di grandi dimensioni, l’alberatura e le vele si sarebbero dovute vedere.

Va anche detto che le barche tipo fisherman, progettate per l’oceano, quando navigano in planata tengono la prua molto alta: proprio per questo, l’attenzione quando si naviga in acque vicino alla costa dovrebbe essere massima.

Cosa potrebbe essere successo? Barca in velocità e pilota automatico unito a una distrazione fatale? Un’imprudenza, un atto di imperizia, una distrazione o un guasto? Non è da escludersi on alcuna ipotesi, neanche quella che porterebbe ad ipotizzare il reato di omicidio colposo.

 


AIUTACI A TENERTI SEMPRE AGGIORNATO

I giornalisti del Giornale della Vela, si impegnano ogni giorno a garantire informazione di qualità, aggiornata e corretta sul mondo della nautica in modo gratuito attraverso i siti web. Se apprezzi il nostro lavoro, sostienici abbonandoti alla rivista. L’abbonamento annuale costa solo 49 euro e ti facciamo anche un regalo!

SCOPRI IL CANALE YOUTUBE DEL GIORNALE DELLA VELA

Ogni giorno interviste, prove di barche, webinar. Tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video! CLICCA QUI per iscriverti, è gratis!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ un servizio gratuito e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

3 Comments

  1. Alberto ha detto:

    Qualcuno mi aiuta a capire perché è importante stabilire se è morto in acqua o no, se è stato dilaniato prima o dopo?

  2. Luigi ha detto:

    Forse se fosse persino morto per attacco cardiaco dovuto allo spavento, prima di essere colpito, ci sarebbe una minor responsabilità di chi guidava il motoscafo?!
    Mi auguro di no.

  3. Stefano Boari ha detto:

    Sembra che l’articolista voglia quasi giustificare la condotta dello scafista: velocità, pilota auto , prua alta e il timore che possa configurarsi l’omicidio colposo . Perché non lo è?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi