Vi ricordate dello IOR? Apoteosi di spinnaker, ingavonate e straorze
IL REGALO PERFETTO!
Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

ALLE PORTANTI INIZIANO LE DANZE
Le barche IOR hanno una prua slanciata (e non, come adesso, dritta). La poppa è dotata di un bello slancio con lo specchio di poppa negativo, ovvero con un angolo che rientra verso la coperta. Terzo elemento distintivo la larghezza massima. E’ notevole ma concentrata a centro barca mentre le estremità prodiere e poppiere sono più sottili. Questo fa sì che navighino con ottimi angoli di bolina, mentre in poppa – e veniamo alla foto sopra – sono di difficile governo, molto ballerine e a rischio di straorzate e ingavonate.
Soprattutto con venti sostenuti e con il caro vecchio – quasi obsoleto – spinnaker simmetrico: con lui scendi anche in poppa a filo, ma basta un onda presa male, un’improvvisa perdita di velocità, una reazione tardiva del timoniere che ti ritrovi con la prua in acqua. Per questo la sensibilità di chi sta alla barra, in primis è fondamentale.
COME EVITARE LE INGAVONATE SU UNO IOR
Come cercare di evitare al massimo i rischi di ingavonate alle portanti, sotto spi? Il peso statico (zattera, dotazioni) va portato più a poppa possibile. Le barche IOR hanno slanci poppieri pronunciati e il modo più indicato per sfruttare al massimo la velocità dinamica è quello di arretrare al massimo il peso, aumentando la lunghezza al galleggiamento dello scafo. Ma non solo. il punto di baglio massimo è anch’esso appoppato e far sì che la barca “appoggi” in quel punto riducendo al massimo il rollio.
Anche l’equipaggio va spostato a poppa al massimo. Oltre alle ragioni sopra elencate, questo facilita al massimo la planata e l’uscita della prua dal cavo dell’onda, diminuendo il rischio di ingavonate.
UNA BARCA MITICA
La barca protagonista dello scatto – apparso su Sailing Anarchy – è BLT, uno dei Bullit progettati da Jacques Fauroux, vincitore della Quarter Ton Cup del 1980 in Nuova Zelanda. In tutto sono stati costruiti solo sette Bullit, tre dei quali hanno vinto le Quarter Ton Cup nel 1978, 1980 e 1981. Sono barche ricercatissime dai nostalgici dello IOR.
Condividi:
Sei già abbonato?
Ultimi annunci
I nostri social
Iscriviti alla nostra Newsletter
Ti facciamo un regalo
La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!
Può interessarti anche

Harken racconta come l’esplorazione del mondo a vela è alla portata di tutti
Un evento speciale, “Casa Harken”, ha illuminato nuove prospettive sull’arte dell’esplorazione a vela. Da yachts supertecnologici capaci di affrontare i ghiacci polari a velieri d’epoca che solcano oceani remoti, oggi un pubblico sempre più ampio ha l’opportunità di vivere avventure

Con questo accessorio fai la doccia in un click (senza installazioni invasive)
Scanstrut amplia la propria offerta per la gestione intelligente degli impianti di bordo, presentando la nuova linea Connect: una famiglia di soluzioni progettate per semplificare la vita a bordo con sistemi robusti e funzionali dedicati ad acqua, energia e connessioni.

I trucchi sottocoperta per godersi la barca in inverno
La barca in inverno, sottocoperta possiamo fare molto per renderla più confortevole di una abitazione. Ecco qualche consiglio e trucco per godersi la barca anche nella stagione fredda, dettato dall’esperienza personale di Luigi Gallerani (detto Lutz) dopo 3 anni di

I trucchi in coperta per godersi la barca in inverno
La barca in inverno: ecco alcuni preziosi consiglii per attrezzare la coperta per uscite brevi e mini nella stagione secondo l’esperienza personale di Luigi Gallerani (detto Lutz) dopo 3 anni di vita a bordo. BARCA IN INVERNO, I










1 commento su “Vi ricordate dello IOR? Apoteosi di spinnaker, ingavonate e straorze”
Un bel ricordo dei tempi dello IOR👍