developed and seo specialist Franco Danese

Vi ricordate dello IOR? Apoteosi di spinnaker, ingavonate e straorze

Guarda al salone digitale come sono cambiati i Jeanneau Sun Odyssey
26 maggio 2021
yes
Nasce la grande festa della vela triestina. Si chiama YES
27 maggio 2021

Che ingavonata sotto spi a Cowes, nel Solent, per il Quarter Tonner BLT di Sam Laidlaw. D’altronde, i velisti più “maturi” lo sanno bene. Nell’epoca d’oro dello IOR (il sistema di stazza nato nel 1970 – poi abbandonato nel 1988 per l’IMS – che permetteva a barche diverse tra loro di competere ad armi pari e che contribuì in maniera decisiva a cambiare il design delle barche) scene simili erano all’ordine del giorno.

ALLE PORTANTI INIZIANO LE DANZE

Le barche IOR hanno una prua slanciata (e non, come adesso, dritta). La poppa è dotata di un bello slancio con lo specchio di poppa negativo, ovvero con un angolo che rientra verso la coperta. Terzo elemento distintivo la larghezza massima. E’ notevole ma concentrata a centro barca mentre le estremità prodiere e poppiere sono più sottili. Questo fa sì che navighino con ottimi angoli di bolina, mentre in poppa – e veniamo alla foto sopra – sono di difficile governo, molto ballerine e a rischio di straorzate e ingavonate.

Soprattutto con venti sostenuti e con il caro vecchio – quasi obsoleto – spinnaker simmetrico: con lui scendi anche in poppa a filo, ma basta un onda presa male, un’improvvisa perdita di velocità, una reazione tardiva del timoniere che ti ritrovi con la prua in acqua. Per questo la sensibilità di chi sta alla barra, in primis è fondamentale.

COME EVITARE LE INGAVONATE SU UNO IOR

Come cercare di evitare al massimo i rischi di ingavonate alle portanti, sotto spi? Il peso statico (zattera, dotazioni) va portato più a poppa possibile. Le barche IOR hanno slanci poppieri pronunciati e il modo più indicato per sfruttare al massimo la velocità dinamica è quello di arretrare al massimo il peso, aumentando la lunghezza al galleggiamento dello scafo. Ma non solo. il punto di baglio massimo è anch’esso appoppato e far sì che la barca “appoggi” in quel punto riducendo al massimo il rollio.

Anche l’equipaggio va spostato a poppa al massimo. Oltre alle ragioni sopra elencate, questo facilita al massimo la planata e l’uscita della prua dal cavo dell’onda, diminuendo il rischio di ingavonate.

UNA BARCA MITICA

La barca protagonista dello scatto – apparso su Sailing Anarchy – è BLT, uno dei Bullit progettati da Jacques Fauroux, vincitore della Quarter Ton Cup del 1980 in Nuova Zelanda. In tutto sono stati costruiti solo sette Bullit, tre dei quali hanno vinto le Quarter Ton Cup nel 1978, 1980 e 1981. Sono barche ricercatissime dai nostalgici dello IOR.

 

1 Comment

  1. Antonio Burlina ha detto:

    Un bel ricordo dei tempi dello IOR👍

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi