developed and seo specialist Franco Danese

Mi sono costruito la barca sul balcone e ho fatto il giro del mondo

VELA Cup Med Odyssey
La Bonaccia nel mar libico manda in tilt i francesi alla TAG Heuer VELA Cup Med Odyssey
25 maggio 2021
trucchi-campione
I trucchi del campione per battere tutti alle regate virtuali
26 maggio 2021

Chiedete in giro chi sia Yevgeny Alexandrovitch Gvozdev. Probabilmente nessuno saprà dirvi di chi si tratta. A meno che non siate in Russia, dove è considerato uno dei più grandi marinai della storia recente.

gvozdevSCONOSCIUTO DA NOI, IN RUSSIA UN EROE

E a ragione. Gvodzev, nato nel 1934 a Pinsk, nel sud della Bielorussia (allora era Unione Sovietica), una volta raggiunta l’agognata pensione ha navigato due volte intorno al mondo: la prima volta tra il 1992 e il 1996 a bordo di una barchetta di 5,5 metri chiamata ‘Lena’; la seconda volta, senza strumenti elettronici, a bordo del Said, un micro-yacht di 3,6 metri costruito da Yevgeny interamente in casa.

Non aveva soldi per potersi comprare una barca (la sua pensione, dopo 35 anni di lavoro come meccanico per le navi da pesca, non era certo alta), quindi ha deciso di realizzarla da solo, per un costo di circa 150 euro. Inoltre, ha attraversato circa 50 volte (sic!) il Mar Caspio, sia in solitaria su microbarche che in equipaggio.

Il Said in spiaggia

Un eroe dei tempi moderni. E come tutti grandi eroi, ha fatto un fine tragica: purtroppo è scomparso mentre tentava la sua terza circumnavigazione nel 2008, a 74 anni. Salpò da Novorossiysk il 19 settembre 2008 su un’altra barca autocostruita, il 5 metri e mezzo Getan II: in pieno Mediterraneo trovò la morte. Il suo corpo, con una ferita alla testa, venne ritrovato a Castelporziano, nell’ostiense, non lontano dalla sua barca, spiaggiata.

Ma aveva già dimostrato tutto quello che c’era da dimostrare: ovvero che non c’è bisogno di soldi per navigare intorno al mondo. Ma solo di determinazione.

A bordo del Lena

L’INCREDIBILE SECONDO GIRO DEL MONDO DI MONSIEUR GVOZDEV

Incredibilmente la sua imbarcazione fatta in casa e utilizzata per il secondo giro del mondo, il ‘Said’, è stata costruita su un balcone della finestra adiacente al suo umile alloggio. Da lì l’ha calata con delle corde su un camion aperto per attaccare la chiglia di 100 chili e trasportarla in mare, in vista di una navigazione “preparatoria” di 370 miglia.

Nel 1999 partì per la sua seconda circumnavigazione dal Mar Caspio, poi attraversò il Mediterraneo, l’Atlantico fino al Sud America, passando lo Stretto di Magellano nel febbraio 2001, ma quando era a Puerto Natales, la Marina Cilena dichiarò che ‘Said’ era insicura per il viaggio. Quindi hanno trasportato la barca su un piroscafo fino a Puerto Montt, oltre il famigerato Golfo de Penas. Da lì Gvodzev salpò per Tahiti, nel Pacifico, e poi per Darwin, dove, nel 2002, il bielorusso si scontrò con le autorità australiane dell’immigrazione, perché il suo passaporto era scaduto. Questo significava che non poteva ottenere un visto e nel frattempo, mentre la sua barca era all’ancora, un ladro gli rubò cibo, vestiti, soldi, la sua macchina fotografica e la sua radio. La sua unica opzione era quella di tornare in Sudafrica, dove aveva un visto.

Gvodzev ha raccontato che la velocità media della sua imbarcazione era di 2 nodi, e all’inizio dei lunghi viaggi ha sempre stipato così tanto cibo e acqua nella barca che quasi non aveva spazio per entrare. Aveva previsto di impiegare 90 giorni per raggiungere Tahiti da Puerto Montt. Siccome non aveva un telefono satellitare o una radio SSB, non poteva comunicare con il mondo esterno. Non aveva un dispositivo di localizzazione satellitare per permettere agli altri di seguire i suoi progressi, il che significava che i suoi tre figli e quattro nipoti dovevano avere molta pazienza (e tanta fiducia). I suoi unici “strumenti”, le virgolette sono d’obbligo, erano due sestanti di plastica, una bussola e carte nautiche che scambiava con altri marinai.

MA… PERCHE’?

Se siete arrivati fino a qui, la domanda ve la sarete già posta. Perché? Perché questo desiderio di partire all’esplorazione del mondo in solitaria su barche “di fortuna”, perché rischiare la vita? Dobbiamo scavare nell’infanzia di Yevgeny per capirlo. Quando aveva tre anni, suo padre fu una delle tante vittime del regime staliniano: morì di stenti in un gulag. Sua madre e sua sorella restarono uccise nel 1941 durante i bombardamenti nazisti dell’Operazione Barbarossa.

A sette anni, si ritrovò orfano. Gvodzev ha raccontato di come, da giovane (verso la fine degli anni ’50), avesse trovato ritaglio di giornale di contrabbando (allora, ricordiamolo, non si trovava stampa straniera in Unione Sovietica) che narrava le imprese del marinaio francese Marcel Bardiaux, rimasto orfano come lui e lanciatosi poi in transatlantiche solitarie. Fu allora che il primo “tarlo” per la navigazione entrò in testa a Gvodzev.

Quando poi, pochi anni dopo, in un mercatino riuscì a trovare una copia di “Solo, intorno al mondo” di Joshua Slocum, la voglia di mollare gli ormeggi non lo abbandonò mai più. Nel 1977 riuscì a recuperare una piccola baleniera e a trasformarla in una piccola barca di 6 metri, il Getan, con cui iniziò le sue avventure in Mar Caspio, il più grande mare interno del mondo. Il marinaio era nato.

E.R.

 


PARTECIPA DA PROTAGONISTA ALLA PIU’ GRANDE REGATA VIRTUALE DEL MEDITERRANEO!

Il 15 maggio inizia la grande avventura: 4.600 miglia in Mediterraneo in solitario, decine di migliaia di iscritti, su barche velocissime di 100 piedi… Ti colleghi quando vuoi, la barca la manovri con il tuo device e quando non ci sei va da sola. Chiunque può partecipare, gratis. Benvenuto alla TAG Heuer VELA Cup Med Odyssey.

Se ti registri con questo form alla TAG Heuer VELA Cup Med Odyssey, oltre a concorrere agli oltre 50 premi in palio:

  • il tuo nome sarà pubblicato sul numero di luglio del Giornale della Vela nel grande reportage sulla THVC Med Odyssey
  • puoi essere selezionato per partecipare alle dirette web con i nostri speaker dal 15 al 31 maggio

Accetto la Privacy Policy


Fatto? Ora iscriviti subito alla TAG Heuer VELA Cup Med Odyssey!

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi