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L’Oliver Poncin Pensiero: dalle origini dei Dufour ai Bali, ecco cosa dice il guru

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Olivier Poncin

Oliver Poncin è il padre dei moderni catamarani Bali e Catana, e non tutti sanno che oltre a questo è stato uno degli uomini che ha certamente influenzato l’industria delle barche a vela negli ultimi 50 anni. Molto prima di specializzarsi nel mondo dei multiscafi, Poncin portava alla ribalta un marchio che oggi è considerato un colosso ma ai tempi, negli anni ’80, non lo era ancora, ovvero Dufour. Di questo e molto altro ha parlato Poncin in una lunga intervista rilasciata a Yacht Style.

IL PONCIN PENSIERO

“Sono sempre stato appassionato di barche a vela. Quando ero giovane, tutte le mie vacanze erano trascorse sull’acqua. Qualche anno dopo aver completato i miei studi, nel 1983, ho avuto l’opportunità con alcuni amici di rilevare il cantiere Kirie a Les Sables d’Olonne, un magnifico porto nella regione della Vandea, sulla costa occidentale della Francia, diventato famoso grazie alla regats Vendée Globe. Cinque anni dopo ho acquistato il cantiere Dufour a La Rochelle, che ho ripensato, in particolare creando la gamma di catamarani Nautitech. Il fatturato del gruppo Dufour è aumentato di 50 volte in 13 anni, diventando così un attore importante del mercato. Il gruppo Poncin Yachts è nato nel 1988 e cinque anni dopo abbiamo rilevato il cantiere Catana a Canet-en-Roussillon, nel sud della Francia” ha raccontato Poncin a proposito dei suoi inizi nell’industria della nautica. Fu proprio in quegli anni che l’eclettico Olivier rivoluzionò la gamma Dufour, introducendo la linea Classic, e passando a un tipo di barche dagli interni più artigianali e altamente rifiniti.

“Nel 2013, ho preso la decisione di creare il marchio Bali per avere una nuova gamma costruita per rivolgersi a un mercato più ampio. Nel 2014, abbiamo rinominato il gruppo Poncin Yachts come Gruppo Catana” racconta Poncin. “A differenza del mercato di nicchia in cui Catana si è evoluta per 30 anni, tra la sua data di creazione nel 1984 e il 2014, il mercato dei catamarani da crociera di consumo è 10 volte più grande, ora produce circa 1.500 unità all’anno…Ci siamo posti l’obiettivo di conquistare una quota di mercato del 10 per cento e l’abbiamo raggiunto in cinque anni. Oggi, la nostra ambizione per i prossimi tre anni è di raggiungere la soglia del 20 per cento, quindi di vendere almeno 300 unità all’anno” prosegue Poncin.

L’intelligenza dei catamarani Bali è stata anche quella di presentarsi come un prodotto con caratteristiche di design e funzionali diverse rispetto ai tanti grandi attori che erano presenti sul mercato. Uno degli elementi di innovazione è stato sicuramente il ponte di prua, la chiave per aumentare i volumi dei Bali in maniera consistente: “Xavier (Xavier Fay, il disegnatore dei moderni Bali n.d.r.) mi ha convinto dell’interesse architettonico del ponte di prua pieno. È una grande idea, perché offre una navigazione più sicura e un’area di vita più grande di qualsiasi altra cosa vista in precedenza. Oggi, i modelli Bali offrono fino al 20% di spazio abitativo in più rispetto ai concorrenti della stessa dimensione, e questo è uno dei nostri grandi vantaggi”.

Ed è sempre con questo spirito che Olivier Poncin affronta le sfide moderne che il Gruppo Catana, che non dimentichiamo comprende oltre ai Bali la linea da crociera sportiva Catana. Innovatore senza dogmi, capace di spaziare dal mondo dei monoscafi ai catamarani intuendo il boom che questo settore stava per compiere, oggi Poncin continua a dettare tendenze nel mondo dell’industria nautica.


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1 Comment

  1. Nuvola ha detto:

    Ora ho capito: se la priorità nella progettazione di un’imbarcazione è “l’interesse architettonico”, non mi stupirò più del perché certi catamarani assomiglino a, e si comportino in mare come, villette galleggianti
    Mi permetto di consigliare al Sig. Poncin, che esperienza di imbarcazioni ne ha moltissima, di chiamare il suo amico architetto Fay e di invitarlo a passare con lui una bella settimana ai Caraibi noleggiando uno dei suoi catamarani, uno di quelli con il ponte di prua architettonicamente interessante ma soprattutto chiuso anzi, pieno, e fargli sentire come l’interesse architettonico si sposi con il mare su un tratto non riparato dalle isole, di bolina con vento teso e onda, manco tanta, la solita dei tratti aperti dei Caraibi credo sia già ampiamente sufficiente
    Così, tanto per gustarsi il piacere di navigare e per riflettere se la prua su un catamarano deve essere a ponte chiuso o a terrazze retate
    E già che ci sono, anche qualche virata, di quelle obbligatoriamente con fiocco a collo e bestemmie al seguito, sempre e solo per valutare se una villetta progettata per essere architettonicamente interessante, quando messa in acqua viri meglio di un’imbarcazione progettata per stare in mare

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