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La fine di una barca mitica e chiacchierata. Addio all’ex Club Mediterranee

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Club MéditerranéeQuesta barca in fiamme, ritratta poco prima dell’affondamento (avvenuto nella baia di Pulau Singa in Malesia, lo scorso febbraio), è stata uno dei miti più discussi della storia della vela. Si tratta infatti del quattro alberi di 75 metri (x 9.58 m di baglio) Enigma (ex-Phocea), in realtà passata alla storia con il precedente nome Club Méditerranée. Il “mastodonte” con cui Alain Colas prese parte, tra lo stupore generale, alla Ostar del 1976. Una triste fine per una barca mitica la cui anima, come vi raccontiamo qui sotto, era stata “snaturata” da tempo.

La storia di Club Méditerranée

Oggi lo chiamerebbero “sborone”. Alla Ostar del 1976 tutti rimasero sbigottiti quando Alain Colas si presentò con Club Méditerranée: ovvero 75 metri di barca (la più grande che abbia mai partecipato a una regata oceanica), 1000 mq di vele, 280 tonnellate di peso e quattro alberi. Il progetto era di Michel Bigoin.

Il Club Mediterranee alla partenza della Ostar con Alain Colas

Tanto rumore per nulla: Colas arriverà quinto (secondo in reale, ma penalizzato di 58 ore dalla giuria perché a Terranova, dove si era fermato per uno scalo di emergenza, è stato aiutato da una equipe locale ad issare le vele): 7 ore e 28 minuti dietro al vincitore Tabarly sul Pen Duick VI, lungo “solo” 22,25 metri.

Dopo la regata, il Club Mediterranée venne scelto per rappresentare la Francia durante la sfilata sul fiume Hudson in occasione del bicentenario dalla nascita degli Stati Uniti. Tornato in Francia, Colas utilizzare il “Grand Bateau” nell’operazione “Benevenuti a Bordo”: ormeggiava la barca nei principali porti dell’Atlantico e delle Canarie, invitando gratuitamente i visitatori a bordo al mattino e organizzando battute di pesca e conferenze a pagamento nel pomeriggio.

L’era Tapie

Nel 1978 Colas scomparve tra le onde alla Route du Rhum, la moglie ereditò le sue barche. Il Club Mediterranee, acquistato dall’uomo d’affari Bernard Tapie nel 1982, venne ribattezzato Phocea e venne refittato con un costo di 10 milioni di euro. Nel 1988 Tapie fece il record di traversata atlantica in monoscafo con la barca. In seguito al fallimento delle società di Tapie, In nel 1996, il Phocea fu sequestrato dai liquidatori e venduto nel 1997 per 6 milioni di euro, prezzo inferiori al valore reale della barca, a Mouna Ayoub, ex-moglie del miliardario Nasser Al-Rashid.

L’ex Club Med trasformato dopo il refit e la trasformazione

Da barca performante a superyacht di lusso

Insensibile allo spirito sportivo che ha animato Bernard Tapie, Mouna Ayoub sostituì i materiali leggeri utilizzati per le modifiche di quest’ultimo con materiali più pesanti della tradizione nautica di lusso. Si ridusse anche la dimensione di alberi e vele, per ridurre l’angolo di sbandamento della barca a vela. Infine, si aggiunse un piano per avere più spazio: spesa totale, 17 milioni di euro. Non era più il vecchio Club Mediterranee. Pesava il 60% in più e aveva il 35% di superficie velica in meno. La barca eccezionale si trasformò in un “comune” megayacht.

Nel 2010 Mouna Ayoub rivendette lo yacht a circa 10 milioni a Xavier Niel e i fratelli Steve e Jean-Emile Rosenblum, fondatori del sito Pixmania. Lo yacht era registrato in Lussemburgo, di proprietà di una società maltese, Phocea Limited. Questa era a sua volta il 50% di proprietà della holdong NJJ Capital (società francese controllata da Xavier Niel) e la tenuta Dotcorp Finance (società di diritto lussemburghese di proprietà di fratelli Rosenblum). Del Phocea si parlò anche relativamente agli scandali di evasione fiscale portati alla luce dalla divulgazione dei cosiddetti Malta Files.

Il 18 febbraio 2021, un incendio si è sviluppato nei locali poppieri della barca mentre la barca si trovava alla fonda nell’arcipelago di Langkawi, in Malesia. I sette membri dell’equipaggio che erano a bordo sono stati salvati dai vigili del fuoco, ma il giorno successivo l’Enigma, ormai lontanissimo parente di quello che un tempo era stato il Club Mediterranee, è affondato.

 


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