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Ecco dove devi navigare almeno una volta nella vita

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La domanda che una società di noleggio statunitense ha posto ad un campione selezionato di 100 clienti abituali (da almeno 10 anni) e grandi navigatori è affascinante: dove vorreste navigare una volta nella vita dove non siete mai stati?

Le risposte sono state sorprendenti. Quasi nessuno ha citato mete tradizionali, le destinazioni preferite “per la vacanza in barca della vita” sono un mix tra l’esotico e la voglia di esplorare rotte poco battute.

Ecco la classifica delle cinque destinazioni Top Five scelte dagli intervistati con notizie e riferimenti per visitarle.

1- Resurrection Bay in Alaska

Un nome che è un segno di buon auspicio, dato dal governatore Alexandr Baranov (1746-1819), che qui si riparò durante una feroce tempesta. Un luogo pressoché incontaminato, dove vennero girate anche le scene iniziali di un grande film classico come “Caccia a Ottobre Rosso”. Un vero paradiso per i velisti, dove il vento soffia regolarmente tra 15 e 20 nodi, da nord al mattino, per poi ruotare a sud nel pomeriggio. Perfetto per navigare quasi sempre alle portanti, se in giornata si decide di partire e poi tornare a Seward, unico centro abitato rilevante della zona e dotato di un marina attrezzato e rimodernato pochi anni fa.

Ma la ricchezza di Resurrection Bay è data anche dal gran numero di fiordi e baie e dalle pareti dei ghiacci a picco (come quelli di Harding e di Grewingk-Yalik), intervallate da scoscese distese di foreste. Ancoraggio imperdibile è quello di Thumb Cove, a circa sette miglia da Seward, dove potrete dare ancora in totale sicurezza e godervi lo spettacolare paesaggio che vi circonda, soprattutto d’estate, quando il sole non si decide a oltrepassare la linea dell’orizzonte.

Se scendete a terra col tender, però, fate attenzione agli orsi, molto presenti nella zona…

Come arrivare: in aereo si atterra ad Anchorage, poi si può affittare una macchina o prendere il treno

Quando andare: da maggio ad agosto

 

2- Mare delle Andamane in Thailandia

Il mare delle Andamane è uno di quei luoghi che, una volta visitati, lasciano un terribile desiderio di tornarci al più presto. Il clima è eccezionale, così come le persone che incontrerete, inoltre ogni cosa, a partire dal cibo, è a buon mercato. Difficilmente troverete “traffico” per mare e avrete costantemente la sensazione di essere gli unici visitatori, con il vantaggio di una navigazione facile, adatta anche a chi non ha una particolare esperienza. Partendo dall’isola di Phuket, dove è facile trovare una barca a noleggio nel porto a Sud dell’isola, potete scegliere a vostro piacere se fare rotta verso Nord o verso Sud. Nel primo caso vi troverete immersi nel Phang-Nga National Park, una riserva marina formata da centoventi atolli che vi faranno sentire parte di un film di Peter Jackson (il regista della saga de Il Signore degli Anelli). Le isole sono ricche di grotte e cascate da visitare e i fan di 007 potranno attraccare all’isola Khao Tapoo, rinominata anche isola di James Bond dove è stato girato il mitico film “L’uomo dalla pistola d’oro”. L’acqua è fosforescente e non dovete assolutamente farvi mancare una navigazione in notturna con bagno, risalirete in barca pieni di luce. A sud invece non perdete la penisola di Krabi con le sue spiagge.

Come arrivare: per navigare si parte generalmente dall’isola di Phuket via Bangkok

Quando andare: da novembre a marzo

 

3- Ilha Grande in Brasile

Tra le tante incredibili bellezze del Brasile celebri in tutto il mondo, ne manca senza dubbio una, Ilha Grande. Situata a circa cento miglia a sud di Rio de Janeiro, quest’isola è la principale delle 360 che punteggiano l’omonima baia. Antica base dei pirati che saccheggiavano i galeoni spagnoli carichi d’oro, questa baia è soprannominata anche “Il Caribe del Brasile”. La vegetazione è a dir poco rigogliosa, dominata da una foresta tropicale, che ricorda addirittura quella amazzonica (non siamo d’altronde poi molto lontani…). Per gli amanti delle immersioni, è un luogo magico, grazie alle numerose varietà di pesci che qui risiedono. Oltre alle numerose baie da sogno, e a spiagge chiare, tra le tante curiosità per i navigatori, sono i ristoranti galleggianti, come il Barco Bar e il Jango’s, vicino a uno splendido spot (in gergo, uno luogo adatto a windsurfisti) chiamato Dentist’s Beach. Potrete ordinare il vostro cibo direttamente tramite il VHF di bordo, o qualcuno direttamente dal ristorante verrà a bordo per prendere le vostre ordinazioni. Allo stesso modo, potrete mangiare seduto a un tavolo sulle piattaforme galleggianti o ricevere il cibo direttamente “a domicilio”.

Come arrivare: da Rio de Janeiro, in aereo, traghetto o a vela

Quando andare: tutto l’anno, ma è meglio evitare da dicembre a marzo per le piogge

 

4 – Arcipelago del Dodecanneso in Grecia

Una meta più classica e più vicina, ma non per questo non meritevole di entrare in questa selezione. L’arcipelago greco compreso tra la Turchia, l’isola di Creta a Sud, le Cicladi ad Ovest e l’isola di Samo a Nord è un vero paradiso per i velisti di ogni età: se Rodi è l’isola principale, qui potete trovare un numero infinito di approdi. Non fatevi ingannare dal nome, sono ben più di dodici le isole che lo compongono: da Kos a Simi, passando per Patmos, Arki, Leros, Kalimnos e Alimia, solo per citarne alcune. Rispetto alle vicine Cicladi, qui il Meltemi soffia in prevalenza da Ovest-NordOvest e non lo si trova tutti i giorni. Di rnorma però, quando arriva, resta costante per circa una settimana e difficilmente supera forza 7. Tra le baie imperdibili, a Simi c’è Ay Emilianos (36° 36’ N – 27° 46’ E), ben protetta dal meltemi e fiabesca, grazie al monastero che le dà il nome. Altra tappa poco conosciuta è il porticciolo peschereccio di Lipsos  (37° 17’ N – 26° 45’ E), con le sue case bianche e la bella piazzetta, dove trovare numerose taverne, caffetterie e ristoranti. Rispetto al passato, anche in questo arcipelago troviamo un buon numero di porti attrezzati, che assicurano rifornimenti e assistenza.

Come arrivare: voli diretti o facendo scalo ad Atene raggiungono le isole principali

Quando andare: da fine aprile a inizio ottobre

 

5 – Firth of Clyde in Scozia

Uno dei più bei libri di mare (anche se mascherato da thriller) è “Il cerchio celtico” di Bjorn Larsson, che a un’avventurosa navigazione proprio nel Firth of Clyde dedica righe splendide ed emozionanti. Luogo magico scozzese per eccellenza, ricco di resti di epoca celtica, questa lunga insenatura, larga al suo imbocco circa 20 miglia e profonda 50, accoglie un gran numero di isole: una tappa d’obbligo va fatta ormeggiando ad Arran, chiamata “Scozia in miniatura” per essere divisa in “terre alte” e “terre basse”. Da non perdere il Castello di Brodick, simbolo dell’isola ancora aggi abitato dai Duchi di Hamilton. Per gli amanti del whisky, la vicina e bella isola di Islay (chiamata la regina delle Ebridi) fa per voi: si trovano infatti qui le sedi di alcune delle marche di single malt più famose del mondo. Non è una navigazione facilissima, quelle nel Firth of Clyde, principalmente a causa delle correnti che si formano e che possono togliere alla barche anche due nodi di velocità. Le rotte vanno dunque sempre tracciate con cura e calcolare gli orari della marea diventa fondamentale. In definitiva, è il luogo ideale per chi, oltre a navigare, ama lanciarsi alla scoperta della storia e della cultura.

Come arrivare: atterrate a Glasgow, sono diverse le compagnie aeree, anche low cost, che qui fanno servizio

Quando andare: da maggio ad agosto


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