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VIDEO Burrasca di 70 nodi travolge charteristi impreparati. Panico!

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burrascaChe video da brividi! Al largo di Santorini, la burrasca con raffiche fino a 70 nodi coglie  l’equipaggio di questa barca charter completamente impreparato. Per pura fortuna nessuno finisce fuoribordo!

Oltre al mare preso al traverso, al fiocco che se ne va in brandelli  e la barca  sdraiata in difficoltà, questo video è comumque educativo perché documenta la risposta umano in caso di panico. Quasi tutto l’equipaggio, resta infatti immobile ed esposto al pericolo, in attesa di un coordinamento da parte dello skipper, che non arriverà. 

IL VIDEO DELLA BURRASCA


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8 Comments

  1. Giuseppe Caire ha detto:

    Buongiorno a tutti … qualcuno sa spiegarmi in uno schema semplice che cosa avrebbe dovuto fare lo skipper in questa condizione … premessa: non mi sono mai trovato in queste condizioni … massimo una volta in Croazia una sventagliata di 35 nodi con onde di 4m (la coda della perturbazione che ha causato allagamenti nel nord italia a fine agosto/inizio settembre 2020), equipaggio formato da me (skipper, non espertissimo) e 3 ragazze, mai salite su una barca a vela prima … abbiamo ridotto fiocco e randa, e siamo tornati in porto, e siamo ripartiti il giorno dopo con zero danni.

  2. Pier Luigi Paolini ha detto:

    Non sono un velista super esperto. Mi sono trovato una volta con la Bora a 40kt con raffiche a 45kt in 2 su una barca di 8 m; prima che
    il vento arrivasse ai 40kt, visto che era in aumento, abbiamo proseguito a motore verso un ridosso, ci siamo ancorati in una baia calma
    e siamo ripartiti dopo alcune ore con il vento in notevole calo senza nessun danno tranne un po’ di confusione sottocoperta.
    Quello che a mio parere avrebbero potuto fare, cioè quello che avrei fatto io, è chiudere il fiocco prima, assicurare meglio il gommone,
    deviare leggermente dalla rotta per non prendere il mare al traverso, indossare prima i salvagenti, lasciare in pozzetto solo le persone
    indispensabili per la manovra e questi con cintura di sicurezza legata alla life line. Se qualcuno finiva in mare, in quelle condizioni,
    non sarebbero di sicuro riusciti a recuperarlo.
    Ma soprattutto avrebbero dovuto, prima di partire, controllare il meteo: probabilmente la possibilità di una burrasca del genere era stata segnalata.

  3. Emanuele ha detto:

    Appaiono quattro errori significativi in ordine di importanza:
    1) Fiocco non rollato
    2) Motore spento
    3) Rotta errata al traverso, o prendi la cappa o ti metti di poppa e scivoli via. Meglio quest’ultima con cui avrai un apparente ridotto rispetto al reale ma occhio a straorze e strapoggie
    4) troppa gente in pozzetto senza utilità e senza lifeline

  4. Hook ha detto:

    Dovrei ripetere in maniera esagerata e scurrile, quello che i lettori Pier Luigi ed Emanuele hanno con garbo, correttamente esposto. Mi limiterò dunque ad apostrofare questi stolti come meri marinai di acqua dolce….. Questi sprovveduti pensano che andare in mare è paragonabile ad una scarrozzata in coupè per prendere un aperitivo e sono pure pericolosi oltre che inetti perchè oltre che fare male a sè, fanno male anche ad altri. Purtroppo la madre dei cretini è sempre incinta e stavolta ha eseguito un bel parto plurigemellare. La cosa più grave è che oltre tuti i casini che hanno fatto, segno che non hanno la minima idea di cosa significa navigare, è che hanno soprattutto rischiato la vita perchè dopo lo strappo del fiocco, con lo scafo quasi del tutto sbragato, c’è mancato poco che la barca scuffiasse come una deriva ed a quel punto avremmo letto una notizia ben diversa, quella della guardia costiera che cercava i loro corpi nei flutti.

  5. Hook ha detto:

    Mi permetto di spiegartelo io, con uno schema semplice, cosa avrebbe dovuto fare lo skipper, se vogliamo pure onorarlo con questo appellativo. Anzichè gestire un charter con una inesperienza tale da diventare un pericolo per se e per gli altri, avrebbe dovuto affittare una imbarcazione con tipologia di noleggio “alla cabina” in modo che avrebbe avuto soprattutto uno skipper vero, il quale si sarebbe guardato bene quel giorno da uscire dal porto con delle previsioni che sicuramente erano ben note da sei ore prima. Con 70 nodi di vento, una vela di 40 piedi (dunque dislocante) a secco di vele e al traverso, garantisco che può superare abbondantemente la sua velocità critica, e quando il cavo dell’onda dato dalla velocità della imbarcazione forma un arco esatto tra prua e poppa, la barca ingavona e a 70 nodi sò czz…….

  6. Luca ha detto:

    A parte gli errori che avete giustamente elencato, aggiungerei pero’ che messa poppa al vento facendo portare quel pezzetto di genoa rollato, senza farlo aprire e quindi distruggere,magari aiutandosi un po con il motore, avrebbe messo l’imbarcazione in condizione di aspettare il passaggio del groppo senza troppi problemi. Inotre, ammesso e non concesso che la barca avesse straorzato e si fosse anche sdraiata completamente sull’acqua, una buona barca con tutti i boccaporti chiusi non avrebbe avuto grossi problemi, esperienza vissuta. Spesso non sono le barche ad avere problemi ma siamo noi ad averli e a crearli…

  7. Federico Amati ha detto:

    Pur avendo deciso di fare una traversata con un brutto cielo e sicuramente all’interno di una bassa pressione non so se per sfida o per imperizia, non si capisce perchè con tanta acqua intorno lo skipper non abbia poggiato ma abbia continuato a mantenere la barca al traverso…
    Poi prima di una traversata anche se non impegnativa il tender andrebbe saldamente rizzato così come ben riposti suppellettili ed oggetti in dinette.
    Ma quest’errore lo abbiamo commesso tutti…

  8. Giambi ha detto:

    Domanda, e se avessero avuto la costa sottovento?

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