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Come la Coppa America sta (già) cambiando le barche da crociera

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Sulla spinta della Coppa America e del Vendée Globe è già in corso una rivoluzione tecnologica che potrebbe interessare anche il mondo della crociera (oltre che quello della regata, di cui vi parleremo nella prossima puntata)

La Coppa America con gli AC 75 e il Vendée Globe con gli Imoca 60 sono oggi la frontiera tecnologica della vela. Sensori intelligenti, sistemi idraulici, software di navigazione e autopiloti più precisi dei velisti, la Coppa America e il Vendée stanno sperimentando soluzioni che in futuro, ma in parte già oggi, troveranno spazio sulle barche di tutti. Si va verso un generale processo di automatizzazione delle barche per il mondo della crociera, per andare incontro anche alle esigenze del velista “ignorante”.

Se lo vorremo l’intervento dell’uomo nelle regolazioni e nella gestione della barca ci sarà sempre, se invece vogliamo solo rilassarci la nostra barca molto presto potrà essere in grado di fare tutto da sola, proprio come avviene già per alcune automobili.

In alto, dentro la “pancia” dell’Imoca 60 Hugo Boss con Alex Thomson. Tra telecamere che monitorano la barca in ogni angolazione,
con visione notturna, monitor per la navigazione
e schermi dove scorrono le performance
della barca, le barche del giro del mondo sono
un laboratorio tecnologico all’avanguardia.

Il mercato cruise potrà aprire le porte a un numero potenzialmente immenso di clienti neofiti della vela, impazienti di vivere una vacanza in barca in autonomia, relax e totale sicurezza, pur avendo poca o zero esperienza. La barca navigherà (quasi) da sola, senza fatica. I servizi remoti forniranno assistenza, l’equipaggio potrà godersi il mare e il vento, senza altri pensieri.  Vi raccontiamo quali saranno le tecnologie che trasformeranno la barca in una piattaforma intelligente per le vacanze al mare del prossimo futuro. E parallelamente andiamo a vedere quali saranno a breve termine gli ulteriori sviluppi nel mondo della regata.

SERVO MECCANISMI E SAIL-BY-WIRE, PER NON FARE PIU’ FATICA

I superyacht hanno già da decenni sostituito le braccia di tanti marinai con un joystick. Nel 2006, quando venne varato il trialbero Maltese Falcon di Perini Navi, stupiva e sembrava fantascienza la possibilità di controllo di tutte le manovre a vela dai bottoni della plancia di comando. I servomeccanismi elettrici ed  idraulici, non sono più solo uno sfizio per fare meno fatica o la strategia per ridurre equipaggio, ma saranno la strada più veloce per rendere la vela alla portata di tutti.

In alto lo Swan 65, si nota la quantità di comandi servo assistiti presenti in timoneria,
dal movimento della lifting keel alla tensione della drizza del fiocco, fino ad arrivare addirittura alla scotta randa il cui winch è completamente nascosto sottocoperta.

Sopra i 50 piedi, sia Nautor’s Swan  che Ice Yachts per citare due esempi, hanno puntato molto su  winch elettrici e impianti idraulici con servocomandi. Tutte  le barche  controlleranno attraverso segnali computerizzati ogni elemento meccanico. In areonautica si chiama tecnologia fly-by-wire, esiste da decenni, in barca, dovremo chiamarla sail-by-wire, e le possibilità di questo salto tecnologico, sono enormi.

SPARIRANNO CIME, BOZZELLI E TIMONE

Comandare un attuatore con un filo o un segnale radio, è più economico e semplice di far passare una cima attraverso bozzelli o utilizzare comandi manuali con accoppiatori meccanici.  Sail-by-wire offre dunque l’opportunità di ridurre gli ingombri in coperta: I winch, esclusivamente elettrici, troveranno alloggiamento in zone non necessariamente raggiungibili dall’equipaggio. Eliminate le manovre dal pozzetto, si potranno ridisegnare gli spazi a misura di crocerista, curando ancora di più  gli elementi di comfort dell’equipaggio.

L’Assist Sail Trim di Harken, un aiuto digitale
alle regolazioni delle vele per il velista meno esperto.

Le barche da crociera esposte ai saloni nautici di oggi già si  presentano con alcune manovre veliche semplificate, con drizze di rimando nascoste sotto la tuga e addirittura manovre occultate. È comprensibile e inevitabile: il crocierista vuole godere del mare e prendere il sole, non inciampare tra scotte e bozzelli.

Il dettaglio del sistema di movimentazione della Cariboni di una chiglia basculante con i pistoni idraulici. L’idraulica è uno dei campi che ha fatto progressi straordinari negli ultimi anni e può fornire soluzioni smart ed efficaci per semplificare le manovre di bordo.

Anche l’elemento più caratteristico della barca, la ruota del timone, sarà sostituita da un touchscreen, da un pulsante o per puro gusto della tradizione, da una finta ruota-ibrida, collegata solo a un sensore elettronico che controllerà la pala attraverso il computer e un attuatore idraulico o elettrico.

SENSORI PER TUTTO: IoT IL PRIMO PASSO VERSO LA BARCA AUTOMATICA

IoT, Internet of Things, la rete delle cose, è quella nuova tecnologia che collega in rete ogni oggetto, rendendolo smart. Nell’odierna fase di transizione, le barche si stanno già riempendo di sistemi e sensori dedicati a diverse funzioni. Prepariamoci all’idea che nel prossimo futuro i sensori saranno veramente ovunque a bordo. Anche elementi fino ad ora sostanzialmente passivi e statici come lo scafo, l’albero, le vele, le valvole degli impianti idraulici ed elettrici avranno una propria identità digitale e forniranno informazioni a un sistema centrale di controllo e gestione barca.

Sopra un esempio di una “realtà” aumentata disponibile sui più recenti software e plotter di navigazione Raymarine.

Oltre a fornire dati utili al controllo della navigazione, come informazioni sul carico di una scotta, la posizione del carrello randa, la misura del  flusso d’aria sulle vele, i  sensori comunicheranno anche con la terraferma,  per esempio, inviando informazioni relative allo stato di usura, o la performance del componente stesso.

REALTA’ AUMENTATA E  INFORMAZIONI DI ASSISTENZA

La realtà aumentata è la novità dei plotter più recenti: informazioni integrate che si sovrappongono a quelle reali e visive, per estendere  le capacità percettive e di analisi dello skipper. 

In alto un esempio di visione con la tecnologia Fowardscan sviluppata dal gruppo Navico nei plotter B&G e Simrad.

I dati delle telecamere, delle termocamere per visione notturna, degli ecoscandagli, del radar, del sistema AIS e altre informazioni provenienti dalla rete, dal gps, dai sensori, vengono integrati in una unica vista.  Il software che ora tende a mostrare tutte le informazioni disponibili, presto dovrà anche selezionare quelle veramente utili da fornire allo skipper, per non confonderlo.

Mostrare le informazioni, o suonare un bip-bip di allarme non sarà più abbastanza. Il software dovrà esser in grado di sopperire a una  inaspettata assenza dello skipper,  assisterlo nel momento della difficoltà a prender decisioni critiche e un domani, pilotare la barca in autonomia.

Il Joystick Volvo Penta
per il Docking System,
il sistema per
l’ormeggio assistito.

SOFTWARE PER LA ROTTA E L’AUTOPILOTAGGIO

I software di navigazione più avanzati, già oggi combinano cartografia elettronica, posizione GPS, previsioni meteo, i dati dell’anemometro,  e calcolano la rotta ottimale. Possono dunque condurre una barca sail-by-wire sostanzialmente da soli sulla rotta calcolata, e già, in parte, lo fanno.

Il confine tra pilota e autopilota è un tema caldo nell’aviazione, la parte più difficile è proprio l’interazione tra uomo e computer. Se il software ha tutte le informazioni per navigare da solo, il punto debole per la sicurezza potrebbe proprio esser lo skipper inesperto.

Allora, per la sicurezza,  sarà meglio fidarsi di un software capace di agire tempestivamente e pilotare la barca in totale autonomia, più che di un sistema sofisticato che emette allarmi e chiede comandi a uno skipper un po imbranato.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE IMPARA DA SOLA

Machine-Learning è il nome della tecnologia che sta rivoluzionando tutti i settori industriali. Riportato agli autopiloti delle barche da crociera, vuol dire che, ad esempio, i software degli autopiloti potranno imparare da soli e gestire situazioni complesse.

La strategia con cui il computer di bordo timonerà, regolerà le vele, affronterà le raffiche, o cambierà rotta,  potrà esser definita dal computer stesso. Come? Con l’intelligenza artificiale. Dall’analisi automatica di quei dati raccolti negli anni da altre barche piene di sensori, gli algoritmi possono estrarre il tocco e la sensibilità di quei velisti esperti che  già hanno affrontato, o stanno affrontando a qualche miglia di distanza, condizioni di vento e di mare simili.  Non è fantascienza, è la stessa tecnologia delle auto senza pilota.

L’equipaggio a bordo potrà interagire con il sistema, e chiedere una navigazione più docile o una più sportiva, così che il pilota di bordo imparerà ad adattarsi anche alle esigenze dell’equipaggio.

In rosso sulla randa di questo Swan 42
un sensore sviluppato dalla startup Koyré per raccogliere dati sul lavoro delle vele.

CI FIDEREMO DEL COMPUTER-SKIPPER COME DI UN LUPO DI MARE

Parleremo dunque di auto-skipper più che di pilota-automatico. Potremo delegare al computer la completa gestione della barca e goderci veramente la vacanza in pieno relax. La barca sarà tenuta  sotto controllo da un supercomputer che sa navigare come uno skipper esperto, che sa eseguire in autonomia l’ormeggio o avvicinare la barca all’uomo in mare. Eviterà sempre le collisioni, gli l’incagli, le tempeste.

Dormiremo sonni tranquilli anche con la barca in rada, sapendo che il computer attiverà i motori in caso di ancora che speda. L’ auto-skipper saprà far correre la barca, regolando le vele come un trimmer da Coppa America… e contemporaneamente, terrà sotto controllo ogni impianto,  prevedendo i guasti.

BARCA IPERCONNESSA PER SERVIZI, ASSISTENZA E SOCIAL NETWORK

In navigazione costiera, con il 5G, e presto anche in mezzo all’Oceano grazie a nuovi satelliti in orbita bassa, la barca sarà sempre connessa. Per il mercato, iperconnettività a bordo vuol dire business e nuovi clienti:  informazioni turistiche, servizi di assistenza remota di diagnostica, servizi meteo personalizzati, polizze assicurative con scatola nera, assistenza tecnica o medica in caso emergenza, applicazioni di domotica, pacchetti di sicurezza e sorveglianza con supporto in marina, monitoraggio e gestione della flotta. La barca in rete sarà poi una piattaforma su cui vendere APP, come avviene per gli smartphone.  Le nuove generazioni, vorranno  barche dotate di tutti gli strumenti social (wifi, videocamere alta definizione, intrattenimento…) per vivere e  condividere la propria vacanza in tempo reale con equipaggi di altre barche e con gli amici o followers rimasti a terra.

SARA’ LA BARCA DA CROCIERA A INSEGNARE AD ANDARE A VELA

Difficile a crederlo ma sarà la barca, quella più ipertecnologica e automatica, a insegnare ad andare a vela al maggior numero di neofiti, perché sarà la più accessibile.  Se la barca è sail-by-wire, e iperconnessa,  corsi e tutorial di formazione da parte di skipper esperti potrebbero esser fatti  in remoto, durante la vacanza stessa. Gli stessi autopiloti, in modalità didattica, potrebbero spiegare al neofita a bordo i principi della vela guidandolo passo passo, come in un videogioco, a prendere il controllo del timone, della randa, del fiocco. Questo rovesciamento della didattica è avvenuto in passato per la macchina fotografica: si parte a scattare con una automatica per imparare, poi quando ci si appassiona, si passa, alle regolazioni manuali.

AUTONOMIA, PROPULSIONE GREEN E IMPATTO ZERO

Arriverà anche la rivoluzione verde insieme a quella tecnologica. Le parole d’ordine dei croceristi  nei prossimi anni saranno autonomia, propulsione pulita e impatto zero. 

I motori che sotto spinta velica diventano generatori elettrici, uniti ai pannelli solari,  sono la vera chiave di volta della rivoluzione energetica green, eliminano la necessità di fare rifornimento carburante e permettono alla barca di andare ovunque per tempi più lunghi, riducendo anche l’affollamento delle marine.

Nuovi materiali,  smaltibili ed ecosostenibili, avranno un ruolo essenziale nella costruzione. Già oggi si parla di fibbra di lino o di materiali di origine lavica, o di resine ecologiche.

La francese Windelo sta sviluppando scafi costruiti con fibre di basalto, la Svizzera Bcomp usa al posto della fibra di vetro, fibre vegetali.  OneSail  e North Sail, stanno studiando nuovi materali per ridurre il Mylar e costruire vele plastic-free.

Le stampa 3D sta cambiando il mercato delle parti di ricambio. Sarà più economico il recupero di vecchi scafi con opere di refit. 

Non mancano le sorprese: il grafene, nuovo materiale di cui si è parlato tanto per la costruzione di vele e scafi da regata, sembra, a sorpresa, più prossimo a rivoluzionare le membrane dei dissalatori usati in crociera che il mondo delle regate. Anche il mondo delle vernici e antivegetative ad alta performance si sta adeguando per garantire la  protezione dell’ambiente marino.

La tecnologia e l’ecosostenibilità della barca da crociera del futuro, renderanno dunque la vacanza a  vela accessibile a un pubblico molto più vasto. Anche se la prima esperienza a bordo non sarà più alla scotte del fiocco, siamo certi che vivendo il mare, molti si innamoreranno ugualmente del vento sulle vele e molti diventeranno comunque ottimi marinai, con o senza tablet e 5G.

Luigi Gallerani

FOCUS – TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA, COSA C’E’ SUL MERCATO?

VOLVO PENTA, LA BARCA ORMEGGIA DA SOLA

Volvo-Penta ha già disponibile la propria tecnologia Assisted Docking per l’ormeggio automatico. Combina le tecnologie IPS per manovrare la barca con una piccola cloche, oltre che la tecnologia DPS per il mantenimento della posizione dinamica attraverso gps e la tecnologia EasyConnect,  che permette la comunicazione tra diversi strumenti e integrazione con tablet e sistemi di bordo. https://www.volvopenta.com/assisteddocking/

QUICK NAUTICAL NETWORK, ESEMPIO DI AUTOMAZIONE INTEGRATA

Quick Nautical Network è un gateway in grado di ricevere tutti i protocolli di comunicazione dei vari prodotti Quick, come  eliche di manovra, carica batterie, salpa ancora,   luci e altro per poi inviarli, a tutti i chart plotter di nuova generazione presenti sul mercato. Un esempio di compatibilità.  https://www.quickitaly.com/it/prodotti/sistemi-integrati/qnn-quick-nautical-network/qnn-it/

SIMRAD FOWARDSCAN, IL SONAR CHE VEDE ANTICIPA GLI OSTACOLI

Navico raccoglie i marchi Simrad, Lowrance, B&G e C-MAP tra le tecnologie più innovative, gli ecoscandagli ForwardScan integrati nel plotter SimRad che vedono gli ostacoli sommersi di fronte alla barca, prima di arrivare sulla perpendicolare. Sempre di Simrad, le nuove bussole elettroniche supportano in un solo elemento i sistemi GNSS,  GPS, Galileo, GLONASS, BeiDou, QZSS. www.simrad-yachting.com

RAYMARINE E LA REALTA AUMENTATA

ClearCruise di  Raymarine sovrapponene oggetti cartografici, waypoint e target AIS su un’immagine video dinamica ripresa dalle fotocamere a bordo, creando una realtà aumentata per lo skipper e rendendo più facile la navigazione, mostrando anche, in condizioni di scarsa visibilità, boe e ostacoli che sono sulla carta, ma non visibili a occhio nudo. www.raymarine.it

HARKEN ASSISTED SAIL TRIM, MANOVRA LE VELE DA SOLO, O CON UN CLIC

Harken AST è un sistema di ausilio alla navigazione a vela che regola automaticamente le vele a seconda del variare della direzione della barca o del vento apparente, oppure in relazione allo sbandamento dell’imbarcazione. Il modulo Sail Management permette di issare e ammainare le vele, sensori di carico rilevano eventuali blocchi. Le manovre vengono controllate attraverso una console centrale. I winch Harken Rewind o Captive Reel consentono al sistema di lascare e cazzare senza intervento manuale. www.harken.it

OSCAR, SISTEMA DI VISIONE COMPUTAZIONALE ANTICOLLISIONI

Nato per il racing, è disponibile per la crociera, una singola unità da montare sull’albero scansiona lo spazio di fronte alla barca con camere ottiche e infrarossi e provvede a effettuare una analisi video-computazionale in tempo reale  degli elementi in acqua. Non appena individua un rischio collisione, può emettere allarmi, e grazie all’integrazione con i sistemi di bordo, alcuni autopiloti posson esser programmati per cambiare repentinamente rotta. www.oscar-navigation.com

GARMIN ACTIVE CAPITAIN, QUANDO LA BARCA DIVENTA SOCIAL

Con Navionics e la app Active Capitain, Garmin punta moltissimo sulle possibilità di condivisione della posizione per fornire in un singolo punto di accesso, informazioni sui servizi in marina, i punti di interesse turistico, e soprattutto le informazioni di interesse e i pericoli condivisi da altre barche nella stessa area. https://buy.garmin.com/it-IT/IT/p/573254

ADRENA OCTOPUS, SOFTWARE PER UNA NAVIGAZIONE ASSISTITA

Un software per laptop, per la analisi e pianificazione automatica o assistita della navigazione e dell’ormeggio che tiene conto delle condizioni metereologiche e dello stato del mare processando i grib file. Fa considerazioni avanzate per ottimizzare le ore di navigazione notturna o i tratti in cui sarà necessario il motore. www.adrena-software.com

4 Comments

  1. Luca ha detto:

    Non è una chiglia basculante quella in foto Cariboni, ma l’arm one design degli AC75.

  2. Gabri K ha detto:

    La cosa interessante di questo articolo è che pubblicizza prodotti che critica perché faranno la vela un covo di scansafatiche. È un incredibile ossimoro. Avanti così, giornale della Vela!

  3. Michele ha detto:

    Articolo pieno di demagogico tecnologismo ossessivo da effetto depressione covid.

  4. Stefan ha detto:

    Son sicuro che da vero velista userai remi invece di quella diavoleria del motore, mangerai solo pesce (pescato a mano, o al massimo con un arpione da te costruito) e raggiungerai la tua imbarcazione a piedi o a cavallo.

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