developed and seo specialist Franco Danese

“Così era mio padre”. Franco Malingri nelle parole del figlio Enrico

dufour 530
Tre barche in un solo scafo. La ricetta vincente del Dufour 530
9 gennaio 2021
Scopri la videostoria della nautica da chi l’ha reinventata: Luca Bassani
10 gennaio 2021

Ieri sera verso le 21,30, la vela italiana ha perso uno delle menti più geniali. Franco Malingri, fratello di Doi, padre di Vittorio, Enrico, Francesco, “capostipite” della più famosa dinastia di navigatori, è partito per la sua ultima traversata. Velista, progettista, navigatore, marinaio, aveva più di centomila miglia di navigazione sul groppone, di cui oltre ventimila in solitario. Era nato a Torino nel 1934

Pubblichiamo questo bel ricordo, che ci ha scritto il figlio Enrico, di getto (“questo è lui visto dall’interno. Non ho neanche riletto”). Buon vento Franco.

Era mio Padre, in memoria di Franco Malingri di Bagnolo

“Lo ho sempre saputo ma ora è una riflessione molto conscia, tutto quello che sono  tutto quello che ho fatto , tutto quello che riuscirò a fare, lo devo ai miei genitori.

Enrico Malingri

Loro mi hanno guidato e sono sempre stati di esempio nella vita e nel lavoro, sono stato molto fortunato, una unione solidissima la loro che è durata 63 anni, una storia di amore ed affetto e complicità come solo nei migliori film è rappresentata.

E tutto questo loro lo hanno riversato su di me ed i miei fratelli. Il dono più prezioso che ho scoperto a posteriori, per avere una solidità interna ben strutturata.

Ora Franco ci ha lasciato, è partito per la sua ultima traversata, quella da cui non si torna, diretto in cielo dai sui avi che lo aspettano. Raggiungerà il suo adorato padre Gerolamo, morto nel 42’ durante la guerra, la sua mamma Maria che ci ha lasciato negli anni ’70, i sui amati fratelli Doi e Titti e la fantastica zia Boggi, e le altre persone che hanno fatto parte della sua vita passata.

Franco era un uomo particolare, di una caratura, rettitudine e purezza come non li fabbricano più, un uomo nato nei primi anni 30, che ha subito ed è stato forgiato dai tragici eventi della seconda guerra mondiale.

Una grande tempra di uomo, la tragedia del padre morto in guerra quando lui aveva 11 anni, lo ha reso ancora più determinato e forte, anche se la sofferenza per qui fatti lo ha portato dentro tutta la vita.

Franco (a sinistra) con il figlio Francesco Malingri)

Tra le tante cose ho sempre ammirato, la sua mancanza assoluta di malizia, la sua onestà intellettuale e la purezza del suo stile di vita. Naturalmente il suo coraggio, la mancanza di un qualsivoglia lamento in qualsiasi situazione anche le più estreme sono stati da sempre il mio standard.

Una persona estremamente intelligente, con dentro quel fuoco di avventura che caratterizza il DNA della famiglia Malingri e che anche i sui fratelli hanno espresso, gli amati zii Doi e Titti.

Insieme a Doi negli anni ’60 ha iniziato ha solcare il mare a vela, quella avventura in cui poteva portare con se la sua famiglia, e che avrebbe segnato profondamente gli anni successivi di tutti i membri della famiglia.

Quale uomo, se non uno eccezionale, fuori da tutti gli schemi tradizionali , ma pur molto rispettoso degli stessi, avrebbe concepito il giro del mondo a vela tra il 1976 /1978, con la sua famiglia e amici che hanno voluto partecipare.

Vittorio, Enrico e Francesco Malingri in barca a Porto Venere da bambini

Io a 15 anni ero in Pacifico negli atolli a veleggiare con i miei fratelli ed alcuni amici, una cosa che mi da forza e motivazione ancora oggi. Una avventura che ci ha forgiato nella vita a seguire.

Ma poi con lui tutto si trasformava in avventura, qualsiasi avversità veniva affrontata e se possibile superata con i propri mezzi. Mi ricordo nei primi anni ’70 che di ritorno dalla campagna in Brianza dalla zia Boggi verso Seregno si ruppe la frizione, invece di portare la macchina dal meccanico ad ogni semaforo si spingeva con uno di noi ragazzi che teneva il volante, gli altri a spingere con lui, poi lui saliva al volo e si metteva la marcia. Così si arrivò a Milano.

Ci ha sempre trattati come dei grandi, non so come ha fatto ad avere la pazienza di gestirci nei primi 15 anni di vita, tre figli parecchio vivaci. Lui non ci ha mai lasciati soli un momento, una vacanza, sempre in giro insieme. I suoi amici cari li invitava a cena se possibile, i suoi amici che per noi sono diventati come degli zii.

Un leader indiscusso, un capo, un capitano e quando siamo cresciuti e siamo diventati tutti capitani, un ammiraglio. Lui a sua volta ha conosciuto e stretto rapporto con gli amici più cari di noi tre fratelli, ed è riuscito a portare in barca con noi tutti quelli che ne avevano desiderio.

Lui c’era per tutti quelli che ne avevano bisogno, diverse volte a portato a casa per un pasto caldo, una doccia e una dormita, uomini che trovava a dormire in strada.

Non era un persona di molte parole e tanti discorsi intricati e compassionevoli, lui preferiva agire e con una rapidità disarmante. Tu lo chiamavi a qualsiasi ora del giorno e della notte e lui arrivava sempre, rapido ed efficiente.

Ci mancherai Papà, perché sei sempre stato solido ed affidabile come una roccia, sapevi che potevi contare su di noi se avevi bisogno. Non potevamo desiderare un padre migliore sia io che i miei fratelli e sarai sempre con noi, in ogni momento e con noi presente in tutte le nostre avventure.

Ci hai dato veramente tanto nella tua vita e lo hai dato a tutte le persone che ti hanno conosciuto e con te hanno condiviso l’amore per il la vela ed il mare, i tuoi colleghi di lavoro.

Eri un ingegnere molto in gamba, un vero inventore pitagorico, hai progettato ed architettato macchine di ogni genere e foggia. La filosofia delle barche che hai progettato con Vittorio, i Moana, rispecchiano la tua personalità e hanno accompagnato tanti marinai nelle loro attraversate ed avventure.

Il pilota a vento Mustafà, una creazione impareggiabile, nella semplicità ed efficienza del suo funzionamento, eri già “green energy”, quando questo parola non esisteva ancora.

Ci mancherai ….mancherai ad un sacco di gente che ti ha conosciuto e a tanta a cui sarebbe piaciuto farlo. Non a molte persone succede nella vita. Tu sarai per sempre immortale, nel cuore dei marinai e nella storia delle barche a vela Italiane.

Vedo e sento già l’immenso alone di affetto che tutti quelli che ti hanno conosciuto ci stanno dimostrando.

Ti mando un ultimo grande bacio.

Enrico”

 

 

 

1 Comment

  1. Nuvola ha detto:

    Sincere condoglianze, Enrico.
    Un Grande come raramente se ne ha la fortuna di incontrare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi