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Come sono cambiate le barche da crociera negli ultimi 30 anni. Il caso Bavaria

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bavariaContinuiamo con la rubrica “Come sono cambiate le barche” ad esplorare, a colpo d’occhio l’evoluzione delle barche che hanno scritto la storia della nautica negli ultimi 30 anni. Cercando le differenze nelle fotografie dello scafo, armo velico e negli interni, scopriamo come la tecnologia e il mercato abbiano trasformato i progetti di maggior successo all’interno dello stesso cantiere, e, come le nuove versioni siano oggi tutta un’altra cosa rispetto al passato. 

QUI LA PRIMA PUNTATA – L’EVOLUZIONE DI OCEANIS

Il 12 metri di Bavaria, 30 anni di continua innovazione

I 12 metri Bavaria sono tra le barche più vendute in Europa. Accanto ai modelli di stampo dichiaratamente crocieristico – il nome della serie del primo Bavaria 41, 1995, era “Holiday” – sono state realizzate anche versioni orientate alla performance, alla regata (serie Match) e persino versioni a pozzetto centrale (Ocean).

Moltissimi sono i modelli sui 12 metri proposti dal cantiere: J&J Design seguirà il design fino al 2004 all’insegna della continua innovazione tecnica, mantenendo una certa continuità stilistica. Nel 2011 Bavaria Cruiser 40 è disegnato da Bruce Farr che con la serie “Vision” va a illuminare gli interni e a ridefinire la coperta su livelli di stile e design visti prima solo su barche di alta fascia.

Nel 2020 arriva una nuova rivoluzione, il nuovissimo Bavaria C42 disegnato da Cossutti Design di cui abbiamo recentemente parlato qui.

I BAVARIA 12 METRI PIU SIGNIFICATIVI DEGLI ULTIMI 30 ANNI

  • 1990 Bavaria 390                  Axel Mohnhaupt Design
  • 1995 Bavaria 41                    J&J Design
  • 1998 Bavaria 42                    J&J Design
  • 2000 Bavaria 40                    J&J Design
  • 2004 Bavaria Cruiser 42       J&J Design
  • 2004 Bavaria Match 42         Doug Peterson/J&J Design
  • 2011 Bavaria Cruiser 40        Bruce Farr
  • 2014 Bavaria Vision 42         Bruce Farr
  • 2020 Bavaria C42                  Cossutti Yacht Design

SCAFO E COPERTA

Mettiamo a confronto, il nuovissimo C42 del 2020, il 40 Cruiser del 2011, il Bavaria 40 del 2000 e il Bavaria 39 del 1990 da cui tutto ha inizio, per quanto progetti con filosofie lievemente diverse, alcuni più orientati alla crociera, altri con uno sguardo alle performance. Ecco le dieci differenze che saltano subito all’occhio:

  • Profilo. Prua dritta, sezione maestra sempre meno arrotondata, per la prima volta il C42 presenta pure uno scafo a spigolo. Anche gli scafi Bavaria, negli ultimi 30 anni si sono sempre più orientati alle andature portanti, alla estensione degli spazi usufruibili e alla stabilità di forma.
  • Oblo’. Sulla fiancata, da piccoli e ovali, si evolvono in larghe aperture rettangolari perfettamente a filo con il profilo dello scafo.
  • Spiaggetta di poppa indispensabile. Da piccola piattaforma fissa è diventata è diventata prima abbattibile e poi a scomparsa (integrandosi perfettamente con le linee dello specchio di poppa) e, nei modelli più recenti, è sempre più a pelo d’acqua. Grazie alla ribaltina, è chiaro il guadagno di spazio in pozzetto.
  • Pozzetto libero dalla scotta di randa. Già nel 2000, diventa di tendenza liberare il pozzetto dal carrello e dalla scotta di randa, che si posizionano di default sulla tuga.
  • Delfiniera. E’ la novità degli ultimi anni, la presenza di una importante delfiniera che contiene l’ancora nel caso del C42 diventa sostituisce il bompresso per il punto di mura del Code0 o Gennaker.
  • Scaletta a scomparsa. Avete notato che la scaletta viene integrata a scomparsa nella spiaggetta di poppa?
  • Vele rollabili. Nei primi anni ’90 semplici ferzi dal taglio longitudinale costituivano la randa, nelle foto successive, vediamo ferzi e cuciture radiali, nonché la presenza di stecche verticali, essenziali per rendere mantenere la forma sulla randa rollabile, sempre più apprezzata in crociera.
  • Spariscono il Genoa e lo sbandamento. Se nelle foto da catalogo del passato, veniva sempre sfoggiato un Genoa 110% o più, per esaltare le possibilità di performance e si cercava di immortalare la barca con un buon angolo di sbandamento, oggi si tende a mettere in evidenza il fiocco auto virante per esaltare la possibilità di navigazione in totale comodità grazie alla maggiore stabilità di forma, anche in equipaggio ridotto.
  • Teak: ha perso appeal? Il ponte in Teak e’ il grande assente della foto illustrativa del nuovo C42, probabile che oggi, il ponte bianco in gelcoat, venga preferito dalla maggior parte degli armatori, per la sua facilità di manutenzione rispetto al legno.

INTERNI

Due rendering degli interni del nuovo C42 confrontati con il Vision 42 del 2014 di Farr Design e il Bavaria 40 del 2000, quindi un confronto limitato a soli 20 anni di evoluzione:

  • Tavolo da carteggio errante verso prua. Nel C42 il tavolo da carteggio con radio e strumentazioni si trovano spostati a prua, oltre l’albero, noterete che questa scelta era già stata suggerita nel 2014 dal disegno di Farr, che spostava il tavolino a centro barca, visto che in crociera, grazie ai plotter in coperta, si scende più spesso in cabina per accedere alla cucina… che alle carte nautiche.
  • Spariscono i tienti-bene. Le eleganti maniglie e tienti-bene in legno, ancora presenti 20 anni fa, sostanzialmente spariscono dagli arredi interni, di bolina, gli scafi a poppa larga, oggi, sbandano molto meno. Maniglie tienti-bene sono tuttavia ancora presenti (in metallo) sul tettuccio della tuga nel 2014.
  • E luce fu: L’illuminazione è molto curata dai designer specie dalla serie Vision, la tecnologia consente l’apertura di oblò più grandi sia negli scafi che in coperta mantenendo la sicurezza. Entrando più luce, anche la scelta dei rivestimenti chiari viene preferita per ottimizzarne la diffusione. Le poche lampade alogene sono sostituite da lampade a led integrate nel mobilio, sul soffitto, in cucina, diventano parte integrante dell’arredamento.
  • Il taglio CNC permette più incastri. Bavaria è stato tra i primi cantieri a industrializzare la produzione degli interni utilizzando strutture modulari per offrire diversi layout, e a introdurre il CNC per il taglio dei legni a controllo computerizzato. Le elevate precisioni di sagoma, permettono incastri più arditi rispetto al passato. Gli elementi fissi, pieghevoli e a scomparsa seguendo al millimetro il profilo dello scafo, aumentano i volumi usabili per lo stivaggio e per la vita a bordo.
  • Qualche spigolo in più. Molti noteranno che rispetto, alle versioni di qualche anno fa, gli spigolo sono molti di più oppure sono sono meno rispetto al passato, la luce dei portelli poi è squadrata, diventando semplici porte moderne dal profilo rettangolare e non più ovalizzato come nel Bavaria 40 del 2000.
  • Elementi di pura estetica. Nel C42 si individuano anche elementi accessori con pura funzione estetica, due grandi pannelli decorativi che accennano al nome del cantiere Bavaria, sono installati sui pannelli di separazione tra dinette e cabina, assenti nei modelli precedenti.

UNO O DUE TIMONI?

La ruota esagerata del Bavaria Match 42 del 2004. Una scelta costruttiva obbligata, dovendo garantire allo skipper la possibilità di sedere in falchetta e avere massima visibilità tenendo almeno una mano sulla ruota, e volendo mantenere il timone centrale e la ruota singola, l’unica opzione era quella di estendere il più possibile il diametro della ruota, che, per ragioni di progetto dello scafo, non potendo essere “immersa” più di tanto sotto il calpestio, risultava particolarmente alta e elemento predominante del pozzetto.

A confronto qui sotto, la doppia ruota del Bavaria 42 Vision del 2014. In passato il timone centrale aveva ragione di esistere anche di dimensione contenute, in quanto i pozzetti erano molto piu piccoli, notate le sedute del Bavaria 42 del 1998, e per un impietoso confronto di spazi, la timoneria spaziale del nuovissimo C42.

CURIOSITA’, IL POZZETTO CENTRALE

La versione Ocean a pozzetto centrale del Bavaria 40 del 2001. Una soluzione proposta in quegli anni anche da altri cantieri come Beneteau sul suo Oceanis, poi sparita dal mercato su queste lunghezze di barca. Oltre alla diversa configurazione della tuga (studiata per lunghe navigazioni, dove si vuole contenere l’equipaggio a centro barca: un marchio di fabbrica di cantieri come Hallberg-Rassy), privilegia gli spazi interni che vengono solitamente riorganizzati anche con cabina di prua. Le configurazioni oceaniche su barche da crociera entro i 12 metri, sono sostanzialmente sparite dal mercato da una quindicina di anni.

Luigi Gallerani

 


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1 Comment

  1. Salvatore ha detto:

    Dopo una crisi che ne ha messo persino in discussione l’esistenza, il cantiere tedesco Bavaria torna sul mercato con un prodotto fortemente innovativo…E, se facciamo i nostri più sinceri e sentiti auguri al cantiere, non possiamo non ricordare che, quando le barche venivano espressamente costruite per un dato armatore, bastava che rispettassero anche soltanto le sue particolarissime esigenze mentre ora, in un cantiere votato alla costruzione in gran serie, sono la risposta quanto più sinergica possibile ai desiderata provenienti dall’ufficio vendite che, più di altri, conosce (o dovrebbe conoscere) il mercato e da chi, sempre all’interno del cantiere, si occupa della messa in produzione dei modelli e della loro ingegnerizzazione. Se tutte le persone coinvolte avranno individuato bene il loro obiettivo di mercato (dal punto di vista economico, tecnico e della fruizione del prodotto) la barca che poi verrà immessa sul mercato non solo risponderà alle richieste della maggioranza dei diportisti ma, addirittura, le anticiperà!

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