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TECNICA Riscaldatore a bordo: dove e come installarlo (e quanto costa)

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Tutto quello che dovete sapere per installare un riscaldatore ad aria sulla vostra barca, raccontato con un esempio “tipo”

L’Airtronic D5

La Barcolana sarà anche stata annullata, ma tra freddo, umidità e bora, per fortuna che a bordo avevamo installato il riscaldatore!”. A parlare è Lorenzo Covini, direttore generale di Eberspächer srl. L’azienda ha fornito al Dufour 525 24mila Baci (14,99 x 4,60 m) uno dei suoi prodotti di punta, il riscaldatore ad aria Airtronic D5 da 5500 W: una soluzione che consente di vivere la barca 365 giorni l’anno.

Sottocoperta si sta da re quando fuori si gela e, per chi fa regate, contare su un buon riscaldatore è un “plus” non da poco quando si tratta di asciugare cerate, vele e attrezzatura. Abbiamo contattato Guido Ramani di Calligaris Elettronica Navale di Trieste, che ha curato l’installazione dell’Airtronic a bordo di 24mila Baci per farci raccontare tutto quello che c’è da sapere quando si decide di montare un riscaldatore ad aria a bordo di un 15 metri in modo tale che i lavori siano eseguiti a regola d’arte.

riscaldatore

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L’IMPORTANZA DEL SOPRALLUOGO

Per prima cosa, un buon installatore va a bordo della barca dove sarà montato il riscaldatore per fare un sopralluogo e capire il punto giusto in cui alloggiare la macchina e preventivare supporti e modifiche ‘custom’, in modo tale da non farsi trovare impreparato all’inizio dei lavori. Spesso i disegni forniti dal cantiere della vostra barca non tengono conto di tante modifiche effettuate sullo scafo (soprattutto occhio se avete acquistato una barca usata)”.

DOVE INSTALLARE IL RISCALDATORE

Generalmente, i riscaldatori vengono montati nel gavone di poppa, in modo tale che siano vicini al serbatoio del gasolio da cui attingono il carburante e nel contempo possano agevolmente prendere l’aria da far circolare sottocoperta all’esterno. Eviterete così cattivi odori o la diffusione sottocoperta di sostanze nocive (ad esempio, quante volte accade, in un gavone, che una tanica di carburante perda). L’ulteriore vantaggio è che il tubo di scarico in acciaio inox (in che dovrà essere ben protetto da un materiale isolante per evitare che le alte temperature possano danneggiare le parti della barca a suo stretto contatto) non incontra ostacoli e può essere facilmente diretto verso l’esterno praticando un foro nello scafo”. Può accadere che, come è successo nel caso del Dufour 525, “siano necessarie delle modifiche al pagliolato per far sì che i tubi da 90 mm possano passare agevolmente sotto i letti”.

MENO CURVE, PIU’ EFFICIENZA

Dato che il riscaldatore sviluppa un flusso d’aria calda sulla base della sua potenza, il percorso del tubo sottocoperta dovrà essere studiato tenendo conto di alcuni importanti fattori. Ad esempio, “più il percorso del tubo sarà breve, maggiore sarà l’efficienza dell’impianto. Circuiti troppo articolati ed estesi si tradurranno, soprattutto verso la fine del percorso, in una contropressione che impedirà all’aria calda di uscire dalle ultime bocchette predisposte. Va privilegiata la linearità le curve della tubatura dovranno essere molto ampie”.

Nel caso di una barca medio grande, in cui si dovrà realizzare una distribuzione articolata, si dovrà procedere a una restrizione del tubo: questa non dovrà essere arbitraria, perché equivarrebbe a restringere la bocca d’uscita del riscaldatore stesso, provocandone il surriscaldamento. Bisognerà intervenire con una giunzione a “Y” o a “T” (Eberspaecher fornisce davvero tantissime opzioni in questo senso) e ad esempio, ramificare il tubo da 90 mm in due tubi da 75, di cui almeno uno termina con una bocchetta.

Occhio non esagerare con le bocchette: troppe uscite causeranno l’inefficienza di quelle a fine corsa.

Due ultimi consigli: “Controllate spesso che la marmitta di scarico del riscaldatore, se è all’esterno, non sia ostruita da cime e parabordo. Infine non dimenticate che tutti i componenti che sviluppano calore (tubi di scarico, aria calda) dovranno essere tenuti lontani da cavi elettrici”.

I COSTI

L’installazione di un impianto di riscaldamento ad aria, su un 15 metri, impiegherà all’incirca 30/35 ore di lavoro (previo sopralluogo e realizzazione di componenti custom). Stimando la manodopera a 50 euro l’ora (come indicato nel dossier refit da pagina 54), dovreste cavarvela con poco più di 1.500 euro, a cui vanno aggiunti i costi dei materiali (Il modello Airtronic D5 con il comando base ha un costo 2.967€, esclusi accessori, bocchette, tubi). In soldoni, con 5.000 euro avrete a bordo un riscaldatore “top” che vi consentirà di vivere la vostra barca al meglio anche al freddo!

Eugenio Ruocco

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