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Vendée Globe: oltre 50 nodi sulla flotta, Apivia resiste in testa

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L’Imoca foiler Apivia di Charlie Dalin è la barca in testa al Vendèe Globe

E alla fine è arrivato il Grande Sud. Quello dell’Oceano Indiano, quello dei 45° Sud, quello dove le masse d’acqua in movimento sono enormi e vengono innescate da giganteschi centri depressionari in grado di generare fronti freddi che si muovono a 20 nodi di velocità. Saranno 24 ore tostissime quelle che si apprestano a vivere gli skipper di testa del Vendée Globe e che in parte stanno già vivendo da circa 12 ore.

Una depressione posizionata a sud delle Isole Kerguelen, fuori dalla zona navigabile dalla flotta Vendée Globe perché oltre il limite dei ghiacci, ha innescato un vasto fronte freddo di alcune centinaia di miglia che in queste ore è esattamente posizionato sulla testa della flotta. Il gioco degli skipper sarebbe dovuto essere quello di correre davanti al fronte per posizionarsi nel suo settore nord, dove il vento e lo stato del mare sono più clementi, e cercare di mettere più miglia possibili tra la propria barca e la massa di maltempo che avanza. Facile a dirsi, tutt’altro che a farsi. Ci sono riusciti inizialmente Charlie Dalin su Apivia, il leader, e Thomas Ruyant su Linkedout, secondo in classifica, che sembravano in grado di navigare in ottime condizioni meteo davanti al fronte, con 20-25 nodi di vento e mare decisamente gestibile. Così è stato per oltre 12 ore, ma poi il fronte ha accellerato e sta praticamente risucchiando i due skipper dentro le sue fauci. Ciò significa affrontare venti a oltre 50 nodi con onde superiori ai 6 metri, anche se i due si trovano abbastanza a nord. Peggio, molto peggio, per chi invece non è stato in grado di posizionarsi davanti al fronte e queste condizioni le sta vivendo già da diverse ore. Dietro il fronte infatti, anche se la simulazione meteo del tracking ufficiale non lo segnala, il vento può essere anche molto più intenso sotto raffica e spesso instabile come direzione, con un mare caotico che arriva da tutte le parti. Impossibile fare buone medie, e si nota infatti come per esempio Louis Burton, che è rimasto nella posizione peggiore ovvero dietro al fronte e parecchio sottovento, fatichi parecchio a navigare a buone velocità. Per Burton, e Damien Seguin non lontano da lui, si segnalano fra l’altro numerosi problemi tecnici a bordo a partire da alcuni malfunzionamenti all’autopilota. Dalla rotta di Bureau Vallée sembra addirittura che questa notte il francese sia rimasto per alcune ora alla cappa.

La posizione del leader Apivia, foiler di ultima generazione, di Charlie Dalin. Si nota come il ventoc olorato di rosso sulla carta sia quello del fronte freddo. Realisticamente le condizioni reali sono molto differenti, in peggio, rispetto a quelle indicate dal tracking ufficiale della regata.

Situazione molto dura anche per Giancarlo Pedote, decimo, staccato di 687 miglia, e ormai perennemente in lotta contro la gagliarda Isabelle Joschke. Prysmian Group si trova alle spalle del fronte, quindi in una posizione affatto buona, ma per fortuna è abbastanza a nord e sentirà un mare meno formato e più regolare. Anche per Pedote previsti venti ben superiori ai 40 nodi.

Charlie Dalin

Il Vendèe Globe però ormai da giorni ha un leader, silenzioso ma solido. Charlie Dalin non buca certo lo schermo come un Alex Thomson o non ha opinioni graffianti alla Jean Le Cam. Dalin sembra quasi timido nei video da bordo, quasi timoroso nelle sue dichiarazioni. Eppure è in testa alla regata ormai da quasi due settimane. Alla preparazione di Apivia ha partecipato anche François Gabart, vincitore del Vendée Globe 2012-2013, che si è detto estremamente fiducioso sulle capacità del nuovo foiler e dello skipper. Apivia è li, in prima posizione, a lottare con il fronte. Sembra che a bordo di Dalin non succeda mai nulla, non viene mai segnalato alcun problema, e in questo lo skipper sembra avere decisamente imparato da François Gabart e dal professore Michel Desjoyeaux, maestri nell’arte del silenzio a proposito delle avarie di bordo per non dare vantaggi psicologici agli avversari. Apivia ha 244 miglia di vantaggio su Linkedout, 364 sull’ottimo Yannick Bestaven che ha rimontato fino alla terza posizione.

Jean Le Cam e Boriss Hermann nel frattempo sono rispettivamente in sesta e ottava posizione in attesa di conoscere che abbuono riceveranno per le operazioni di salvataggio, e anche di sbarco nel caso di Le Cam, di Kevin Escoffier. Abbuono che li posizionerà un po’ più avanti in classifica, ma comunque alle spalle del duo di testa. A proposito di Le Cam, il “senatore” della flotta non ha fatto mancare la sua opinione a proposito dei foiler. “Non sono adatti a una regata come il Vendée Globe” ha dichiarato lo skipper 61enne dalla pancia della sua barca. Un’opinione netta, che certamente va ascoltata essendo Le Cam lo skipper più esperto di questo Vendée Globe. Non si può però non sottolineare che il Vendée Globe 2016-2017, dove Le Cam chiuse sesto, fu dominato da tre foiler nelle prime tre posizioni. Insomma il dibattito foil si foil no, resta acceso e forse si chiuderà solo con il traguardo di Les Sables d’Olonne.

Mauro Giuffrè

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