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Giancarlo Pedote, che spavento! “Ho avuto una giornata difficile”. VIDEO

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Cosa succede se, mentre hai 35 nodi di vento in aumento, e onda molto formata, mentre stai cercando di arrotolare una vela per ridurre la superficie velica, si rompe la cima dell’avvolgitore? Se sei su una barca “normale” magari durante la crociera estiva in Mediterraneo, te la cavi con un po’ di fatica. Se sei su un’Imoca 60 nei 42 gradi sud, nel pieno dei 40 Ruggenti, il discorso è decisamente più complicato.

Sono state ore difficili per Giancarlo Pedote che si è ritrovato con una delle vele da andature portanti che sbatteva violentemente al vento senza poterla avvolgere. A parte lo spinnaker da poppa, che pochissimi hanno a bordo, tutte le vele di prua degli Imoca sono avvolgibili. Questo fa si che i cambi di configurazione del piano velico, all’aumentare o diminuire del vento, siano piuttosto agili e possano essere eseguiti quasi senza muoversi dall’interno della barca. A meno che non capiti un grave imprevisto. Pedote stava avvolgendo la sua vela, recuperando la cima dell’avvolgitore dopo avere mollato la scotta. I carichi sulla cima sono importanti, perché una vela in carbonio ultra rigida, che sbatte al vento in 35 nodi, anche se la scotta è lascata, impone dei carichi notevoli sulla scotta dell’avvolgitore, che nel caso di Prysmian Group è letteralmente esplosa. Giancarlo si è quindi trovato con il circuito interrotto e con una vela troppo grande da potere ammainare in coperta in simili condizioni meteo. Non si è però perso d’animo ed è riuscito a fare una legatura tra i due spezzoni di cima, riuscendo poi a rollare la vela e mettere in sicurezza la barca, che in quei frangenti ha ricevuto delle importanti sollecitazioni al rig oltre che alla vela stessa, ma per fortuna non c’è stato alcun problema tecnico a bordo. Ecco il racconto di Pedote.

Nel frattempo la regata va avanti e la testa della flotta si prepara alla discesa vertiginosa verso le Kerguelen e i 50 gradi sud. Charlie Dalin sembra finalmente essere riuscito ad arrestare l’emorragia di miglia che stava perdendo a favore di Louis Burton. Il leader ha ripreso velocità dopo una fase di prudenza per gestire le condizioni dure della depressione che gli Imoca cavalcano ormai da diversi giorni. Ha perso centinaia di miglia, e adesso ne conserva 149 di vantaggio sull’indemoniato Burton. Thomas Ruyant, terzo, è invece a 208 da Dalin.

Mauro Giuffrè

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2 Comments

  1. Claudio Mosconi ha detto:

    Le statistiche fanno le regole. Ma il risultato fa la legge di mercato.
    Quindi anche se una sola barca con foile arriverà vincitrice ,sara la consacrazione dei foile.
    La domanda è; le appendici normali (timone e bulbo ) hanno la stessa resistenza all’impatto di onde grosse e corpi galleggianti che hanno i foile ?
    Forse questa è la domanda che la logica di sopravvivenza e la sicurezza in mare dovrebbero valutare.

  2. Marco Pellanda ha detto:

    Bravo Pedote el mariner se vede anche quando sa riparare, cucire, inventarsi groppi vari.
    Pedote mi sei diventato simpatico: tieni duro!
    Naturalmente anche quando discetta di isobare e di bordi delle depressioni …
    Marco Pellanda – Venezia

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