Thomson a lavoro con resina e carbonio per riparare Hugo Boss e restare in regata

Tocca a Ross Daniel dare la notizia e spiegare cosa è successo, e cosa sta accadendo, in queste ore su Hugo Boss. Chi conosce bene la storia di Thomson sa quanto Ross, Technical Manager del britannico, sia importante per le sue imprese sportive. Dietro ogni regata, dietro ogni record, dietro ogni “mast walk” c’è sempre stato, in silenzio, Ross Daniel, dal 2003 ad oggi. Allora la parola, in queste ore difficili, tocca a lui. E le notizie che ci porta a proposito delle condizioni della barca sono brutte, ma non bruttissime:

Ross Daniel

“Ieri sera (sabato 21 novembre), mentre Alex stava effettuando un’ispezione di routine a bordo di HUGO BOSS, ha notato quello che credeva essere un danno strutturale nella zona di prua della barca. Ha immediatamente informato me e il team a terra, e abbiamo fornito chiare istruzioni per permettergli di effettuare un’ispezione completa del danno. Quell’ispezione ha rivelato alcuni danni strutturali ad una trave longitudinale nella parte anteriore della barca. Il danno sembra essere isolato solo in quella zona. Non è ancora chiaro cosa abbia causato questo problema. Finora non ci sono stati incidenti preoccupanti a bordo durante la regata.  Insieme ai nostri ingegneri strutturali e architetti navali, abbiamo lavorato tutta la notte per mettere a punto un piano di riparazione completo per Alex. Durante questo periodo, Alex si è preso un po’ di riposo a bordo per prepararsi a iniziare i lavori di riparazione questa mattina.  Ora messo la barca in una posizione sicura per gestire lo stato del mare in modo da ridurre i movimenti a bordo mentre esegue la riparazione. Ha a bordo tutti i materiali necessari, un piano dettagliato da seguire e un team di ingegneri di livello mondiale che lo consiglia. Siamo quindi fiduciosi nella sua capacità di completare la riparazione. Il nostro obiettivo è quello di effettuare la riparazione necessaria in modo rapido ed efficace, al fine di ridurre al minimo le miglia perse e riprendere la corsa. Un ulteriore aggiornamento seguirà a tempo debito da parte del team”.

La trave longitudinale è uno dei longheroni che corrono lungo la barca, si tratta di componenti strutturali che garantiscono la rigidità dello scafo, una barca con un problema simile realisticamente non è in grado di proseguire un giro del mondo senza prima ripararlo. Un problema che è spesso capitato ai primi Imoca foiler. Thomson a questo punto sta laminando con resina, fibra di vetro e carbonio la parte danneggiata per risaldarla e garantire la necessaria rigidità alla struttura. Ha giustamente strambato per mettersi con le onde in poppa e non sollecitare la prua, è necessario che le strutture non siano sollecitate per far si che la laminazione sia efficace.  Non è qualcosa, come sottolineato da Ross Daniel, di irreparabile ma poteva diventare un problema devastante se Thomson non se ne fosse accorto. Resta da capire quante ore saranno necessarie per ripartire e che margine di sicurezza sul lungo periodo garantisce la riparazione. Se Hugo Boss riuscirà a rimettersi in rotta, in velocità, con un distacco contenuto intorno alle 500-600 miglia la regata per lui resta ancora aperta.

Mauro Giuffrè

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2 commenti su “Thomson a lavoro con resina e carbonio per riparare Hugo Boss e restare in regata”

  1. Regolare come una cometa è arrivato l’oste a presentare il conto…100 miglia guadagnate per strigere sulla depressione, coraggio,audacia regata finita…. i francesi in certe condizioni allargano sempre e fanno correre la barca non la stressano e adesso continuano a spingere nelle andature per cui certe barche sono state concepite…
    Bv

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