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Vendée Globe: battaglia nei doldrums, Ruyant è l’anti-Thomson

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A bordo di Linkedout di Thomas Ruyant

Doldrums. Conosciuti anche come Pot au Noir, zona di convergenza intertropicale o più semplicemente calme equatoriali. Si tratta di quel punto sul nostro pianeta, posizionato poco sopra l’equatore, dove “fanno a botte” l’aliseo dell’emisfero nord con quello dell’emisfero sud, che soffiano rispettivamente da nordest e da sudest. In questo momento la testa del Vendée Globe è entrata nei dolldrums e aspettiamoci di vedere nelle prossime ore, ma sta già accadendo, grandi recuperi in classifica alternati a grosse perdite.

Nei doldrums infatti si crea una zona con vento variabile come direzione ed intensità, ed è facile che si creino dei temporali anche forti, con improvvisi colpi di vento alternati a totale bonaccia. Insomma un bel terno al lotto per chi deve attraversarli a vela. La situazione in questo momento per gli skipper del Vendée Globe sembra meno negativa del previsto. I doldrums sono poco estesi, e si profila una rapida rotazione dall’aliseo di nordest a quello di sudest. Ovviamente qualche stop è da mettere in conto, in una situazione dove chi guida la regata è sempre svantaggiato rispetto a chi segue. Thomson resta in testa anche se il suo vantaggio è rapidamente sceso bene al di sotto delle 100 miglia sul secondo, che è Thomas Ruyant su Linkedout. Ruyant e Dalin che sono esattamente sulla poppa di Hugo Boss, potranno valutare le velocità del leader per decidere di quanto differenziare la propria traiettoria cercando di trovare il varco giusto verso il nuovo Aliseo. Si tratta di traiettorie che potrebbero differenziarsi anche di un miglio o poco più, che tuttavia potranno generare importanti differenze tra chi passa più veloce questa zona e chi invece pagherà un prezzo più alto.

La poggiata di Thomson indica l’ingresso nella rotazione del vento. La zona di vento leggermente più chiara che si trova leggermente più a sud è quella delle calme, tuttavia rispetto ad altre edizioni del Vendée Globe lo stop dovrebbe essere piuttosto limitato.

Thomson ha fisiologicamente rallentato, ma sarà così per tutti. Per chi insegue è però una concreta occasione per recuperare miglia preziose. L’ingresso nell’aliseo di sudest è infatti il preludio della discesa verso il grande sud che passerà dall’aggancio di una delle depressioni che si muovono nel sud Atlantico. Chi ci riuscirà prima porterà a casa centinaia di miglia di vantaggio. per questo motivo da ora ai prossimi giorni per chi insegue Thomson sarà fondamentale spingere al 110% e attaccarlo, per essere alle sue costole, o anche davanti a lui, quando tornerà il momento di fare scelte rischiose, cosa che al Boss riesce particolarmente bene. E a proposito di chi insegue: Thomas Ruyant, prima di rallentare, ha fatto segnare 508 miglia in 24 ore a oltre 21 nodi di velocità media. Una dimostrazione di forza importante, che lo candida ad “anti Thomson”. La sua barca, Linkedout, porta con se anche un po’ d’Italia: è stata costruita dalla Persico Marine di Nembro, Bergamo.

A proposito, ancora, di chi insegue. La bella notizia per la regata è la ripartenza di Charal e Jérémie Beyou da Les Sables dopo il pit stop per riparare le avarie subite al passaggio della depressione a Finisterre. Beyou è ancora in classifica, essendo riuscito a ripartire prima dei 10 giorni previsti dal regolamento per effettuare lo scalo tecnico a Les Sables. Il suo ritardo ammonta a oltre 2500 miglia, il suo sogno di vincere il Vendée Globe sembra irrimediabilmente compromesso. Per lui però c’è la possibilità di portare avanti una performance sportiva importante, recuperando posizioni sulla flotta, cosa fattibile, e magari puntando a fare segnare un record, anche non ufficialmente, per la regata dato che il suo tempo di percorrenza riparte da oggi.

Giancarlo Pedote si trova in pieno Aliseo, poco a sud di Capo Verde. Buone le medie di Prysmian salite ben al di sopra delle 400 miglia in 24 ore. Il ritardo dello skipper italiano, attualmente in 15ma posizione, è ancora intorno alle 500 miglia ma è destinato, momentaneamente a scendere. Per lui ci sarà la possibilità di osservare i passaggi nei dolldrums delle barche che lo precedono per scegliere la traiettoria giusta e provare a trarne un vantaggio. La regata è lunga, Pedote sembra avere fermato l’emorragia di miglia della prima parte, tutto è ancora in gioco per portare avanti la sua avventura e inseguire un risultato in linea con le sue capacità, restando comunque il traguardo finale, prima ancora che la classifica, il suo obiettivo principale.

Mauro Giuffrè

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