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Cercasi avversario per Alex Thomson e Hugo Boss al Vendée Globe

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Con Charal di Jèrémie Beyou ormai fuori gara, Corum disalberato, Alex Thomson, dopo avere cavalcato la tempesta Theta che lo ha sparato come una fionda verso l’Aliseo, è l’uomo solo al comando del Vendée Globe. Effimera e improbabile l’opposizione di Jean Le Cam che, nonostante sia stato tatticamente perfetto nei primi 8 giorni, adesso come prevedibile viene gradualmente “risucchiato” indietro da un elastico immaginario che lo vede sempre più distante da Hugo Boss.

Thomson guida infatti la classifica, al traverso di Capo Verde, con 85 miglia di vantaggio su Le Cam, 120 su Linkedout di Thoms Ruyant, 169 su Charlie Dalin su Apivia. Un distacco troppo abbondante per essere trascorsi solo 8 giorni di regata. Ma all’orizzonte non emerge, al momento, qualcuno in grado di contrastare Hugo Boss. Il passaggio di due depressioni ha infatti tirato una linea tra chi sembra avere quella “ferocia” mentale di attaccare sempre, anche al costo di prendersi dei rischi ma con l’obiettivo di trarne enormi vantaggi, e chi invece si “accontenta” di resistere e limitare i danni. L’unico che ha attaccato come Thomson è Jean Le Cam, che però ha una barca del 2007 e sta sparendo sulla sua scia. Charlie Dalin e Thomas Ruyant, gli altri che potrebbero insidiare Thomson in questo momento, sono sembrati più indecisi nelle traiettorie, o comunque più prudenti. Non hanno danni a bordo ma rischiano anche di vedere scappare il leader.

Thomson a Finisterre è stato tra i primi ad attraversare il fronte che investiva la flotta per andarsi a cercare le andature portanti. Poi si è tuffato dentro la tempesta Theta, lambendo il suo centro, per andare a cercare la traiettoria giusta prima di strambare e mettersi mure a sinistra infilando il passaggio verso l’aliseo. Il tutto senza mai avere veri stop a livello di velocità, riuscendo quindi ad evitare o affrontare al meglio le zone di transizione tra un sistema meteo e l’altro. Il britannico in poche parole è stato semplicemente perfetto. Anche troppo, rischiando di ridurre la lotta in classifica, in questo momento, solo a una questione per il secondo posto.

La posizione di Hugo Boss con le previsioni meteo a 24 ore, si nota come la zona delle calme equatoriali sia quasi inesistente, una brutta notizia per gli inseguitori.

Per chi insegue sarà fondamentale spingere le barche all’inverosimile in queste ore lungo l’aliseo per cercare di rosicchiare qualche miglio ad Hugo Boss, che comunque marcia stabilmente sopra i 20 nodi di velocità, con punte che già da quasi 24 ore sfiorano i 30. Linkedout e Apivia hanno aperto il gas a loro volta, ma sono esattamente in poppa a Hugo Boss e quindi un avvicinamento importante resta improbabile a breve. Attenzione però a quando, già da domani sera, la flotta approccerà la calme equatoriali. Thomson rallenterà, ma la brutta notizia per chi insegue è che le calme in questo momento sembrano molto meno estese del solito. Sembra esserci infatti un corridoio aperto per passare, senza eccessivi rallentamenti, direttamente all’aliseo di sudest e all’emisfero sud.

Giancarlo Pedote su Prysmian si trova in 16ma posizione, staccato di 513 miglia. Pedote ha privilegiato la sicurezza del mezzo, passando non troppo vicino a Theta e incassando il primo importante distacco della regata, forse arrivato anche più presto delle attese. Oltre 500 miglia dopo 8 giorni di regata, funestati però da due depressioni di fila, sono infatti ben più di quello che si poteva immaginare, fermo restando che l’obiettivo principale dello skipper italiano è portare la regata fino in fondo. C’è tempo per rimediare, anche perché nei dintorni di Prysmian ci sono diverse barche attaccabili e scalare qualche posizione in classifica fa sempre bene al morale. Pedote fino ad ora ha navigato, anche giustamente, più da marinaio che da regatante. Nell’Aliseo avrà l’occasione di spingere la barca abbastanza in sicurezza e cercare di accorciare le distanze. Può farlo, è alla sua portata, sta a lui decidere quanto a fondo spingere la sua “macchina” in base agli obiettivi che si è preposto. La sua resta comunque un’ottima condotta di regata, con traiettorie si prudenti ma sempre dalla parte giusta dei sistemi meteo.

In definitiva il Vendée è alla ricerca di un rivale di Hugo Boss per tenere la corsa accesa, contrariamente i colpi di scena, nefasti, arriverebbero solo dalle avarie. Sembrano lontanissimi i duelli tra Le Cleac’h e lo stesso Thomson nel 2016 o quelli con Gabart nel 2012, che hanno letteralmente tenuto col fiato sospeso gli appassionati per mesi. Non è una questione di barche. Apivia, Linkedout, Arkea Paprec sono Imoca che possono benissimo tenere il passo di Hugo Boss o addirittura essere anche più veloci in certe condizioni. Ma per vincere il Vendèe Globe non basta avere una barca nuova, essere dei bravi figaristi e avere ottenuto qualche buon risultato in una delle tante transatlantiche. Cose simili possono anche non servire a nulla se non c’è quella ferocia mentale alla Thomson, alla Le Cleac’h, alla Gabart. Una ferocia che ti fa vedere una brutta depressione come un’opportunità da sfruttare a proprio favore. Una ferocia che ti fa vedere l’Oceano come un’enorme campo di regata dove potere sviluppare la propria strategia. Quasi come uno scacchista muove il suo cavallo a L per portare la minaccia all’avversario, lo skipper del Vendèe Globe stramba per contornare le depressioni e sferrare attacchi velenosi ai suoi inseguitori, a colpi di centinaia di miglia di distacco. Se qualcuno degli inseguitori possiede questa mentalità è arrivato il momento di mostrarla. Altrimenti rischia di essere troppo tardi. E sono passati solo 8 giorni dalla partenza.

Mauro Giuffrè

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1 Comment

  1. Christian Cinelli ha detto:

    Carissimo, pensare che un vendee sia finito dopo 8 gg è strano limitare a semplici figaristi gente come Dalin, Eschoffier, rouyant… Mi sembra banale soprattutto quest’ ultimo oltre che velista e anche un triatleta venderà cara la pelle e quando a sud anche la capacità fisica oltre che mentantale presenterà il conto sono convinto che i ragazzotti diranno la loro perché anche la vela ormai fa i conti con l’anagrafe…
    Cordiali saluti

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