Vendée Globe: Hugo Boss show, Thomson dentro la tempesta Theta

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Quando il gioco si fa giuro arriva Alex Thomson con Hugo Boss in testa al Vendée Globe. Lo avevamo anticipato ieri (QUI), il britannico sta giocando la sua partita a scacchi nel Nord Atlantico senza sbagliare una sola mossa. Sta passando con traiettorie precise e sicure dentro i sistemi meteo e adesso sta guardando in faccia la tempesta Theta da molto vicino. Una depressione tropicale con venti fino a 60 nodi, Hugo Boss la contornerà da ovest e sarà la barca a fare meno strada ma anche quella che ha scelto la rotta mento facile e più rischiosa.

Thomson guida la flotta. Hugo Boss sta passando molto vicino al centro della Tempesta Theta

Da questo momento in poi la flotta non sarà compatta. Ci sarà un leader in fuga, Thomson, un gruppo che è riuscito ad agganciare la coda della depressione e partire con lei, e il resto della flotta che invece non ha fatto in tempo a salire sulla “giostra” e dovrà rassegnarsi a vedere aumentare, di molto, il proprio svantaggio, nella misura di centinaia di miglia di ritardo. Dietro la depressione infatti si aprirà un’ampia zona con poco vento.

Giancarlo Pedote con Prysmian Group si trova in bilico tra il gruppo di barche che può riuscire a sfruttare Theta e quelle che invece ne resteranno fuori. Non è un passaggio scontato, ma è una fase cruciale: chi riesce a navigare con la tempesta sarà il primo ad agganciare gli Alisei e a scaverà un solco importante, praticamente ci sarà un sistema meteo di differenza tra i fuggitivi e gli inseguitori, una distanza che rischia di essere, a neanche una settimana dalla partenza, molto pesante.

La posizione di Pedote

Pedote è sembrato prudente nell’approccio alla depressione, quasi dando la sensazione di alzare il piede dall’accelleratore per lasciare scorrere la tempesta verso est e al massimo agganciarsi alla sua coda. Yannick Bestaven, che ieri sera lo affiancava, lo ha staccato, i due hanno barche molto simili ed è il segnale che l’italiano forse ha decellerato volutamente. Ovviamente l’obiettivo di Pedote è anche quello di non danneggiare la barca, qui si trova davanti a una decisione importante: o spingere e rischiare certamente qualcosa, o restare prudente nella consapevolezza che accumulerà centinaia di miglia di svantaggio, che all’ultimo rilevamento ammontano già a 172. Si tratta di una questione di ore, forse minuti, che faranno la differenza e ci auguriamo che Prysmian riesca a saltare sul treno in corsa, anche all’ultimo momento, per restare nel gruppo dei primi o comunque non eccessivamente staccato. L’esito di queste ore cruciali può avere una ripercussione sull’intera regate anche se si tratta di un giro del mondo.

Mauro Giuffrè

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