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Come sono cambiate le barche da crociera in 30 anni. Il caso Oceanis

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In questa nuova rubrica, esploriamo a colpo d’occhio, con confronti fotografici, l’evoluzione delle barche che hanno scritto la storia della nautica negli ultimi 30 anni. Cercando le differenze nello scafo, armo velico e negli interni, scopriamo come la tecnologia e il mercato abbiano rivoluzionato i  progetti  della stessa serie e lunghezza, e come le nuove versioni di barche di successo siano oggi tutta un’altra cosa rispetto al passato. 

Per la prima puntata, ci siamo concentrati su una misura “famigliare”, 35 piedi, e su una gamma che ha fatto la storia nella crociera, l’Oceanis di Beneteau.

BENETEAU OCEANIS 35 PIEDI, SEI GENERAZIONI IN 35 ANNI

La serie Beneteau Oceanis è nota in tutto il mondo, E’ una delle serie di modelli da crociera più vendute in Europa. Con disegno di Philippe Briand, ha il suo inizio nel 1985 con un 10 metri che farà la storia, l’Oceanis 350, che andrà a tracciare la filosofia di tutti gli Oceanis successivi: barca marina per uscite giornaliere, crociera breve o la vacanza in famiglia, dalle buone prestazioni, comfort e prezzo competitivo.

All’Oceanis 350 (nella foto sopra) seguiranno ben sei generazioni nell’intorno della stessa lunghezza dei 10 metri con nomi lievemente differenti, stessa filosofia, ma modifiche radicali che lo hanno mantenuto un modello al top di vendite nel  mercato mediterraneo. Ecco la cronologia del 35 piedi più famoso di casa Beneteau, con i relativi nomi degli architetti navali e degli interni: 

  • 1986 – Oceanis 350 prima generazione. Philippe BRIAND
  • 1993 – Oceanis 351,  seconda generazione. Jean BERRET; Olivier RACOUPEAU
  • 1996 – Oceanis 36 CC terza generazione. Jean BERRET; Olivier RACOUPEAU; Armel BRIAND
  • 1999 – Oceanis Clipper 361 quarta generazione. Jean BERRET; Olivier RACOUPEAU
  • 2007 – Oceanis 37 5a generazione. Jean-Marie FINOT; Pascal CONQ; Nauta Design
  • 2016 – Oceanis 35 e 35.1 6a generazione, in produzione. Finot – Conq; Nauta Design

10 DIFFERENZE NELLO SCAFO

Partiamo confrontando le differenze nello scafo, con le fotografie dell’Oceanis Clipper 361 del 1999 e quelle dell’ Oceanis 35.1 in produzione oggi, dal 2016. A 17 anni di distanza, possiamo dire sia la stessa barca? 

  1. La carena tonda dell’Oceanis Clipper 361 ha un baglio massimo quasi a centro barca: si differenzia subito dallo scafo a poppa larga, carena a spigolo, che privilegia le andature portanti dell’Oceanis 35.1. Nonostante l’apparenza, le differenze sul baglio massimo sono di soli 10cm! 
  2. Le lande (punto ancoraggio delle sartie) che prima si trovavano tra la tuga e la falchetta, si spostano più all’esterno e sono più arretrate per via delle crocette più acquartierate, nella foto le scotte del genoa sono interne alle sartie!
  3. Il pozzetto era profondo, stretto in poppa, dimensionato sulla singola ruota centrale, nulla ha a che vedere con il moderno pozzetto aperto e spazioso, dove vi è chiara suddivisione tra l’area del timoniere e le sedute equipaggio. 
  4. Prua lievemente slanciata, viene oggi preferita la prua dritta, la lunghezza al galleggiamento è praticamente uguale a quella fuori tutto.
  5. Il trasto di randa è spostato a prua del tambuccio, sul nuovo Oceanis 35.1, il trasto di randa sparisce completamente per semplificare le manovre.
  6. Il Salpa-Ancora prima “a vista”, oggi viene invece installato e protetto nel nel gavone di prua, diminuendone l’usura e riducendo gli ingombri sul ponte. 
  7. Gli oblò laterali in alluminio, lasciano il posto a grandi finestrature stagne integrate nello scafo, gli oblò sulla tuga sono più grandi, c’è più luce in cabina, l’estetica è più al passo coi tempi.
  8. I boccaporti hanno vetri oscurati, sono più larghi e non sporgono più, offrendo superficie calpestabile continua anche a prua. 
  9. Puntapiedi laterale forato in alluminio, lascia il posto al più estetico legno, anche perché i punti di ancoraggio per i barber… non servono più oggi visto che si usano solo gennaker e asimmetrici.
  10. La delfiniera è presente solo nei nuovi modelli, fornisce un punto di mura del Gennaker (eliminando tangone, bompresso), punto avanzato per il tamburo del rollafiocco e integra il supporto per l’ancora, dato che il dritto di prua è diventato verticale.

10 DIFFERENZE SUL PONTE

Adesso prendiamo in esame due fotografie emblematiche dalle brochure Beneteau, il ponte del primo Oceanis 350 del 1986 confrontato con quello del 35.1 di sesta generazione oggi in produzione:

  1. Winch: montati sull’albero sul primo Oceanis, sono scomparsi. Oggi tutte le drizze e manovre vengono riportate in pozzetto e ottimizzate per navigazione con equipaggio ridotto.
  2. Scotta di randa prima al centro del pozzetto: oggi anche la scotta di randa sparisce dagli ingombri centrali e viene installata sul rollbar, lasciando il pozzetto libero.
  3. Poppa chiusa con scaletta, oggi poppa completamente aperta con plancetta abbattibile e scaletta integrata per fare il bagno.
  4. Timone a ruota singola nel 1986, ma oggi, essendo il pozzetto molto più largo, per garantire visibilità al timoniere in falchetta, diventa quasi d’obbligo optare per i 2 timoni.
  5. Paterazzo singolo con arridatoio: ora sostituito da doppio paterazzo e bozzelli per regolare la tensione. 
  6. Candelieri in gran numero lungo la falchetta: ora ridotti al minimo sia per estetica, ma anche perché la barca sbanda meno e offre migliori superfici antiscivolo (e per il punto 1, ci son meno ragioni di andare a prua) 
  7. Rollafiocco: nessuna differenza ma una sorpresa, nel 1985 c’era già’ il rollafiocco di serie!
  8. Tavolo? Non presente nel 1986, oggi installato fisso nel pozzetto, pieghevole con ribaltina e portaoggetti.
  9. Vang Una cima e due bozzelli come kicker, mentre oggi è scontato avere un boom-vang a pistone che sorregge il boma anche con randa ammainata.
  10. Ammantiglio In conseguenza del vang a pistone,  l’ammantiglio, per mantenere il boma sollevato con randa ammainata o durante la terzarolata, perde la sua utilità.

10 DIFFERENZE SOTTOCOPERTA

Confrontiamo le foto degli interni dell’Oceanis 351 del 1993, dell’Oceanis 37 del 2007 e diamo un’occhiata alla cucina dell’Oceanis 36cc del 1996. Interessante notare la costanza di alcune scelte, e l’evoluzione di altre soluzioni, in un lasso temporale di soli 15 anni. 

  1. Cucina laterale nella galleria centrale, più semplice da costruire e da ancorare allo scafo, rispetto alla moderna divisione degli spazi con cucina a “L”.
  2. Tavolo, oggi pieghevole, più spazioso, che se piegato garantisce camminamento verso la cabina di prua: compare già nella terza generazione.
  3. Tienti-bene interni lungo le fiancate della cabina, spariscono a favore di appoggi più discreti.
  4. Illuminazione, più luce in cabina grazie a oblò più grandi.
  5. Rivestimenti, il soffitto non è più costruito a lamelle, ma da un unico pannello formato, con faretti alogeni a incasso.
  6. Portaoggetti Grazie al taglio CNC del legno, si progettano e realizzano facilmente portaoggetti e stipetti ovunque, aumentando lo spazio di stivaggio.
  7. Porte La porta della cabina con spigoli arrotondati, lascia spazio a una porta convenzionale, più amplia (ed economica da produrre) e con accesso a raso del pagliolo in cabina. 
  8. Pozzetto centrale Sull’Oceanis 36CC si esplora l’idea di cucina lungo corridoio laterale con accesso alla cabina di poppa (sacrificando cabina di prua), CC sta per Central Cockpit, pozzetto centrale, che comporta la necessità di ridisegnare gli spazi, soluzione da blue-water che verrà poi abbandonata nelle serie successive.
  9. Isolamento La vetroresina a vista degli interni, va a esser sempre più rivestita dagli arredi interni negli anni, provvedendo all’isolamento e ridisegnando alcuni volumi. 
  10. Materiali: non si apprezza dalle foto, ma tutti i materiali utilizzati oggi negli interni hanno oggi caratteristiche speciali, che li rendono molto diversi dal semplice compensato marino usato 25 anni fa… Superfici levigate atossiche per la cucina, formiche lavabili con prodotti domestici, materiali anti-muffa in bagno, sigillanti siliconici negli interstizi, paglioli con antiscivolo integrato, pannelli termo-isolanti e fonoassorbenti nel vano motore…  

   E voi, quali differenze avete notato che a noi sono sfuggite?

Luigi Gallerani

 


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1 Comment

  1. luigi esposito ha detto:

    Lande a murata una vera schifezza che inchioda la barca ad una sola velatura senza possibilità di un Genoa generoso tanto più che i crocieristi usano solo quello per pigrizia, ed i regatanti sono impediti dalla opzione

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