developed and seo specialist Franco Danese

Pesca di frodo col “cannizzo”: ecco perché è un problema anche per le barche

ESCLUSIVA 45 anni di vela con Luca Bassani, l’uomo che ha “reinventato” la barca
24 ottobre 2020
Un “superyacht” di 10 metri che manovri da solo. Si chiama Esse 330
25 ottobre 2020

La notizia è che ieri mattina un peschereccio maltese è stato fermato dalla Guardia Costiera nelle acque italiane, davanti a Pantelleria, mentre stava praticando illegalmente la pesca con i “cannizzi” alle lampughe. Per la cronaca, il comandante della barca si è preso 4.000 euro di multa e si è visto sequestrare l’attrezzatura e 600 chili di pesce.

Ma cosa sono i cannizzi, conosciuti anche con il nome tecnico di FAD (Fishing Aggregating Device)? Si tratta di dispositivi da pesca artigianali, costituiti da un galleggiante (bidoni di plastica e foglie di palma) e di un ancoraggio sul fondo (un lungo filo di polipropilene, legato attorno ad un peso di cemento o rocce, che agisce come zavorra).

Cosa dice la legge? La pesca professionale “a circuizione” con l’ausilio di questi sistemi può essere praticata esclusivamente dal 15 agosto al 31 dicembre, inoltre dovrà essere predisposto con cime e galleggianti biodegradabili al fine di minimizzare l’impatto sull’ambiente. E, soprattutto, i FAD devono essere segnalati.

Cosa che spesso, purtroppo, non succede. Solo nell’anno in corso, la Guardia Costiera con l’impiego di pattugliatori d’altura, elicotteri ed altri mezzi navali assegnati ai Comandi di zona ha recuperato e sequestrato circa 200 FAD illegali e non segnalati in acque italiane, soprattutto nel Tirreno meridionale.

Oltre ad essere un grosso danno economico per chi pesca operando nella legalità e a creare danni all’ecosistema a causa della plastica spesso dispersa a fine utilizzo, i cannizzi non segnalati sono un serio pericolo per chi va in barca, perché di notte e in condizioni di scarsa visibilità non avrete la possibilità di evitarli.


AIUTACI A TENERTI SEMPRE AGGIORNATO

I giornalisti del Giornale della Vela, si impegnano ogni giorno a garantire informazione di qualità, aggiornata e corretta sul mondo della nautica in modo gratuito attraverso i siti web. Se apprezzi il nostro lavoro, sostienici abbonandoti alla rivista. L’abbonamento annuale costa solo 49 euro!

SCOPRI IL CANALE YOUTUBE DEL GIORNALE DELLA VELA

Ogni giorno interviste, prove di barche, webinar. Tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video! CLICCA QUI per iscriverti, è gratis!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ un servizio gratuito e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

1 Comment

  1. Orazio ha detto:

    Buongiorno..
    Perché nessuno delle forze dell’ordine preposte al controllo del golfo di Catania non fa i controlli seriamente..
    Ci sono barche a strascico che stanno massacrando la costa .. dai fondali bassi fino entro le tre miglia ..
    Ci sono piccole imbarcazioni con piccole reti a strascico che ogni mattina raschiano il fondale dai 4 metri in poi..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi