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Volano gli stracci tra Team New Zealand e Luna Rossa

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Non è il primo e non sarà l’ultimo scontro tra Defender e Challenge of Record nella storia dell’America’s Cup. Ma è certo che il “litigio” a colpi di comunicati andato in scena fra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa fa molto rumore. Lo fa perché si tratta di quelli che possiamo ormai definire come ex amici, due sindacati che negli ultimi anni hanno collaborato fattivamente prima per interrompere l’egemonia di Oracle e poi per mettere a punto una nuova regola di classe che ha generato delle barche mai viste prima (con qualche malumore di Patrizio Bertelli e non solo lui).

Ma andiamo con ordine, cosa è successo? Come un fulmine a ciel sereno i kiwi pubblicano un comunicato dai toni molto duri. 

“Emirates Team New Zealand è indignato per il fatto che, dopo tre anni di pianificazione di un evento a terra, il Challenger di Record Luna Rossa ha condotto una campagna attraverso il Collegio Arbitrale che ha distrutto uno dei più entusiasmanti benefici dell’evento di America’s Cup per la popolazione di Auckland e i visitatori provenienti da tutta la Nuova Zelanda. L’America’s Cup Arbitration Panel ha emesso una sentenza durante la notte che cancella di fatto l’uso dei campi di regata dello stadio del porto interno per tutte le regate della Prada Cup e dell’America’s Cup Match. Questa decisione ha notevoli e negative ripercussioni sull’accessibilità dell’evento per il pubblico di Auckland e della Nuova Zelanda, sulla sicurezza dell’evento e sull’affidabilità della regata. Tutti elementi che sono stati fondamentali per Emirates Team New Zealand da quando abbiamo vinto l’America’s Cup nel 2017” recita la parte principale del testo del comunicato.

Questa l’accusa dei neozelandesi. La risposta non si è fatta certo attendere e a neanche 24 ore di distanza è arrivata la replica dal team italiano.

La situazione dei campi di regata, le due X rosse indicano i campi che non verranno utilizzati.

“Siamo delusi dal comunicato stampa di ETNZ. Vorremmo quindi sottolineare alcuni degli elementi chiave che spiegano perché il Collegio Arbitrale ha deciso di escludere i campi B e C dalla 36a America’s Cup….All’inizio di settembre, il Challenger of Record ha scoperto, senza essere stato precedentemente coinvolto né informato dal Defender, che i Round Robin e le Semifinali delle Challengers Selection Series – la PRADA Cup – non potevano essere disputate sui percorsi B e C, designati come percorsi preferiti per il match finale. Una situazione che il Defender aveva tenuto nascosta dalla fine di gennaio/inizio febbraio…Apprendendo la situazione, il Challenger of Record COR36, sostenuto da tutti i Challenger, ha chiesto l’applicazione della regola 3.1 di cui sopra.
Con l’obiettivo di ripristinare l’equità sportiva, il Collegio Arbitrale ha stabilito che i percorsi B e C potevano essere utilizzati per tutte le regate della PRADA Cup, oppure non potevano essere utilizzati affatto. Gli attacchi di Emirates Team New Zealand hanno il solo scopo di screditare il team Luna Rossa Prada Pirelli con pretesti populisti che tendono a mascherare il tentativo di ottenere un ingiusto vantaggio sui Challenger che, lo ripetiamo, hanno sostenuto all’unanimità il COR 36, presentando ciascuno la propria candidatura indipendente”.

Riassumendo, qualora fosse passata la decisione di Team New Zealand gli sfidanti non avrebbero avuto la possibilità di regatare, durante la Prada Cup, sui campi dove si sarebbe svolta la finale della Coppa. Un vantaggio in linea teorica per il defender. Con la decisione del Collegio Arbitrale invece i due campi vengono completamente esclusi dal contendere, ma la Coppa di fatto si allontana dagli occhi del pubblico a terra. È l’epilogo dell’amicizia ventennale tra Team New Zealand e Luna Rossa o si tratta di semplici e rituali scaramucce e schermaglie da pre Coppa?

Mauro Giuffrè

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1 Comment

  1. L’altra soluzione era far utilizzare i campi B e C anche alla Christmas Cup e alla Prada Cup.
    Se ETNZ non ha concesso questo vuol proprio dire che hanno la coscienza sporca…

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