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Milano Yachting Week: numeri e visitatori del boat show digitale tutto italiano

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milano yachting weekCari lettori di questa rivista, utenti del nostro sito, fruitori delle nostre newsletter vi dobbiamo ringraziare. Grazie a voi il nostro salone nautico digitale, la Milano Yachting Week – the digital Boat Show, è super visitato con 216.000 prodotti visti nel solo primo mese dall’apertura.

Quanti visitatori nel primo mese?

80.000 visualizzazioni uniche per i 50 stand con oltre 250 prodotti già visibili ad oggi, 19 ottobre 2020. E ogni giorno si arricchisce di un nuovo espositore e di decine di nuovi prodotti del mondo nautico. Inoltre, le news di promo sui brand e i prodotti della Milano Yachting Week, pubblicate sui siti di Giornale della Vela e Barche a Motore, sono state lette solo nel primo mese 162.000 volte. Alla fine di un anno di vita la Milano Yachting Week – the digital Boat Show si avvia ad avere almeno 700.000 visitatori, diventando il salone nautico digitale più visitato in Italia.

Vi vogliamo raccontare, per una volta, cosa c’è dietro alla creazione di un nuovo prodotto editoriale, come è la Milano Yachting Week.

Un’analisi che fa capire come si sta evolvendo il mercato nautico, non solo in epoca di pandemia (che finirà) ma soprattutto nell’era dell’impetuosa evoluzione de mondo digitale con cui conviviamo ad ora della nostra giornata, tramite il nostro smartphone, tablet, PC. Un mondo, quello digitale, che continuerà, sempre di più, a modificare i nostri comportamenti e la fruizione dell’informazione. Con indubbi vantaggiper la conoscenza, anche della nautica che è la passione di tutti noi.

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La storia di successo della Milano Yachting Week

Nel mondo pre-covid, da decenni, funzionava così: chi doveva comprare un prodotto s’informava su giornali specializzati (carta e digitale) e sui siti, poi andava ad un salone specializzato o in un punto vendita (fisico o digitale) per vedere il prodotto e infine acquistarlo. Le crepe di questo sistema erano già emerse prima della pandemia, che ha reso transitoriamente difficile e pericolosa per la nostra salute la mobilità di ciascuno di noi.

Nel mondo dell’auto la crisi dei saloni era già avvenuta da tempo. Vi ricordate in Italia del Salone dell’auto di Torino? Morto da anni. E del Motorshow di Bologna? Estinto. Eppure questi saloni dell’auto hanno vissuto nell’epoca pre-digitale, periodi di enorme successo.

Il sistema auto, che ha analogie con quello della nautica, si è riconvertito prima del coronavirus, sostituendo la centralità dei saloni con un’esposizione permanente dei prodotti di ciascuna azienda, raccolti in accoglienti show room, aperti sempre.
Per informare la clientela ogni brand ha rafforzato la comunicazione attraverso pubblicità sui media specializzati (cartacei/digitali) e generalisti (tv/internet), creando anche un proprio sistema autonomo di comunicazione che raggiunge direttamente i clienti, attraverso i social e con sempre più efficaci propri siti internet. Tutto questo l’aveva già capito, da tempo il mondo della moda e del lusso, che aveva anticipato tutti gli altri settori con modalità simili a quelle adottate poi dal mondo dell’auto.

E il mondo della nautica?

Travolto dai cambiamenti imposti dal coronavirus che ha azzerato i saloni nautici (escluso il meritevole Salone Nautico di Genova che comunque quest’anno ha visto dimezzati i visitatori) si è trovato spiazzato. Di corsa, alcuni cantieri e rivenditori orfani dei saloni nautici, hanno organizzato dei “porte aperte” di pochi giorni, dei piccoli saloni nautici temporanei di una sola marca. Con risultati talvolta brillanti altre volte dei fiaschi annunciati.

I produttori di accessori ancor di più, si sono trovati orfani della loro vetrina, i saloni nautici. E non sanno come mostrare e promuovere i propri prodotti. E noi che siamo una rotella di questo mondo della nautica, con la nostra funzione di “media” che è anche quella di mettere a contatto produttori/prodotti con il pubblico, cosa abbiamo fatto?

Ci siamo inventati un nuovo prodotto, il salone nautico digitale. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, abbiamo solo preso spunto da quello che succedeva, a partire da aprile in pieno lockdown, praticamente in tutti i settori produttivi, non solo nella moda e nell’auto, dove sono spuntati centinaia di saloni specializzati digitali. E allora anche noi lo dovevamo allestire. Per noi, per i nostri lettori, per gli operatori. E lo abbiamo fatto. Questo nostro salone nautico digitale, il primo al mondo nella nautica, l’abbiamo chiamato Milano Yachting Week. Abbiamo utilizzato questo nome perche c’era già. A maggio avremmo dovuto per il primo anno organizzare nel mare di Milano, la Darsena, una festa del mare che, ovviamente, non si è potuta svolgere. L’unica differenza sostanziale rispetto ai saloni digitali di altri settori è che la Milano Yachting Week – The digital boat show non dura una settimana, un mese, tre mesi come negli altri settori da cui abbiamo “copiato” l’idea. Dura un anno intero, dal 15 settembre 2020 a settembre 2021.

Il salone nautico, aperto tutto l’anno

Il motivo è semplice, perché isolarlo in un periodo limitato? Il nostro salone digitale, che è figlio del Giornale della Vela ma anche delle altri nostri brand nautici Barche a Motore e Top Yacht Design (un assembramento innocuo di quasi 2.000.000 di persone all’anno), è uno show room della produzione nautica italiana e mondiale. E, come il mondo più ricco ed evoluto dell’auto insegna, lo show room deve essere sempre aperto. Tutto l’anno. Soprattutto se si trova nel mondo digitale che fa del suo successo l’accessibilità continua, ad ogni ora del giorno. Anche noi, nel nostro piccolo, diamo un contributo allo sviluppo digitale dell’Italia. I risultati ci stanno dando ragione, grazie a voi.

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