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CAOS BANDIERE Il perito avverte: “Immatricolate la barca all’estero? Occhio!”

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barcaL’articolo contenente l’esperienza di Roberto De Varda, che ci racconta come ha immatricolato, in poche e semplici mosse (e soprattutto spendendo poco, 610 euro), la propria barca in Slovenia, ha fatto discutere.

Tra i tanti commenti (entusiasti e meno entusiasti), pubblichiamo l’opinione del perito navale Diego Maltese: è vero, in Italia le operazioni di immatricolazione sono più macchinose e costose, spiega, ma a fronte di garanzie superiori. Pratiche meno costose necessitano di una maggiore “consapevolezza” da parte di chi le sottoscrive. Anche perché qualche errore tecnico potrebbe costare molto caro. Ecco la lettera che ci ha scritto Maltese.

OCCHIO A IMMATRICOLARE LA BARCA CON BANDIERA ESTERA!

“Buongiorno Direttore Oriani.

Ho letto la lettera del vostro lettore in cui racconta la sua esperienza con la registrazione della barca in Slovenia.

E’ un dato di fatto che in pratica ovunque è più semplice e meno costoso che immatricolare in italia, ma devono essere prese le opportune precauzioni. L’immatricolazione di una unità nel registro italiano, garantisce varie cose: le proprietà, la sicurezza che le tasse (iva) siano state pagate, la conformità dello scafo e del motore. Queste cose le garantisce lo Stato Italiano nel momento in cui rilascia la Licenza di Navigazione.

Gli altri registri comunemente usati (seguo immatricolazioni in ogni parte del mondo da 10 anni..) NON garantiscono tutto ciò.

Diventa quindi compito del proprietario accertarsi di avere un valido documento che attesti la proprietà, un valido documento che attesti il pagamento iva al momento del primo acquisto o importazione, accertarsi di avere i documenti originali della barca e dei motori rilasciati dai relativi costruttori senza i quali non è possibile immatricolare quasi da nessuna parte, e senza i quali sarà molto complicato riuscire a vendere la barca (ho appena seguito una transazione in cui il nuovo acquirente è stato costretto a pagare quasi 9000 euro di iva per non essere riusciti a dimostrare il pagamento originale fatto sicuramente, ma di cui nessuno ha più traccia).

Quindi ha fatto bene il Lettore a rivolgersi ad una agenzia, ma è bene mettere in guardia tutti sui pericoli dell’accedere a “facili” immatricolazioni.

Come detto, tra le altre cose, mi occupo di immatricolazioni da lungo tempo e una volta su due (media altissima) il mio cliente non possiede tutti i documenti necessari la cui ricerca poi diventa lunga e costosa.

Ulteriore alert: sotto diversi registri è decisamente semplice comunicare un differente tipo di motorizzazione, ma, una volta effettuato, rientrare in un registro di livello superiore come quello italiano, comporta pratiche complesse, costose, e non sempre possibili.

Il suggerimento è ovviamente quello di affidarsi a professionisti seri. Questa mia non è a fini commerciali, il giro di affari derivante da questo settore è decisamente marginale e lo sento più come un servizio che offro ai miei clienti. 

Vorrei solo mettere in guardia. Facile spesso vuol dire poco sicuro..

Buon Vento

Diego Maltese”


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1 Comment

  1. Ac ha detto:

    Questa lettera del perito è l’ennesima dimostrazione dell’incapacita italiana a gestire le cose, a dover far guadagnare e far spendere inutilmente soldi ai proprietari e a stroncare ad esempio il mercato dell’usato…. Ovvio il perito scriva così, perché è uno delle parti in causa che ci guadagna da questa “macchina”. Un solo esempio, lui che dice che è molto più sicuro la bandiera italiana :ha mai provato ad esempio a vedere le dotazioni di sicurezza per una bandiera francese??? La preoccupazione italiana è i “giri bussola”, per non parlare delle finte perizie…
    Ma avete la minima idea di chi acquista una barca natante usata magari da un secondo proprietario, e vuole immatricolarla??? La certificazione della proprietà se la “inventa”, nonostante la legge italiana prevede per i natanti che il possesso è proprietà visto che sono beni non registrati…. Quindi ma di che sta parlando costui!!?

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