Incendio devasta il porto di Ancona, in fiamme anche la barca di Claudia Rossi

Un’esplosione, poi le fiamme e una notte da incubo. Ancona si è risvegliata sotto una fitta nube di fumo scaturita da un enorme incendio scoppiato in una zona portuale. Un rogo di vaste proporzioni che ha tenuto impegnati i Vigili del Fuoco per tutta la notte che mentre scriviamo sono ancora a lavoro. L’incendio avrebbe interessato una serie di capannoni nella zona ex Tubimar. Non si segnala nessun ferito, ma il Sindaco di Ancona ha disposto la chiusura delle scuole e delle Università a causa della fitta coltre di fumo che avvolge la città.

Tra questi sono stati interessati anche degli spazi appartenenti all’imprenditore e armatore Alberto Rossi, come confermato dalla stessa figlia Claudia in un lungo sfogo su Facebook, che riportiamo integralmente di seguito, dove racconta la perdita del suo amato J/70 protagonista di tantissime regate del circuito One Design e barca plurivittoriosa. 

La barca di Claudia Rossi
2 in punto, suona il telefono. “È esploso tutto, non c’è più niente”. Queste parole rimbombano dentro di me continuamente. Mi alzo, salto in macchina e mi fermo a guardare. Capannoni in fiamme, vigili del fuoco ovunque e tra le ceneri un pezzo di cuore. Eh già, lì dentro c’era una delle cose più importanti della mia vita: la 853. Una barca piombata nella mia vita con un effetto sorpresa da record. Un barca dal valore inestimabile. Con lei è iniziata la storia dei gialli, per molti conosciuti come i Petite. Mi ha fatto nascere la passione per questo sport che ora occupa gran parte della mia vita.
Mi ha fatto togliere una marea di soddisfazioni, portandoci per tre volte sul tetto d’Europa. E cosa ancora più importante, mi ha fatto scoprire il vero valore di una squadra. Ora è un mucchio gigante di cenere ed è impossibile trattenere le lacrime di fronte a questo scenario. La sto guardando bruciare ma con lei non se ne andranno mai i bellissimi ricordi di questi anni. Di fronte a questo strazio una vocina è riuscita a darmi conforto dicendomi: “ricordati che Petite sei tu”.
E con questa frase ora posso andare a dormire con la speranza che un giorno i gialli torneranno

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