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“Nessuno mi prendeva sul serio ma ora ho 5.000 miglia in solitario sul groppone”

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Due peripli d’Italia e infine Barcellona – Pesaro non stop in solitaria, ecco la storia, breve ma intensa, di oltre 5000 miglia navigate a bordo del suo Mini 6.50 che Elisabetta Maffei, meglio conosciuta sul web come volto di “25nodi”,  ha scritto per noi di getto appena rientrata dalla sua avventura in mare. Una storia non priva di “inciampi” e di disillusioni. Ma Elisabetta, che inizialmente ha compiuto qualche passo falso dettato dall’inesperienza, ha saputo far tesoro anche delle delusioni e ora, dopo tante miglia in mare, è pronta a mettersi nuovamente in discussione. Perché alla fine, la sua, è una storia di passione.

COME E’ NATA L’AVVENTURA DI ELISABETTA MAFFEI SUL MINI

“Nel 2017 stavo pensando a qualche nuova avventura per 25nodi, e in quel periodo mi capitavano sottomano un sacco di notizie riguardo il mondo della vela oceanica. Così avevo pensato di contattare alcuni di questi velisti oceanici per qualche bordo insieme. 

Non avevo assolutamente intenzione di avventurarmi nell’oceano, ma soltanto di raccontare qualcosa di interessante, di cosa si fa a bordo di queste barche, come si gestisce la navigazione ecc… e lo skipper da parte sua, avrebbe avuto visibilità per i suoi progetti, e per eventuali sponsor. 

Purtroppo, o forse per fortuna, nessuno mi prendeva sul serio, alcuni mi snobbavano proprio, e così, non essendo una persona che si arrende facilmente, cercavo intensamente una soluzione. Una sera passeggiando lungo il porto mi arriva la risposta: era lì illuminata da un lampione; c’era un Mini 6.50 su un invaso!

Ho subito pensato “quello è un Mini! Con quello si va in oceano! Vuoi vedere che ci vado io!?” 

Così mi sono adoperata per capire cosa dovevo fare; facevo un sacco di chiamate senza però ottenere risposte chiare, si limitavano tutti a dirmi “ma è difficile, ma tu non sei mai andata su un mini, non so se fa al caso tuo ….”  Insomma, alla fine l’unica cosa che avevo capito era che dovevo comprare un Mini (poi ho scoperto che si possono anche affittare). 

Continuando le mie ricerche e richieste di info a destra e manca, proprio mentre ero a bordo con alcuni de Il Giornale della Vela, mi dicono che c’era un buon mini di un certo Ambrogio Beccaria (il primo italiano, nel 2019, a vincere la Mini Transat, due volte Velista dell’Anno!), a che era in vendita. Così lo chiamo e gli fermo la barca. 

In 6 mesi dalla mia decisione avevo acquistato una barca e mi ero trasferita in Francia per prepararmi al meglio. 

Chi naviga sa che le barche hanno un’anima, e quella barca proprio non voleva diventare mia. Nel frattempo mi arrivavano delle proposte allettanti da un nuovo cantiere tutto italiano, così sono riuscita a rivendere la mia vecchia barca, e lanciarmi “nel buio” di un progetto fino quel momento realizzato solo su carta. 

Sono una imprenditrice, e il motto “chi non risica non rosica” risuona abbastanza nelle mie corde, quindi nonostante le mille incertezze dietro un progetto completamente nuovo, avevo comunque deciso di “rischiare”. Mi stimolava molto il fatto che dietro questo progetto c’erano delle persone che avevano un obiettivo, un sogno, e che stavano investendo tutte le loro energie per creare qualcosa. Mi sembrava quasi di parlare la stessa lingua.

Ovviamente le difficoltà nell’avere la prima barca di un cantiere non sono state poche, e devo dire un super grazie allo shore team di Pesaro e a quello di Muggia con cui abbiamo armato la barca, fatto migliorie e messo a punto diverse cose. 

COME MAI DUE GIRI D’ITALIA?

Sono stati dei veri e propri trasferimenti, anche se poi cerco di affiancarci sempre la parte “godereccia” della navigazione; ho approfittato per vedere le splendide coste italiane, le diverse culture nelle varie regioni e soprattutto mangiare le prelibatezze che la nostra cucina ci offre.  

Il 1° giro è stato da Livorno a Pesaro. Ero andata in Toscana per iniziare il circuito di regate Mini. Purtroppo però era la quarta volta che salivo sulla mia barca, non la conoscevo bene, e siamo arrivati un’ora fuori tempo massimo, pure con un occhio nero … avevo litigato con Bigio, il mio pilota. 

Una serie di cose, tra cui budget sforato di molto, barca da finire di testare e sistemare alcune cose che si rompevano, mi hanno portato alla dura decisione di fermarmi lì e prendere le cose con più calma. (Ci ho messo 4 giorni per digerire questa decisione presa)

Il 2°giro d’Italia invece è stato da Trieste a Genova. Ero a Trieste per una presentazione, e con l’occasione abbiamo approfittato per fare molte migliorie alla barca insieme al super shore team di Muggia. Dopodiché a metà Gennaio sono partita a tutta velocità per arrivare in tempo agli allenamenti previsti a Genova a metà Febbraio. E’ stata una bella avventura … soprattutto le 3 notti in bianco tra Brindisi e lo Stretto di Messina dovuto ad un calo delle batterie e quindi ad una navigazione dove non avevo n’è pilota n’è luci di via, n’è strumentazione per farmi vedere dalle navi… mi addormentavo al timone e quando sbattevano le vele mi svegliavo, per fortuna c’era pochissimo vento e quindi è stato abbastanza “facile”, dopodiché, come una manna dal cielo, vicino allo stretto di Messina sono riuscita a trovare un traino da una barca a vela che era sulla mia stessa rotta, e che mi ha portato gentilmente fino Reggio Calabria dove poi, mi ha raggiunto un’altro ragazzo e insieme siamo riusciti a sistemare il tutto. 

Anche le ultime 150miglia dall’Argentario a Genova sono state abbastanza “extreme”, ho fatto più di 20ore al timone, non avevo ancora gli strumenti settati bene per far timonare al pilota a tutta velocità (13-15nodi) con gennaker, e una volta arrivata a Genova, con la burrasca che stava arrivando alle mie spalle, alle 2 di notte, quando non vedi l’ora di riposarti e riscaldarti, scopro che avevo sbagliato porto!

Giusto per dare l’idea, facevo 11 nodi a vele bianche terzarolate, e riuscire in mare per dirigermi verso il porto corretto è stata una bella forzatura che mi sono dovuta imporre per potermi riposare meglio nei giorni successivi senza dover muovere ulteriormente la barca. All’ingresso del Marinda di Genova ho anche rischiato di andare a scogli. In pratica c’è un ingresso “a curva”, e nella notte, con la stanchezza, gli occhiali sporchi di sale e il Navionics che non mi si apriva perché il touch screen del cellulare con le dita bagnate non prende, (chiedevo anche a Siri di aprirlo ma non mi stava a sentire), dopo il 2°fanale rosso stavo tirando dritto sugli scogli; per fortuna dopo un po’ sono riuscita a vedere il 3°fanale rosso e riprendere la via d’ingresso corretta.

BARCELLONA-PESARO, 18 GIORNI E 1500 MIGLIA IN SOLITARIO

A metà Luglio ero partita da Roma per andare a fare le regate del circuito Mini in Spagna, e quindi iniziare a totalizzare queste benedette miglia necessarie per la Mini-Transat. Però una volta arrivata lì, 2 giorni dopo il mio approdo, mi comunicano che la regata era stata annullata a causa Covid. Così le opzioni nella mia testa erano 2, o lasciare la barca lì, con il rischio che avrebbero chiuso le frontiere con le varie conseguenze, oppure tornare a casa con la barca, chiedendo l’ok alla Classe Mini per accumulare le 1000miglia non stop in solitario, necessarie anche queste per essere ammessi alla Mini-Transat. 

Si, sono stati 18giorni abbastanza rilassanti, una passeggiata rispetto i 2 peripli d’Italia; probabilmente perché non avevo una scadenza da rispettare, e anche il meteo è stato sempre abbastanza clemente, anche se la maggiorparte delle miglia le ho fatte di bolina, con una barca che non nasce per la bolina 🙂  La mia preoccupazione più grande è stata quando mi sono avvicinata alle coste Africane, avevo la paura di incontrare i barconi di emigranti, o peggio ancora chi commissiona questi barconi. E le mie paure venivano confermate dai discorsi che sentivo al Vhf, da guardia di finanza che diceva che due persone avevano tentato di salire a bordo di un gommone di turisti, e da un pescatore, che aveva trovato una di queste barche abbandonate in mezzo al mare con la gente sopra e si era messo a trainarla, e in continuazione chiedeva alle autorità cosa doveva fare. E’ stato un momento toccante, difficile da descrivere, perché quando sei a casa ragioni in un modo, poi quando sei lì vivi il lato umano della situazione, capisci che ci sono veramente persone, dei poveri disgraziati che vengono abbandonati lì in mezzo al mare …

Comunque una volta arrivata vicino le coste della Sicilia ho tirato un sospiro di sollievo anche se la notte ho tribolato un po’ con le continue straorze sotto gennaker. Era tra la poche giornate di vento a favore, e volevo sfruttarlo appieno, così mi sono dovuta organizzare per riuscire a tenere su il gennaker e far si anche che il mio pilota riuscisse a timonare per farmi riposare almeno 15minuti…. niente, ho dovuto aspettare che calasse il vento per crollare stanca nel pozzetto. 

Una volta arrivata a Leuca, ho iniziato già a sentirmi a casa, ed è sempre quando dici “ci sono quasi” che iniziano i problemi. A 20miglia da Brindisi nel provare i vari settaggi del pilota, avevo cliccato per sbaglio “reset autopilota”. In quel momento mi è crollato il mondo addosso; senza pilota diventa tutto decisamente più difficile, non puoi andare a prua a cambiare le vele, dormire, mangiare ecc…. così mi son messa alla cappa e con calma leggendo bene le istruzioni sono riuscita a reimpostare grossolanamente il pilota fino casa. 

I PROGRAMMI DI ELISABETTA MAFFEI

Dopo che la Mini-Transat 2019 mi è saltata, e con l’arrivo del Covid ho iniziato a prendere tutto con più filosofia, “viene quel che deve venire, è inutile forzare le cose che poi ci si schianta dopo”. Anche perché per ora il mio Main Sponsor 25nodi mi ha dato un freno al budget 🙂 

Scherzi a parte, nonostante ancora non abbia fatto niente, o quasi del programma Mini, i miei sponsor possono vantare di avere oltre 200.000 view nei miei video su Youtube, oltre tutta la visibilità tra post, foto, stories di Facebook e Instagram.

Diciamo che ancora lo scafo e vele splendono di un bel bianco, e aspettano di essere colorate dagli sponsor che hanno voglia di salire a bordo nelle avventure di 25nodi. 

Un grazie speciale va ai miei attuali sponsor (Solbian, Veneziani Yachting, Facnor, Il Portolano777, Crociere in Pullmann, Big Luca, AdriaSail, Xanitalia, Unifarco, Welcome Sails, Volpini, Eurovinil, Wind Design, Cantiere nautico Novelli e il Cantiere Rossini di Pesaro. Un superrrr grazie speciale va anche a tutti i fan che mi sostengono a aiutano grazie al crowfounding su https://www.gofundme.com/f/25nodi  e ai super shore tem di Pesaro e soprattutto Muggia, che mi sostengono e mi aiutano nei momenti più difficili. 

Online, sul mio canale Youtube 25nodi http://youtube.com/25nodi c’è la Playlist Mini-Transat dove si vede tutta la storia, dalla vecchia barca, alla costruzione della nuova e le navigazioni a bordo del Mini”. Elisabetta Maffei


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