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Tre itinerari in barca imperdibili tra Liguria, Toscana e Sardegna

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Abbiamo scelto per voi tre itinerari da sogno lungo le coste della Liguria, della Toscana e della Sardegna.

1. Liguria: Cinque Terre e Palmaria

Le Cinque Terre, cinque borghi inimitabili eretti a picco sul mare, e l’isola Palmaria che fronteggia Portovenere, sono le bellezze della Liguria di Levante da non perdere per chi cerca una vacanza tra natura, storia e arte.

Un tuffo nella natura e nella storia del Levante

Si chiamano Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore e sono i cinque antichi borghi di pescatori che danno il nome al territorio posto a metà strada tra Genova e La Spezia. Se solo due di questi, quello di Monterosso (44°08’ 57N – 09°38’ 65E) e quello di Vernazza (44°08’ 11N – 09°40’ 01E) sono porti che hanno ormeggi disponibili ai diportisti, innumerevoli sono gli approdi possibili in quest’area tanto bella da essere protetta da una riserva naturale (sul sito parconazionale5terre.it le info su regole e limitazioni).

Il primo approdo da non perdere è quello posto nei pressi di Monterosso e conosciuto come Porto di Levante (44°08’ 52N – 09°39’ 63E): si tratta di un moletto che spunta dalla costa e rispetto al quale è cospicua una grande torre quadrangolare. Altro ancoraggio affascinante è quello che si trova nei pressi di Manarola (44°60’ 00N – 09°43’ 50E): a nord del piccolo borgo, davanti alla scoscesa Punta Buonfiglio, si può infatti dar fondo davanti allo scogliera.

Chi vuole scoprire invece la cucina tipica locale, a Riomaggiore trova Fuori Rotta (0187 920838), dove si mangia anche in posizione panoramica. Poche miglia di mare in direzione sudest conducono poi a un altro borgo incastonato nella costa ligure: è Portovenere, cittadina unica e monumentale che ha la caratteristica di essere stata eretta su un promontorio che è l’estrema propaggine del golfo di La Spezia.

Proprio di fronte ad esso si ammirano tre piccole isole, la maggiore e più affascinante delle quali è Palmaria (44°02’ 00N – 09°51’ 20E): da non perdere è Cala del Pozzale, la più bella insenatura dell’isola, che si raggiunge sul lato ovest. Sono infine davvero minuscole le altre due isole di Tino e Tinetto: ospitano solo vegetazione selvaggia e piccole spiagge, anche se su Tino si possono ammirare i ruderi dell’antica Abbazia di San Venerio.

2. Toscana: Argentario e Isola del Giglio

Promontorio montuoso proteso nel Mar Tirreno, l’Argentario compone, insieme alla vicina Isola del Giglio, una coppia di mete balneari bellissime che uniscono alte falesie, baie e spiagge da urlo a borghi storici da visitare.

Due “isole” che si fronteggiano sul Mar Tirreno

Territorio dalla morfologia particolare, l’Argentario è un promontorio dal diametro – vista la forma circolare – di circa 30 km. Lungo il suo affascinante periplo, sono tante le calette, alcune raggiungibili solo via mare, che ne punteggiano la costa. Alle due estremità poi si aprono le spiagge della Feniglia e della Giannella che sono anche gli istmi sabbiosi naturali che chiudono a nord e a sud la laguna di Orbetello. Tra i tanti approdi dell’Argentario il primo da non mancare, è quello di Cala Piccola (42°25’ 00N – 11°07’ 00E), baia sabbiosa posta 2 miglia a sud della Punta Cala Grande, anch’essa dotata di una bella spiaggia.

Altrettanto affascinante è la Baia di Isola Rossa (42°22’ 39N – 11°07’ 49E): è posta sulla costa meridionale e comprende diverse più piccole calette sabbiose. Infine, qualche centinaio di metri a sud di Porto Ercole si trova il roccioso Isolotto, a nord del quale si getta l’ancora per fare un bagno speciale. Prima di lasciare l’Argentario per fare le 8 miglia di mare che lo separano dall’Isola del Giglio, non si possono non visitare i due antichi e affascinanti borghi di Porto Santo Stefano e Porto Ercole e la baia di quest’ultimo dominata dalla poderosa Fortezza spagnola. Dopo una breve navigazione nel Tirreno ecco che si scorgono le deliziose coste dell’Isola del Giglio, chiamata così perchè in primavera si trasforma in un’oasi verde ricoperta proprio dai bianchi fiori.

Montuosa e selvaggia è la seconda per estensione dell’Arcipelago Toscano e ospita tre borghi: Giglio Porto, Giglio Castello e Giglio Campese. Mentre i primi due hanno origini medievali il terzo nascecol turismo grazie alla presenza della omonima Baia di Campese (42°22’ 18N – 10°52’ 79E), che racchiude anche una bella spiaggia. Altro ancoraggio da visitare è Cala delle Caldane (42°20’ 37N – 10°55’ 20E): piccola e selvaggia è chiusa da una affascinante spiaggetta.

3. Sardegna: Costa Smeralda e Gallura

Antico e modermo, sacro e profano, tranquillità e movida. Gallura e Costa Smeralda insieme sono questo ossimoro totale che conquista, soprattutto che vuole scoprire queste regioni della Sardegna settentrionale in barca a vela.

Tra magiche cale e rocce che sembrano sculture

Destinazione turistica dalla fama internazionale, la Costa Smeralda mostra a chi la visita solo il lato più conosciuto di questo angolo di Sardegna. Per scoprire tutto ma proprio tutto di questo territorio allora bisogna organizzare una crociera che si allunghi dai 55 km dello splendido litorale posto fra Poltu Quatu e Cala Razza di Juncu, alla vicinissima Gallura. La cui costa si allunga da Palau a Santa Teresa di Gallura tra baie belle quasi come quelle “smeralde” ma il cui entroterra ospita gioielli antichi come il borgo di San Pantaleo o i nuraghe che circondano la cittadina di Arzachena. Ma si parte dal mare e in Costa Smeralda da una delle baie davvero da non perdere, quella di Cala di Volpe, (41°04’ 89N – 09°32’ 38E): dotata di splendide acque turchesi è chiusa da una magnifica spiaggia.

Poi magnifica anche l’insenatura di Golfo Pevero (41°07’ 2N – 09°32’ 8E) posta appena a sud di Porto Cervo. Proseguendo verso Santa Teresa ecco poi che si incontra la spettacolare e ben ridossata Cala dei Mucchi Bianchi (41°07’ 74N – 09°27’ 93E): siamo già nel Golfo di Arzachena e la cala è protetta dal grandioso massiccio di Capo Tre Monti. Nei pressi di Palau ecco invece Porto Puddu (41°11’ 5N – 09°19’ 7E), altra affascinante insenatura ben ridossata, caratterizzata dall’imboccatura stretta. Poche miglia ancora di navigazione e si raggiunge lo spettacolare Capo Testa: straordinario promontorio granitico, fu scavato dai Romani (per il Pantheon) e dai pisani (per il Duomo), le sue rocce sono state nei secoli modellate dall’acqua e dal vento fino ad assumere le attuali forme surreali, vero spettacolo della natura. Soli un paio di km prima del capo ecco il borgo di Santa Teresa di Gallura: nel suo centro dove spicca l’antica Torre di Longosardo, si può provare la vera cucina gallurese alla Trattoria Barabattula (tel. 333.8973251).

 


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