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Mollano tutto, vendono casa e partono per il giro del mondo in barca

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barberis giro del mondo“Per quelli del settore noi siamo la classica famiglia che parte in barca e noi, per non rientrare in questa categoria, non volevamo che il nostro fosse solo un lungo viaggio per mare, volevamo condividere e coinvolgere a tutto tondo gli ‘amici’ e non di terra, alla scoperta di cosa può significare viaggiare responsabilmente e in modo sostenibile con tre ragazzini a bordo, mantenendo da remoto un rapporto con la vita di terra, nello specifico la scuola”.

IL GIRO DEL MONDO IN BARCA DI UNA FAMIGLIA SEMPLICE

In queste semplici parole di Sara Barberis c’è tutta la filosofia che ha guidato la scelta della sua famiglia, composta dal marito Stefano, i figli Iago (11 anni), Nina (8), Timo (3) e il cane Pepper. Parole scritte pochi giorni prima del rogito che ha sancito, di fatto l’inizio della loro avventura.

Il ketch di 56 piedi (17,25 x 4,80 m) Shibumi

Hanno venduto la casa e acquistato una barca, Shibumi, un Mikado di 56 piedi armato a ketch dell’82 (progetto di Michel Bigoin e Daniel Duvergie, noti anche per aver progettato PenDuick V di Eric Tabarly, e a settembre, dopo un refitting completo, partiranno da Bocca di Magra (SP) per un lungo giro del mondo in barca.

Iago, Nina e Timo nel canale di Corinto durante il trasferimento di Shibumi dalla Grecia a Bocca di Magra

“A bordo un fisico nucleare, Stefano, una creativa, io e i tre nostri figli. Per partire abbiamo venduto la nostra casa, come a testimoniare l’importanza che per noi ha questa avventura e le scelte che si possono fare quando si crede davvero in un sogno”, racconta Sara. “Da soli sarebbe stato molto più impegnativo, ma grazie al sostegno dei partner che credono in noi e ci supportano la missione sta diventando qualcosa di ancora più ambiziosa e preziosa di quello che mai avremmo creduto.

A bordo allestiremo un Floating lab (andatelo a scoprire nel dettaglio, è molto interessante: https://www.shibumi.it/progetto-shibumi/), che sarà la traduzione pratica di tutto quello che ha animato la nostra idea di viaggio: sensibilizzazione ambientale, uso intelligente delle risorse, bilanci energetici, lotta allo spreco, rispetto dei mari e delle specie che lo abitano e ancora la raccolta dati e successiva divulgazione a coloro che porteranno avanti il laboratorio da terra, scuole e associazioni”.

Tra i tanti partner, anche i nostri amici di Rivelami, che dalle vele usate tirano fuori oggetti splendidi (anche la sacca e il portascarpe esclusivi del Giornale della Vela).

A caccia di plastica!

Non il solito giro del mondo, quindi. Ma un’esperienza e un viaggio che potremmo definire “scientifico” dal quale usciranno fuori tanti dati che la famiglia Barberis metterà a disposizione di tutta la comunità velica.

E giusto per anticipare le critiche dei leoni da tastiera (“eh ma allora sono ricchi, beati loro che se lo possono permettere”): ecco cosa scrivono i Barberis sul loro sito. “Assaporare la vita in mare nei due mesi estivi, che accumulavamo fra congedi parentali e ore di lavoro extra durante l’anno, non ci bastava più. Preso atto che non abbiamo le vite dei gatti, abbiamo deciso di giocarci tutto per vivere come meglio crediamo l’unica vita che ci è concessa, o per lo meno provarci.

Siamo una famiglia semplice, che come molte arriva alla fine del mese con l’acqua alla gola; due stipendi normali che sommati a salti mortali e sacrifici non sono bastati per permetterci di fare il tuffo nel blu, così siamo arrivati alla conclusione estrema di dover vendere la nostra casa”. 

Non poteva che essere così. Quella per il mare è stata la passione che ha unito Stefano e Sara, che si sono innamorati nel  2002 durante una crociera in barca a vela, da perfetti sconosciuti. “Abbiamo capito che eravamo fatti per stare uniti nel bene e nel mare, come recitava lo striscione al nostro matrimonio”.

Buon vento ragazzi, vi seguiremo con attenzione!

https://www.shibumi.it

http://instagram.com/sailing_shibumi/


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