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Aria condizionata costosa e complessa a bordo? Un mito da sfatare

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frigomarFinalmente agosto è alle porte e dopo mesi di attesa è arrivato il momento di raggiungere la nostra amata barca per poterci godere quel senso di libertà, pace e rilassatezza che solo lei ci sa regalare.

Ma non appena aperto il tambuccio ci aspetta, come ogni anno di questi tempi, un’invisibile ma ahimè ben percepibile sorpresa: un caldo atroce ci investe, ci leva il respiro, ci annienta le forze.

Eppure l’anno scorso (e anche gli anni precedenti) c’eravamo ripromessi di trovare una soluzione definitiva che ci permettesse di vivere la vita a bordo senza venir schiacciati da una canicola insopportabile, di poter pisolare beatamente in una cabina che ora assomiglia più ad un forno, di poter governare stando in plancia senza sentirci come una pianta assetata chiusa in una serra.

Ci vorrebbe l’aria condizionata, ma anche quest’anno ci siamo svegliati tardi e ormai non c’è più tempo per installare un nuovo impianto; se ne riparlerà l’anno prossimo…

Ma siamo davvero sicuri?

E se esistesse sul mercato un condizionatore marino, semplice e veloce da installare?

Abbiamo sottoposto il quesito alla Frigomar, azienda leader nel settore del condizionamento di bordo e dall’azienda italiana ci sono arrivate non una, ma ben quattro soluzioni tecniche fenomenali!

Stiamo parlando dei condizionatori compatti a frequenza variabile della serie “SCU”, una gamma composta da quattro macchine di taglie diverse, da 7.000 BTU/h a 16.000 BTU/h, premiate allo scorso salone di Southampton come “prodotto dell’anno” ed apprezzate dagli armatori di tutto il mondo, in particolare per la loro efficienza energetica e per l’estrema silenziosità.

Ma di cosa ho bisogno per installare una di queste macchine?

Di ben poche cose a dire il vero, gli ingredienti sono:

  • un condizionatore compatto “SCU”
  • una pompa con relative tubazioni, presa e scarico a mare
  • una piccola tubazione per lo scarico della condensa
  • una condotta isolata per canalizzare l’aria condizionata
  • manualità q.b.

Ma è vero che serve “molta elettricità” per far funzionare l’aria condizionata?

Il condizionamento è storicamente considerato lo spauracchio dei bilanci elettrici ma tutto questo, da alcuni anni e anche grazie a Frigomar, fa parte del passato. Le macchine della serie “SCU” hanno dei consumi ridottissimi e solo 2 Ampere di spunto (il generatore ringrazia) e sono tutte alimentate in corrente alternata (230V o 115V).

E come faccio se a bordo ho solo la corrente continua e non voglio installare un generatore?

Si possono alimentare le macchine “SCU” tramite un inverter DC/AC e un adeguato pacco batterie. Soprattutto per le barche di piccole dimensioni questa può essere una soluzione eccellente, già adottata da diversi armatori soddisfatti della scelta.

E se volessi consumare ancora meno?

Tutte le macchine della serie “SCU” sono provviste di una modalità chiamata “ECO” attivabile attraverso il display touchscreen presente in ciascuna confezione. Questa funzione è pensata per mantenere la barca in temperatura senza gravare sui consumi e permette nel concreto di porre un limite al regime massimo di rotazione di compressore e ventola. La macchina renderà meno in termini di BTU/h ma avrà un consumo davvero ridicolo.

Puoi farmi un esempio?

Prendiamo in esame il modello SCU07VFD-E, eroga 7.000BTU/h al massimo regime e nella peggiore condizione assorbe 430W. Attivando la funzione “ECO” la macchina è limitata ad erogare 3.000BTU/h ma assorbe (rullo di tamburi) 150W. Praticamente come una lampadina…

www.frigomar.com

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