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Punta calamita

Punta Calamita e la zona mineraria.

Passeggiando nei magnifici centri storici delle cittadine isolane, ma anche andando a scoprire la natura selvaggia e i centri minerari. Pescatori, minatori, marinai e artigiani: tante sono le attività che hanno caratterizzato la vita degli isolani e che oggi contraddistinguono le cittadine dell’isola, tutte facilmente raggiungibili dai 6 porti che servono l’isola.

 

Portoferraio

Raggiungendola dal mare, la località considerata capitale dell’isola mostra subito la sua bellezza fatta di torri medicee, fortezze rinascimentali, case color pastello e dal porto vecchio con la sua perfetta forma a ferro di cavallo. La visita a terra parte dall’antica Torre della Linguella: risalente al XVI secolo, domina la parte orientale del porto vecchio.

Scorcio di Portoferraio.

Scorcio di Portoferraio.

Da qui ci si sposta verso piazza della Repubblica, dove si ammirano il Duomo cinquecentesco e il Palazzo del Municipio, edificato da Cosimo I nel 1562.

Pochi passi ancora e ci si immerge nella parte vecchia e più fortificata di Portoferraio, quella che ha il suo asse principale nella Scalinata di Napoleone. È una strada in salita fatta in ciottolato e dalla quale si dipana un dedalo di vie e vicoli caratteristici. Proprio percorrendo la Scalinata si raggiunge quella che fu la casa di Napoleone e che è conosciuta anche col nome di Palazzina dei Mulini.

Qui l’Imperatore visse per 10 mesi prima di scappare verso la sua disfatta militare e l’esilio definitivo sulla piccolissima isola africana di Sant’Elena.

La villa dei Mulini

La villa dei Mulini, nella parte alta del centro storico di Portoferraio, una delle residenze di Napoleone. © Bruno Barral/CC-BY-SA-2

Oltrepassata la Palazzina ci si trova di fronte il panoramico edificio di Forte Stella, rocca che domina la baia del borgo dall’alto. Chi si fosse nel frattempo appassionato della storia del Bonaparte, raggiunga poi anche la località di San Martino, posta a 5 dal centro di Portoferraio e nei pressi degli ancoraggi di Biodola e Viticcio. È qui infatti che si trova la Villa di Napoleone, ovvero la residenza di campagna nella quale passava la maggior parte del suo tempo l’imperatore esiliato. Oggi trasformata in museo ospita rarità e ricordi del soggiorno napoleonico, tra i quali il pezzo forte è la statua attribuita al Canova che ritrae Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone.

Sempre nei pressi di Portoferraio, in località Bagnaia, si scoprono le Grotte di San Giovanni che comprendono i ruderi di una villa romana con i suoi ingegnosi sistemi per il riscaldamento e depurazione delle acque.

Villa romana

I resti della villa Romana delle Grotte a Portoferraio.

 

Marciana Marina e Alta

È il più piccolo dei comuni dell’isola d’Elba e il luogo dove un tempo approdavano i leudi, piccoli navigli liguri che arrivavano fin qui per caricare l’ottimo vino che si produceva nelle colline dell’entroterra. Tra i punti più interessanti c’è di sicuro la contrada di Cotone, situata all’estremità di Marciana Marina opposta alla Torre Saracena sul porto. Da secoli considerato il quartiere dei pescatori, molti di origine napoletana e ligure, è arroccato tra le colline e il mare e fatto di vecchie case sbiadite dalla salsedine, scalette esterne a strapiombo sul mare e uno scivolo che serviva per varare le tipiche barche della zona, gli sciapichelli.

Marciana Alta

Nel borgo di Marciana Alta.

A soli cinque chilometri da Marciana, circondato da boschi di castagni e querce, si trova invece il borgo de Il Poggio, un’affascinante villaggio fortificato arroccato sulle pendici del Monte Capanne. La sua fondazione risale al VII secolo ed è caratterizzato da viuzze lastricate.

Unico è anche il fascino di Marciana Alta, paese posto a 380 metri di altitudine e a poca distanza dal mare e dal Monte Capanne, vetta che con i suoi 1.018 metri domina tutte le altre alture dell’isola e che si può raggiungere con una cabinovia. Il paese è uno dei più antichi e conserva il fascino di un borgo medievale con vicoli stretti, piccole piazzette con fontane, stradine lastricate di pietra elbana e portali di granito.

Da visitare la chiesa di Santa Caterina, il Palazzo del Pretorio con un museo archeologico e la Fortezza eretta nel XII secolo dai pisani.

Monte Capanne

Monte Capanne. © Westernelba/CC BY-SA 4.0

Marina di Campo

Lasciando alle spalle il villaggio turistico dedicato alle necessità dei vacanzieri estivi, bisogna andare nel suo entroterra. È qui che, disteso su di un colle alle pendici del Monte Perone, si scopre il borgo del XII secolo di Sant’Ilario in Campo.

Sull’altro versante della stessa vetta si trova invece il paese di San Piero in Campo che domina la pianura di Campo e il Golfo di Marina. Di origine Romana ma di aspetto medievale è caratterizzato da viuzze, ripide scalinate in granito, vecchi portali e ballatoi.

Incorporata nella Fortezza Pisana del paese c’è la chiesa romanica di San Pietro e Paolo, mentre dal punto panoramico di Pietra Murata nelle belle giornate si vedono Pianosa e Montecristo.

 

Porto Azzurro e Capoliveri

Si chiama Porto Azzurro solo dal 1947, prima – e fino dal lontano 1603 – era invece Porto Longone. Borgo di origine spagnola ha un centro pittoresco, costituito da stradine che confluiscono nella grande piazza affacciata sul lungomare. Le tracce della dominazione iberica sono evidenti nel Forte San Giacomo che domina il paese, fronteggiando l’altra rocca di Forte Focardo: si tratta di costruzioni realizzate nel Seicento per rendere la baia di Porto Azzurro inavvicinabile dalle navi nemiche. Oggi Forte Focardo è sede del carcere di Porto Azzurro e non è visitabile.

Forte Forcado

Forte Focardo, una delle due rocche di Porto Azzurro.

Da vedere è la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria risalente al 1700. Approdati a Porto Azzurro o ancorati nei golfi della costa adiacente, non si deve mancare una visita a Capoliveri. Arroccato a oltre 150 metri di altezza sul golfo di Porto Azzurro, è costituito da un dedalo di stretti vicoli, scalinate, volte in granito e piccole case dai colori sbiaditi dal tempo e dal salmastro del mare. Fondata dagli Etruschi fu dominata da Romani e dai pisani, che la resero il centro strategico del commercio del ferro, metallo che era il “tesoro” dell’isola.

Poco fuori Capoliveri infine si scopre il Santuario della Madonna delle Grazie che ospita al suo interno pitture della scuola raffaellita.

 

I centri minerari

Si respira aria di miniera nel borgo di Rio Marina: oggi nota località turistica, un tempo il villaggio ospitava i minatori. Per capire meglio la loro vita quotidiana bisogna visitare il Parco Minerario Isola d’Elba che comprende il palazzo settecentesco della direzione mineraria.

Affascinanti anche i cantieri, su tutti il gioiello di archeologia industriale di La Laveria. Il vicino Rio nell’Elba, abbarbicato lungo un pendio a 170 metri d’altezza, è un altro dei deliziosi paesi dell’isola di tradizione mineraria.

Al centro della cittadella fortificata si trova la Chiesa dei Santi Giovanni e Quirico, edificata tra il XIV e XV secolo. Notevoli, oltre alle decorazioni barocche, i dipinti conservati.

Lavatoio di Rio nell’Elba

L’antico Lavatoio di Rio nell’Elba. © CC0

Per chi ha voglia di fare una camminata, nelle vicinanze di Rio si può raggiungere l’imponente fortezza del Castello del Volterrario. Arroccato su di una rupe a 380 metri d’altezza, domina la baia di Portoferraio.

 

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