developed and seo specialist Franco Danese

La pesca in crociera? Proviamo lo spinning! I trucchi per procurarsi la cena

Porti e fase 2: cosa succederà quest’estate INTERVISTA
9 maggio 2020
Procchio
Le baie dell’Elba dove getteremo l’ancora quest’estate
10 maggio 2020

Un valido passatempo durante le nostre crociera è quello della pesca, quale miglior occasione per divertirci un po’ e, nel rispetto delle regole e delle misure minime, provare qualche tecnica di pesca alternativa alla solita traina per procurarci la cena?

Lo spinning

Si tratta di una tecnica d’azione, che prevede una grande partecipazione da parte del pescatore. Consiste nel lanciare e recuperare velocemente, a piccoli scatti, un’esca artificiale, e ripetere l’operazione durante tutta la battuta di pesca. Possiamo praticare questa tecnica a barca ferma, quando siamo ormeggiati in una baia tranquilla, o durante una passeggiata con il nostro tender lungo una scogliera. Ove consentito la si può praticare anche in porto quando ci fermiamo per la notte. Per esempio se siamo costretti a restare fermi in porto per il maltempo potremo passeggiare lungo le scogliere con la nostra canna da pesca provando qualche lancio, alla ricerca di predatori in caccia.

Cosa serve

Una canna di circa 2,2-2,5 metri con un’azione non inferiore a 10-40 grammi, un mulinello a bobina fissa di misura non inferiore ai 2000 imbobinato con una treccia da 0,10, girelle a moschettone e semplici, del buon fluorocarbon come terminale, una batteria di artificiali, sia siliconici che i classici minnow di varie dimensioni. E’ bene dotarsi di varie sfumature cromatiche per le esche, spesso è una particolare che può fare la differenza. Da non dimenticare l’utilissimo guadino, in caso di abboccata, se ci troviamo su una scogliera o anche in barca, sarà indispensabile per potere avvicinare la nostra preda. 

Il costo minimo per un’attrezzatura simile si aggirerà intorno ai 100 euro, variando in base alla qualità dell’attrezzatura.

Il momento giusto

Un grosso esemplare di branzino catturato a spinning con una piccola esca artificiale “minnow”

Se il nostro ancoraggio è in una baia sufficientemente tranquilla non sarà raro nel periodo dalla primavera alla tarda estate vedere “bollate” in superficie, è il segnale che qualcosa sta cacciando. Occhiate, ricciole, pesci serra, lecce stella o lecce amia, spigole, barracuda, aguglie, sugarelli, le potenziali prede dello spinino sono quasi sconfinate e abbracciano moltissime specie. Il periodo migliore per tentare la sorte è l’alba o il tramonto, ma anche le ore immediatamente successive al cala sole possono essere molto proficue.  I minnow sono particolarmente indicati per le ricciole, le spigole, i barracuda, le lecce, mentre le esche siliconiche possono abbracciare tutte le altre specie, ma in generale questi sono schemi che a volte i pesci tenderanno a rompere, andando fuori dai classici canoni. 

STAI A CASA, LEGGI VELA, FAI DEL BENE

Se ti abboni al Giornale della Vela, noi doniamo 10 euro all’Ospedale San Raffaele di Milano per far fronte all’emergenza coronavirus

ABBONATI SUBITO QUI!

——————————————————

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi