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Ritorno in barca: come ti ripristino tutta la carena in 7 mosse

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Molti di noi diportisti possono già tornare alle loro barche a seconda delle regioni e delle ordinanze. Ecco perché oggi Carlo Luongo, influencer ed esperto di pulizia barche, ci racconta come come ripristinare la carena prima dell’estate.

Link utili:

Come ti ripristino tutta la carena in 7 mosse

Qualcuno potrebbe storcere il naso quando vi dico che il primo passo da effettuare è occuparsi della carena prima di tutto. Questo è vero in parte, poiché applicare la nuova antivegetativa sarà l’ultimo passo prima del varo, ma preparare l’opera viva alla verniciatura è il primo step poiché è un processo che crea molta polvere e sporco che farebbe letteralmente “sfumare” il lavoro sulle altre superfici.

Mentre la lucidatura della murata è un qualcosa prettamente estetico (anche se non è così al 100%, ma lo scopriremo), preparare la carena al varo è un compito primario, infatti senza questo lavoro la nuova vernice che applicheremo avrà una resa peggiore traducendosi in un peggioramento delle prestazioni e maggior consumo di carburante.

NB: per effettuare questi procedimenti indossate tutti di dipositivi di protezione individuale necessari. Mascherina, guanti, tuta monouso, occhiali e quant’altro possa preservare la vostra salute. I passaggi prevedono lavorazioni con prodotti tossici se inalati, pertanto se non siete sicuri lasciate fare i lavori a operatori del settore.


STEP 1: rimuovere ciò che si è accumulato durante la stagione precedente

L’uso diportistico delle barche, con uscite principalmente nel weekend e sosta nel resto della settimana, porta inevitabilmente all’accumulo di concrezioni calcaree e/o alghe sullo scafo che aderiscono alle porosità che si creano sull’antivegetativa mentre la barca è in acqua. Per questo motivo il primo step da compiere è rimuovere questo strato con un’idropulitrice a pressione.

Questo passaggio ha una maggior resa se fatto nelle 48 ore successive all’alaggio poiché date meno tempo alle concrezioni di aderire allo scafo, quindi leggendomi in questo momento potrebbe essere un lavoro che avete già fatto. Inevitabilmente con l’idropulitrice rimuoverete qualche punto di vernice, ma non è affatto un male. Se non l’avete già fatto in commercio ci sono diversi prodotti per rimuovere le concrezioni dalla carena, ma fate attenzione poiché sono altamente acidi (pH1). Andiamo avanti.


STEP 2: Eliminare la vecchia antivegetativa

Le antivegetative sono vernici studiate per lavorare “a fresco”. Se si seccano o si asciugano perdono la loro funzione. Per questo è importante rimuovere l’antivegetativa applicata nella stagione precedente per consentire alla nuova di aderire allo scafo.

Quando si procede ad effettuare questo secondo step ci troviamo davanti ad una scelta: rimuovere solo lo strato superficiale della vecchia antivegetativa o rimuovere tutti gli strati e ripartire “con carena a zero”.

  • Rimuovere solo lo strato superficiale: in questo caso basta soltanto munirci di levigatrice rotorbitale con dischi con grana da 80 a 220 e procedere per tutta l’opera viva togliendo solo la parte principale secca della vernice. Ci accorgiamo che è andata via poiché il colore sarà più vivo di quello precedente che era ossidato.
  • Portare carena a zero: qui invece abbiamo soluzioni differenti in base alla fatica e agli strati di vernice presenti sullo scafo. Se ci sono pochi strati di vernice possiamo ripetere l’opzione precedente e andare di levigatrice con grana più grossa fino ad arrivare al gelcoat. Fate attenzione a non rovinarlo, per cui vi suggerisco di fermarvi quando iniziate a vedere il primer della vecchia antivegetativa e usare dischi abrasivi a grana più sottile per evitare di fare danni.

Se invece ci sono molti strati di vernice (o magari la barca è usata e non sapete quanti ce ne sono) vi suggerisco di usare uno sverniciatore che consumi la vernice senza fatica e che vi permetterà di rimuoverla con un raschietto senza fatica.

COSA USARE?

  • Sverniciatore a solvente. Sono sverniciatori molto aggressivi, agiscono in circa 20 minuti e permettono un lavoro adeguato in tempi rapidi. Il contro è che se non siamo attenti intacchiamo il gelcoat di fondo e andiamo a danneggiare lo scafo.
  • Sverniciatore ad acqua. È un prodotto “sicuro” poiché non intacca il gelcoat, ma richiede tempi di azione più prolungati rispetto a quelli a base di solventi. I tempi d’uso variano da marchio a marchio, ma orientativamente si parla di 2 ore per ogni strato di vernice. Per questo motivo vi consiglio di applicarlo nel tardo pomeriggio e farlo agire tutta la notte e poi procedere al mattino con la rimozione della vernice.

Se scegliete lo sverniciatore, indipendentemente dalla tipologia, assicuratevi che non si asciughi, la superficie deve restare umida e morbida per consentire l’azione corretta, altrimenti vi troverete a dover carteggiare uno strato in più e sarete punto e a capo perdendo tempo e denaro. Una volta rimossa la gran parte della vernice procedete con levigatrice a rimuovere i residui di vernice per livellare la superficie.


STEP 3: Valutare danni o problemi

Con la carena “nuda” è l’occasione di verificare se ci sono botte, crepe o bolle da osmosi (non sai cos’è? Guarda qui.) In questo modo possiamo verificare le reali condizioni dello scafo e procedere di conseguenza alle riparazioni prima che sia troppo tardi.


STEP 4: attendere

Il quarto step può non essere necessario a seconda del periodo in cui fate questi lavori. Si, perché adesso passiamo alle fasi di verniciatura e di applicazione dell’antivegetativa. Ma questo tipo di vernici devono essere applicate quanto più vicino possibile al momento del varo, perché le AV (antivegetative) si attivano al contatto con l’acqua e una volta attivate se restano fuori dal mare perdono la loro funzione e si deteriorano inutilmente. Per questo motivo si tende ad effettuare il ciclo di verniciatura intorno alle 48 ore precedenti il varo, altrimenti c’è il rischio che con la pioggia o i lavaggi della barca si attivi la vernice che risulterà meno performante durante la stagione.


STEP 5: applicare il primer

A questo punto avremo la nostra carena pronta per il nuovo ciclo di antivegetativa. Ogni marchio ha il proprio ciclo di verniciatura consigliato in base al tipo scelto. Io consiglio di applicare un primer epossidico bicomponente che offre maggior protezione allo scafo prevenendo anche l’osmosi.


Ciclo di vita di un’antivegetativa autolevigante

STEP 6: applicare antivegetativa. Sì, ma quale?

L’antivegetativa è tradizionalmente in tre sezioni: autolevigante, matrice dura e intermedia . L’obiettivo di tutte è quello di tenere lo scafo quanto più liscio possibile prevenendo la formazione della vegetazione che avrebbe un impatto frenante a livello idrodinamico della barca, con maggior consumi e peggiori prestazioni.

  • Autolevigante: Come dice il nome stesso, questa vernice tende a esfoliarsi durante la navigazione in modo da non dare il tempo alle concrezioni di formarsi o nel caso si fossero formate, vanno via insieme allo strato superficiale di vernice. Sono adatte a scafi dislocanti e non troppo veloci, poiché altrimenti l’eccessivo impatto con l’acqua porterebbe via troppi strati in troppo poco tempo. Essendo più “morbida” è più semplice da rimuovere durante il rimessaggio. Il contro è che se abbiamo barche ferme la vegetazione crescerà finchè non torneremo a navigare.
  • Matrice dura: Anche qui il nome rende già l’idea del funzionamento. La matrice dura è ideale per barche performanti e che restano molto tempo in acqua. Alla base del processo c’è il rilascio di biocidi che non consentono la crescita della vegetazione. A questo proposito negli ultimi anni le formulazioni delle vernici sono state sostituite al fine di avere sempre meno impatto ambientale a causa del rilascio eccessivo di biocidi.
  • Matrice intermedia: È quella che viene definita antivegetativa “standard” da molti marchi. Si tratta di un composto che è a metà tra la matrice dura e l’autolevigante. È una soluzione economica che può essere adatta al diporto tradizionale nel periodo estivo.

STEP 7: chiamare il trasportatore e varare

Come detto al punto 4, una volta verniciato è consigliato procedere al varo quanto più presto possibile (lo so, anche voi non vedete l’ora e già vi sfregate le mani al solo pensiero). Quando la barca viene spostata dai supporti su cui sosta approfittatene per dare qualche pennellata di vernice in quei punti dove vi era poggiato lo scafo e che quindi non erano stati verniciati. Adesso lo scafo sarà pronto e potrete navigare godendovi tutte le emozioni che la vostra barca può regalarvi.

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