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TECNICA Lo sapevi che dopo una settimana dal varo la tua carena è già sporca?

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Lo scivolamento sull’acqua della barca, garantito da un buon lavoro di carena, è un elemento cruciale se vogliamo tirare fuori dal nostro mezzo il 100% delle sue performance. Curare in maniera maniacale la preparazione della carena, e il suo mantenimento, è un lavoro fondamentale per ottenere quest’obiettivo, ma in che modo?

TUTTO INIZIA IN CANTIERE

Una volta alata la barca la prima cosa da fare è quella di lavare la carena con un’idropulitrice in modo da eliminare tutta la vegetazione ed eventuali strati esausti della vecchia antivegetativa. Fatto ciò, e lasciato respirare ed asciugare la carena per qualche settimana, è il momento di preparare il fondo su cui passare la nuova antivegetativa. Risulta particolarmente efficace una carteggiatura generale in modo da preparare una superficie completamente liscia prima dell’applicazione. Nel caso di barche che saranno impiegate in regata è consigliabile utilizzare una vernice a matrice dura. Questo ci consentirà durante la stagione di potere “riprendere” la carena con degli alaggi veloci per pulirla delicatamente con una spugnetta. Nel caso invece di una barca da crociera che naviga a lungo la scelta di una vernice auto levigante potrebbe essere un’ottima soluzione.

MEGLIO A SPRUZZO

L’obiettivo è quello di ottenere una superficie finale il più liscia e levigata possibile per favorire la scorrevolezza della carena. Nessuna applicazione delle antivegetative meglio di quella a spruzzo rispetta questo criterio. Questa tecnica infatti garantisce un applicazione più controllata della quantità di vernice ed elimina le rugosità del passaggio a rullo. Quest’ultimo resta comunque un metodo valido, ma a patto che, dopo l’ultima mano, operiamo a distanza di almeno 24 ore una levigatura finale utilizzando una carta vetrata da 600 per carteggiare ad acqua ed eliminare le imperfezioni o le rugosità. Un’operazione per altro che è consigliabile anche nel caso dell’applicazione a spruzzo.

BASTA POCO PER SPORCARLA

Dal momento in cui la barca va in acqua bastano già 24 ore per avviare il processo biologico che porterà alla formazione prima di una patina, poi col passare dei giorni di una vera e propria formazione vegetale sulla carena. Per questo motivo se abbiamo intenzione di partecipare a una regata anche solo una settimana dopo il varo è consigliabile, nel rispetto delle normative vigenti che non consentono di svolgere l’operazione ovunque, l’intervento di un sub per passare una pezza morbida in carena. In alternativa un veloce alaggio con sciacqua della carena con acqua dolce (non a pressione in questo caso) e con l’ausilio di una spugna morbida può essere molto efficace per eliminare la patina che certamente si sarà già formata.

Mauro Giuffrè

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