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Ti annoi a casa? Ecco come preparare l’attrezzatura da pesca per la traina leggera

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Tre esemplari di discreta taglia di tonnetti alletterati

La noia è una brutta bestia e noi appassionati di mare e di vela la soffriamo non poco lontani dalla nostra passione durante questa emergenza coronavirus. Ma lasciarsi andare ai borbottii o agli sfoghi social non serve a molto, piuttosto possiamo impiegare il nostro tempo in qualcosa di costruttivo e divertente. Per esempio, se in barca ci piace praticare anche la pesca, possiamo dedicarci alla preparazione dell’attrezzatura. Vi chiederete come fare se avete lasciato tutto in barca e non avete il materiale e gli accessori necessari a casa? Niente paura, i negozi di pesca on line esistono e sono molti. Le spedizioni sono attive e possiamo acquistare ciò che ci occorre online per dedicare qualche ora alla nostra passione e avere le nostre “armi” pronte per quando potremo tornare in mare.

Negozi online come Pesca Planet, Piscor, Fisherlandia, Sergio Pesca, Pesca l’Occasione, possono fare al nostro caso, ma sono solo alcuni di quelli che possiamo consultare, con una semplice ricerca su Google ne possiamo trovare moltissimi. In questi store online possiamo trovare tutte le principali marche di attrezzatura sul mercato, a qualsiasi fascia di prezzo, dalla più economica alla top di gamma.

LENZE E TERMINALI DA PESCA PER LA TRAINA LEGGERA

Per traina leggera intendiamo quella tecnica che possiamo praticare lungo tutte le nostre coste da fine agosto fino a inverno inoltrato, ma in realtà nessuno ci vieta di praticarla tutto l’anno, ma nel periodo indicato la presenza di predatori la rende più fruttuosa. Le prede che andremo a insidiare saranno lampughe, alletterati, tombarelli, sgombri, aguglie, lecce stella, occhiate e i piccoli tonnetti rossi la cui pesca è severamente regolamentata e vietata nelle maggior parte dei casi.

Cosa serve? Dipende se intendiamo pescare con una canna o con una più rudimentale lenza a mano. Nel primo caso supponiamo che siete già in possesso di una cannetta da traina leggera (va bene con una potenza di 4-8 libbre) e un mulinello anche a bobina fossa di taglia 5000. Il mulinello andrà imbobinato con un trecciato dello 0,08 o 0,10, un tipo di filo molto resistente ed ultra sottile.

A questo filo verrà legato, tramite un nodo denominato “albright”, uno spezzone di fluorocarbon di 6-8 metri dello 0,25-0,30, alla fine del quale ci sarà una piccola girellina a moschettone che andrà agganciata al nostro artificiale. La scelta del fluorocarbon è obbligata se vogliamo avere un terminale realmente invisibile, resistente alla trazione, alla torsione e allo sfregamento. Si tratta di una montatura semplice ed essenziale, resistente, capace di portare a bordo anche pesci di una certa importanza se usiamo materiali di qualità.

Il nodo Albright

Nel caso in cui optassimo per una lenza a mano sarà necessario procurarci una tavoletta di sughero attorno alla quale avvolgere almeno 120-150 metri di nylon 0,60. Il terminale sarà collegato alla lenza madre da una girellina senza moschettone, e avrà una dimensione non inferiore allo 0,40 altrimenti rischiamo di tagliarci per tentare di salpare il pesce e in ogni caso consigliamo di avere dei guanti sempre a portata di mano.

ARTIFICIALI

Una colorazione simile per la tarda estate può essere molto efficace, in alternativa anche quella con sfumature verdi

Per le lampughe e i tombarelli la scelta può cadere sui piccoli minnow, particolarmente consigliati quelli della colorazione azzurro-argento o verde-argento che ricordano le livree del pesce foraggio di cui si nutrono questi predatori.

Uno degli esempi di artificiali siliconici

Se invece trainiamo a ridosso di porti o scogliere, una valida soluzione possono essere gli artificiali siliconici, molto catturanti per le occhiate e le lecce stella, ma attenzione che nel sottocosta la sorpresa della grande spigola o del pesce serra importante può essere dietro l’angolo.

Se vi fa piacere condividete i vostri “lavori” o le foto delle vostre passate catture con noi, inviandoci foto e domande alla pagina facebook del Giornale della Vela o alla mail giuffre@panamaeditore.it saremo lieti di rispondervi e chiacchierare con voi.

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