Vela post-lockdown: qualcosa si muove, ma non nel verso giusto

Non dimenticatevi del diporto! Abbiamo lanciato un appello una settimana fa (CLICCA QUI) e ora lo ribadiamo: è importantissimo che il legislatori non facciano di tutta l’erba un fascio, trasformando le barche (a tutti i livelli) in uno sport. Spesso sono piccoli errori burocratici a fare danni enormi, e noi diportisti lo sappiamo molto bene.

La barca, prima che uno sport, è per molti, moltissimi, diportisti come una seconda casa. E come tale va “regolamentata”. Alla fine del lockdown, come si potrà accedere alle seconde case allo stesso modo dovrà essere garantito l’accesso anche alle imbarcazioni da diporto.

Da dove nasce la nostra preoccupazione?

All’analisi dei tecnici del Governo, in questi giorni, c’è l’allentamento delle misure di restrizione e di distanziamento sociale in vista della “Fase 2” con un parziale ritorno alla normalità. Come riportato in un articolo di Repubblica, presto si potrà tornare agli sport di mare “forti anche del parere degli scienziati secondo cui in acqua un’eventuale carica virale si disperderebbe. Nessun problema per le nuotate in solitario, per le uscite singole o al massimo in due (a distanza) in barca a vela”.

Vogliamo quindi ricordare che esistono diversi tipi di barche a vela.

  • Le derive sono assimilabili a barche sportive.
  • Le barche da diporto invece sono vere e proprie case (prime o seconde, poco importa)!

È fondamentale, per salvaguardare la nautica in Italia, che le barche a vela da diporto abbiamo la stessa valenza di una casa.

Intanto la situazione si muove…

Ora che la pressione inizia, piano e responsabilmente, a scendere ci sono ordinanze regionali come quella dell’Emilia-Romagna che allentano un po’ la quarantena. I lavori a bordo (manutenzione) sono permessi solo se resi da terze parti. Inoltre nella regione sarà possibile, sempre per la cantieristica navale, l’attività di “consegna di magazzino” e quelle attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o le attività finalizzate alla consegna. Tutto questo dovrà essere fatto, però, previa comunicazione al Prefetto.

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4 commenti su “Vela post-lockdown: qualcosa si muove, ma non nel verso giusto”

  1. Non scordatevi delle barche con equipaggio . Qualora la barca venisse considerata seconda casa come si dovrà regolare la convivenza armatore Skipper e hostess?

  2. Non ti preoccupare troppo degli equipaggi se ne sono già scordati anni fa…. bandiere estere di armatori italiani con equipaggi italiani e contratti esteri… E il cerchio si chiude. Buon vento a tutti.

  3. Perfettamente d’accordo con la voglia difficilmente reprimibile di tornare il prima possibile sulle nostre imbarcazioni! Ma…con un pizzico di garbata, sarcastica ironia io non insisterei troppo con l’equiparare la barca con la seconda casa. Se veramente così fosse non dovremo poi stupirci se al legislatore di turno venisse in mente di applicareIMU anche su imbarcazioni, camper, caravan.
    Nell’attesa di una prima felice veleggiata auguro a tutti buon vento!!

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