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Così quest’estate navigheremo e faremo regate. Ve lo spieghiamo punto per punto

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barcaNon sappiamo con esattezza quando potremo tornare in barca, ma dopo un aver avuto un incontro con Confindustria Nautica, che ha anche inviato al Governo un ipotetico protocollo di comportamenti e buone norme da seguire per diminuire al massimo i rischi di contagio da Covid-19 nel mondo del diporto (e della filiera nautica), ci siamo fatti un’idea del come lo faremo. Passo per passo, vi raccontiamo che cosa, presumibilmente, dovremo fare per una crociera (o una regata) a prova di virus, nel caso in cui siate gli armatori o che abbiate preso a noleggio una barca.

CASO 1. IN CROCIERA CON LA VOSTRA BARCA

Pianificazione in remoto. Prendiamola larga, partendo dall’organizzazione della crociera. Per un po’ dovremo scordarci delle cene a casa tra amici in cui prendeva forma l’itinerario da seguire, o gli incontri in banchina: ben vengano le riunioni virtuali con WhatsApp, Zoom, Google Duo e tutte le piattaforme di “chatting”.

Cambusa, online e abbondante. Dato che è sconsigliato al massimo frequentare spazi affollati o con rischio di assembramento, componente la vostra cambusa sfruttando i tanti servizi di spesa online e di consegna “contactless”. Organizzatevi in modo tale da avere le vivande consegnate a casa il giorno prima o lo stesso dell’imbarco: le porterete a bordo dopo aver sanificato quello che riterrete con prodotti disinfettanti. In caso di crociera di più giorni, le provviste (acqua compresa) dovranno essere ben studiate e abbondanti. Sarà divertente, basta adattarsi. Non contate con certezza su ristorantini sul mare e aperitivi! In questo caso dovrete prenotare con larghissimo anticipo per consentire al ristorante di organizzare i coperti per garantire il distanziamento sociale.

L’arrivo al Marina o al Circolo. A meno che non teniate la barca in spazi demaniali non sorvegliati, marine e circoli, che hanno modo di regolamentare gli ingressi dei soci, provvederanno all’imbarco sicuro. Ovvero, il loro personale si sincererà dello stato di salute di voi e dell’equipaggio, provvedendo al controllo del certificato che attesta il vostro stato di salute rilasciato dal sistema sanitario nazionale (sia esso consultabile via App o un cartaceo da tenere con voi), poi agirà in modo tale che non ci siano assembramenti in banchina. Se invece non tenete la barca in una struttura controllata, vale il buon senso: se vedete che sul pontile ci sono altre persone, attendete il vostro turno. Potreste anche valutare l’ipotesi di sentirvi telefonicamente con i vostri vicini di barca per non ritrovarvi fianco a fianco nello stesso momento. Una barca in media è larga 4 metri ma in tempi di distanziamento sociale è meglio prendere tutte le precauzioni.

Equipaggio “pulito”. Se navigate in famiglia, nessun problema. Se avete deciso di affrontare la navigazione con vostri amici e conoscenti, dovrete verificare in anticipo, presumibilmente tramite App come la tanto discussa “Immuni”, che nessuno sia venuto a contatto con persone colpite dal Covid-19 e che sia in possesso di certificato di salute.

Quasi pronti. Ok, ci siamo, potete salire a bordo (diamo per scontato che fino ad ora siete stati tutti con la mascherina): se qualcuno è salito in barca prima di voi (personale del marina, gente a cui avete demandato controlli pre-partenza) sarà necessaria una sanificazione della barca. Potrete averla commissionata a un’azienda esterna oppure disporre di un piccolo sanificatore a ozono che faccia il lavoro in un’oretta. Se siete sicuri di essere le prime persone a salire in barca da un bel pezzo, saltate il passaggio della sanificazione. Una volta a bordo, siete al sicuro. Sarà come stare a casa vostra! Una volta mollati gli ormeggi, potrete anche levarvi le mascherine e godervi appieno l’aria di mare.

La navigazione. E questo è il bello. La barca, in mare, è il luogo più sicuro del mondo, parlando di rischio di contagi. Nulla cambierà rispetto ai tempi pre-Covid. Via libera alla navigazione, senza limiti. Ma con coscienza: ricordate che avarie e ‘pirlate’ , oltre che a mettere a repentaglio la sicurezza vostra, dell’equipaggio e della barca, potrebbero costringervi a chiamare soccorso. E con l’arrivo dei soccorsi aumenterà anche il rischio di contagio. Una sola raccomandazione: se vi fermate in rada e volete fare il bagno, date fondo a una ragionevole distanza rispetto alle altre barche!

Il piacere della rada. Diamo per scontato che la crociera ai tempi del Covid-19 sia all’insegna del “passare la maggior parte delle notti in rada”: proprio per questo, dovrete aver attrezzato la vostra barca al meglio. Magari una doppia ancora per affrontare eventuali condizioni critiche, un grippiale per scongiurare il rischio incagli, una buona app con cui monitorare eventuali spostamenti della barca all’ancora. E, dato che avrete bisogno di energia per le utenze, valutate l’installazione di pannelli solari, idrogeneratori e turbine eoliche.

Il rientro a terra. Se decidete di sostare in un porto o state rientrando nel vostro posto barca dalla vostra crociera, per prima cosa dovrete avvertire il personale del marina, del porto o della struttura con largo anticipo, in modo tale che possa organizzare l’ormeggio evitando assembramenti. Pensate d’estate, quando i porti sono trafficati: magari vi trovereste ad ormeggiare in un posto stretto stretto tra due barche gremite di gente, con buona pace del distanziamento sociale. Avvisando in anticipo, questo non accadrà.

L’ormeggio. Ok, state arrivando al posto barca. Indossate le mascherine. A meno che non siate sicuri che ormeggerete senza l’aiuto di nessuno, mettetevi i guanti da vela, meglio se con sotto guanti in silicone o quelli per lavare i piatti. Sarete così protetti da sporco e graffi ma soprattutto dal rischio di contagio. Tenete presente che il personale del marina vi lancerà le cime! Crociera finita!

CASO 2. IN CROCIERA CON UN CHARTER

Qualora abbiate deciso di noleggiare una barca per l’estate, valgono tutte le regole di cui sopra.

Sanificazione. Accertatevi però che la compagnia di charter effettui una sanificazione professionale della barca prima del vostro utilizzo e che non ci siano contatti con i clienti precedenti e successivi. Usate il buon senso: non salite a bordo se c’è ancora qualcuno in barca (magari il personale che sta finendo le pulizie).

Conoscere la barca e lo skipper. Se si noleggia la barca con skipper, accertatevi che questo non sia venuto a contatto con persone che hanno contratto il Covid tramite App e certificato dello stato di salute. Se avete noleggiato senza skipper, solitamente prima dell’imbarco c’è un briefing con il responsabile del charter in cui vi spiega tutto quello che dovete sapere sulla barca, dove si trovano le dotazioni, le batterie, etc. E’ molto probabile che questo verrà fatto in remoto, con una videochiamata o un video, per evitare contatti.

CASO 3. LE REGATE AI TEMPI DEL COVID

Un discorso a parte meritano le regate e le veleggiate (quelle che non sono state annullate). Diamo per scontato che per quanto riguarda il vostro equipaggio, vi sarete accertati che nessuno sia entrato a contatto con persone colpite dal Covid-19.

No alle banchine “mercato di strada”. Starà all’organizzazione studiare soluzioni per evitare assembramenti a terra. Dovremo fare a meno, per un po’, di cerimonie di premiazione affollate, di buffet innaffiati di birra in banchina, del viavai che trasforma la banchina in un mercato di strada. In caso di manifestazioni che prevedono un grande numero di barche ormeggiate in un marina, valgono i controlli di cui vi abbiamo già parlato. Inoltre l’organizzazione, oltre a prevedere le iscrizioni esclusivamente online, studierà un modo per contingentare l’accesso alle barche (magari facendo salire a bordo e uscire gli equipaggi nei posti dispari e poi in quelli pari, per garantire il distanziamento sociale) e un sistema di premiazione in streaming. E se ci saranno delle proteste? Anche in questo caso, si potranno discutere “live” su piattaforme come Zoom, WhatsApp, Google Duo…

In mare. A bordo di ciascuna barca non sarà necessario l’uso di mascherine in quanto sarà cura dell’armatore effettuare un’autocertificazione – obbligatoria in fase di iscrizione – sulla salute dell’equipaggio. E’ suo interesse non imbarcare persone infette, sarebbe folle che lo facesse anche per la sua salute. Vigono le stesse regole degli ambienti di lavoro! Il punto focale è che semplicemente non si potranno forzare gli ingaggi e nemmeno la partenza, ma si dovrà probabilmente, in deroga al regolamento di regata, mantenere la distanza tra barca e barca di almeno due metri, pena la squalifica. Buon senso quindi anche da parte di tattici e timonieri che staranno un po’ più con il freno a mano tirato per evitare assembramenti in boa!

Percorsi. Per le regate lunghe non c’è problema, diverso è il discorso tra le boe. Per quanto riguarda i percorsi, per evitare sovraffollamenti potrebbero tornare i classici “triangoli” in sostituzione dei bastoni corti. Oppure i bastoni lunghi, con le boe a cancello per “sfollare” ulteriormente!

E.R.

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4 Comments

  1. Daniele ha detto:

    L’importante è tornare in Acqua.

  2. G.B. ha detto:

    Mi sembrano soluzioni fantasiose poco attinenti a soluzioni scientifiche attuabili….Avevate bisogno di riempire una pagina del giornale?

  3. Gianluca ha detto:

    Mi attendo anche un paio di considerazioni sull’utilizzo dei bagni del marina….direi la parte più problematica

  4. Davide ha detto:

    Appunto. Ridicolo. Come i funerali con massimo 15 congiunti. O i “solidi” legami familiari. Ci sono cose semplicemente non normabili. Proteggiamo gli anziani con patologie in atto (97% dei decessi) e per il resto riprendiamo a vivere. Personalmente finché permane questa follia collettiva basata su panico e non su dati reali, manterrò per quanto possibile un’auto clausura. E pazienza se salterò una stagione di mare.

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