L’OPINIONE “Appena si può fateci tornare in barca”. Siete d’accordo?

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barcaL’opinione del nostro direttore Luca Oriani: “La barca a vela è come una casa e il mare aperto è il luogo più sicuro del mondo. Fateci tornare a bordo!”. Fateci sapere con un commento se siete d’accordo…

APPENA POSSIBILE FATECI TORNARE IN BARCA

Meglio dirlo subito prima che accada. Non vorremmo che i legislatori, presi dalla fretta di emanare le norme della fase di riapertura verso il ritorno alla vita fuori casa, si dimenticassero di noi velisti.

Il rischio concreto è che la vela venga assommata all’attività sportiva che comporta “assembramento di persone” e quindi venga tenuta tra le ultime attività che saranno nuovamente consentite in epoca di pandemia coronavirus.

Sarebbe un errore madornale. La barca a vela va cumulata alle norme che regolano le case. Perché la barca non è altro che una casa galleggiante. Quindi, quando sarà consentito spostarsi da una casa all’altra, come nel caso delle seconde case, anche all’uso della barca a vela sia dato egualmente il via libera al suo utilizzo.

Come ci ha detto Elisa Fustini, medico bolognese di 43 anni, che ha abbandonato il suo giro del mondo in barca per tornare in ospedale a occuparsi dei malati di coronavirus (vi racconteremo la sua storia sul numero di maggio del Giornale della Vela): “Paradossalmente ora come ora la barca in mezzo al mare è il posto più sicuro del mondo”.

Luca Oriani

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35 commenti su “L’OPINIONE “Appena si può fateci tornare in barca”. Siete d’accordo?”

  1. Buongiorno,
    si spera quantomeno sia fatto una distinzione tra vela agonistica, charter e diporto tradizionale.
    Fare vela per diporto è come utilizzare un camper galleggiante, una casa mobile e galleggiante (di proprietà) , NON vedo possibili restrizioni, cosa diversa sarà il charter o la vela agonistica.
    Ogni armatore/diportistia si assumerà la responsabilità per un “corretto utilizzo a norma COVID 19” in aggiunta alle normative che regolano il diporto in generale.

    Questo è in sintesi il mio pensiero in merito (molto in sintesi)

    Buon vento Adriano

  2. Completamente d’accordo, inoltre la barca ha bisogno di cure continue a differenza di una seconda casa e ci devono permettere di occuparcene al più presto possibile perché è un attività che non aumenta il contagio se non si fanno assembramenti nei vari circoli nautici

  3. Assolutamente d’accordo sulla possibilità di navigare con il proprio natante o imbarcazione, cautelandosi con quanto previsto dalle attuali norme di contrasto al contagio, principalmente nel corso della permanenza in un luogo comune quale può essere la banchina ed evitando gli assembramenti in barca

  4. L’uso familiare della barca o, comunque, nell’ambito di un gruppo ristretto di amici (dalla salute certificata) che facciano uso, a bordo, di mascherine (e, forse, guanti) penso che non possa essere foriero di particolari rischi…D’altro canto, il problema che stiamo vivendo ora (a terra) è dato dal fatto che non siamo in grado di valutare la nostra “posizione rispetto al coronavirus” ed è anche auspicabile che questa incertezza non la si trasferisca (magari amplificata) pari pari anche in barca! Personalmente…Ho messo a terra il mio 10 metri (all’inizio di gennaio) per fare carenaggio e altri lavori…All’inizio di marzo era praticamente pronta ad andare in mare (con le due mani di antivegetativa già date) ma è ancora a terra (a causa dei decreti governativi) e non vedo l’ora anche soltanto di salire nuovamente a bordo!

  5. La chiusura totale dell’attività diportisti a non solo va riaperta quanto prima, ma non andava proprio chiusa sin dall’inizio. Con alcune semplici regole avrebbe potuto continuare senza nessun pericolo.

  6. Concordo pienamente sulla sicurezza di un utilizzo familiare della propria imbarcazione , opportunità di svago soprattutto per i bambini chiusi in casa da ormai quasi due mesi. Da normare sicuramente soprattutto nel divieto di utilizzo di luoghi condivisi come i servizi dei Marina. Fondamentale poi dare quanto prima la possibilità quanto di recarsi alla propria imbarcazione per opportune verifiche sullo stato in cui si trovano.

  7. Ciao tutti. Sono d’accordo al 100%! Soprattutto perché la nostra barca a vela è davvero la nostra casa è che abbiamo dovuto lasciarla per confinarci in un appartamento in affitto. Non vedo l’ora di tornare nella nostra casa galleggiante 🙂

  8. Alessandro Rotunno

    Carissimo Luca, ovviamente concordo con te,bisognerebbe riuscire a fare sentire la nostra opinione a chi ci governa .e naturalmente sarebbe necessario trovare un sistema idoneo per sollevare la questione…E ovvio che tenere le barche ferme provocherebbe un danno enorme a tutto l’indotto, e in momenti tragici come questi far ripartire l’economia è per tutti di vitale importanza.Quindi senz’altro la Stampa attraverso organi e Associazioni di settore dovrebbero attivarsi sin d’ora..Un caro saluto, Alessandro Rotunno

  9. E che dire dell’uscita in solitario? Come tipologia di rischio diciamo che è assimilabile al giro in bici o alla corsa sotto casa (attività sacrosante e provvidenziali per la salute di mente e corpo), con ancora meno probabilità di entrare in contatto con gli altri. Sarebbe opportuno avere almeno questa possibilità sin da subito, torneremmo così in acqua e potremmo prenderci cura della barca, preparandola per tempi migliori… sempre (speriamo) più prossimi!

  10. Armando Nunziante

    A parte che se non fosse per i charteristi che pagano le pagine pubblicitarie non potreste leggere il giornale della vela

    1. … ma veramente loro pagano per la pubblicità non per farci leggere ….. e comunque io sono abbonato e pago quello che mi hanno chiesto 😅

  11. Completalmente di accordo sull’ utilizzo della barca che giustamente è come una seconda casa e quindi a livello familiare non ci sono problemi. Un punto da considerare e se a bordo è presente l equipaggio
    Lo dico da persona interessata visto che sono comandante di una barca a vela. La situazione è un po più complicata visto che si deve garantire la sicurezza sanitaria sia x l equipaggio sia x gli ospiti. E poiché la distanza di sicurezza in barca e difficile da mantenere credo che l unica soluzione sia tamponi e test serio logici x tutti. Spero vivamente che qualcuno si occupi di questi aspetti altrimenti ci saranno molti marittimi del diporto stagionali senza lavoro e molte barche ferme. Grazie

  12. Buongiorno,
    se non ho interpretato male i vari DPCM, le ordinanze, etc…. ad oggi il diporto non è vietato: è vietato recarsi dov’è la barca poichè non rientra nelle tre motivazioni autorizzate. Di conseguenza , quando gli spostamenti saranno consentiti ognuno potrà riprendere a scorazzare con la propria barca.
    Forse rimarrà in vigore la Libera Pratica per questioni di Emergenza Sanitaria, ammesso che anche in questo caso venga esteso il documento che l’ha istituita a fine febbraio …e di cui non ricordo il termine (fine giugno o fine luglio..forse).

    Per i charter credo sarà la stessa cosa: se uno può spostarsi per andare nella base nautica dove risiede la barca e se il fornitore del servizio potrà aprire le porte (garantendo igienizzazione, etc..)… al momento non mi sembra vi possano essere impedimenti.

    L’attività sportiva invece è un pò diversa (sono consigliere in un circolo velico) perchè lì devi garantire distanze non sempre possibili e durante le lezioni l’assembramento è abbastanza inevitabile (esempio negli spogliatoi). Qui si che vi sono restrizioni legate alla chiusura dei centi sportivi che vanno oltre al limite del mero spostamento.

    In sostanza eviterei di fare catastrofismo perchè se vi saranno restrizioni significherà che si sono ricordati della nautica (non come dice lei che se ne sono dimenticati) in quanto ad oggi non vi sono in essere elementi limitanti…. e quindi verrebbero aggiunti in corsa.

    Saluti
    Luca

  13. Magari fosse così semplice, il nostro circolo è chiuso, gli armatori non possono accedere alle barche e credo che la riapertura sia condizionata dal parere della capitaneria di porto… Auguri…

  14. APPENA POSSIBILE FATECI TORNARE IN BARCA. Come non si può essere daccordo? Dopo tre stagioni di mancato uso e di sola manutenzione, non poterla usare durante la prossima estate sarebbe un mortificante danno psicologico.

  15. Buonasera,
    Concordo sulla necessità di riaprire il settore nautico ma attenzione a parlare e paragonare la barca ad una “seconda casa”!!!
    Prepariamoci a pagare anche L’IMU sulla seconda casa allora…..!!!
    Attenzione, in questi tempi di “vacche magre” chi ha una barca viene considerato un privilegiato e quindi da tassare….
    Vogliamo questo? Non credo.
    Allora va bene tutto ma non diamoci la zappa sui piedi.
    Grazie

  16. MARIO ROSSELLO

    Certamente si, non c’è mai stata nessuna valida ragione di proibire l’uso ., almeno per diporto:: io vado con mia moglie, chi avrei potuto contagiare oppure da chi mi sarei fatto contagiare?
    Uno dei tanti deliri. Ridicolo il pretesto di un eventuale necessita’ di soccorso: qual’e la frequenza ? Allora bisognavapiuttosto proibire l’uso di moto e automobili!

  17. Io credo che solo per rispetto delle migliaia di medici, che per cercare di salvare vite, fanno turni massacranti, spesso perdendo anche la loro di vita, che non vanno neanche a casa dalle loro famiglie, per evitare il rischio di contaggiarle, noi come minimo possiamo anche aspettare per andare a farci la nostra veleggiata o bagnetto…. Cerchiamo di essere meno egoisti e vedrete che ripartiremo tutti prima.

    1. Il rispetto per chi lavora c’è comunque, qui più che i due bordi o il bagnetto si sta chiedendo di liberare attività che non aggiungono lavoro alle strutture sanitarie e che invece potrebbero aggiungerlo se si continua con questo lock down cieco che fa di ogni erba un fascio e dal punto di vista psicologico potrebbe causare danni, lo stesso discorso vale per tutte quelle attività sportive e non svolte non in gruppo che non si capisce perchè siano bloccate.

  18. Sono completamente d’accordo sul fatto che non vi debbano essere restrizioni sull’uso familiare della barca: di fatto è come stare a casa propria. Dal momento che sarò autorizzato a spostarmi oltre il comune di residenza, non vedo motivi di impedimento a recarmi in barca. Gli eventuali servizi offerti dai marina o dai cantieri dovranno seguire le normative di ripresa legati alla fase 2, l’importante è che garantiscano un accesso diretto e sicuro alla mia imbarcazione. Per le attività charteristiche, temo si dovranno seguire le normative di fase 2, previste per la riapertura graduale di quelle commerciali in generale.

  19. Mauro Stambazzi

    L’andar per mare richiede sempre particolare prudenza e responsabilità.
    Pertanto, qualora l’Autorità preposta fornisca specifiche linee guida, sarà cura dell’armatore e dello skipper rispettarle scrupolosamente. Sinceramente non si vedono ragioni per ritardare l’accesso alle proprie unità, la manutenzione periodica e, finalmente, l’uscita in mare con la sicurezza richiesta. Buon vento
    Mavro 53

  20. Pienamente d’accordo. Se stiamo in barca non infettiamo gli altri e non ci facciamo infettare, con tutto il rispetto. In Liguria stanno già lavorando alle barche a terra, carenatura ecc… almeno alla mia ne sono certo.
    C’è una Petizione su Change.org su questo link
    https://www.change.org/p/giuseppe-conte-riaprire-la-nautica-e-il-diporto?utm_content=cl_sharecopy_21625290_it-IT%3Av5&recruiter=116388240&recruited_by_id=1de711d0-150b-44e1-b32e-dd0e650da74f&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=share_petition&pt=AVBldGl0aW9uAMr5SQEAAAAAXpxkTqFR5XZhMjc5ZWYwNA%3D%3D

  21. Sono perfettamente daccordo su usare la barca questa estate, ormai siamo addestrati alle manovre anti contagio
    Solo, cara redazione non usate foto fuorvianti come quella dell’articolo 🙂
    molliamo gli ormeggi
    pier

  22. Ciao, io mi trovo all’ancora a sud di Gran Canaria. Le autorita’ mi permettono di scendere a terra con il dinghy per la spesa e per prendere acqua. Ho incoltrato una richiesta ufficiale per potere navigare. Mi hanno risposto che il divieto di movimento, stabilito con la legge di emergenza del 14 marzo, si riferisce a tutto il territorio spagnolo, quindi anche alle acque territoriali spagnole, Non si tratta dunque di considerare la vela come uno sport o meno, ma di un divieto di circolazione, anche se in mare aperto.
    Onestamente mi sembra una assurdita’, perche’ lo scopo di queste leggi dovrebbe essere quello di limitare la pandemia. Non capisco dove e’ il rischio di diffusione del virus per chi naviga a vela (senza entrare in un porto, ma stando all’ancora come e’ mia intenzione). Purtroppo noi velisti siamo molto vessati anche qui in Spagna. Penso che dovrebbere rivolgere le loro attenzioni di piu’ agli ospedali e alle case di riposo dove ci sono i maggior focolai.

  23. Chiaramente concordo, ma dovesse capitare bisogna organizzarsi in modo concreto e regire energicamente, anche con azioni di forza. In Francia sicuramente neppure ci pensano a proporre una cosa del genere, proprio perchè conoscono come reagirebbero.

  24. Ma se…. come vado al supermercato, in macelleria, dal fruttivendolo, dal tabaccaio, dall’edicolante, con la mascherina e i guanti e mi controllano la temperatura all’ingresso, perché:

    1. Non posso fare il tampone in modo da poter ricominciare ad uscire con mascherina e guanti e controllo temperatura all’ingresso dei negozi (tutti), centri commerciali, etc?

    2. Non posso volare nel mio paese o in un altro paese facendo i controlli di cui al punto 1, insieme a tutti quelli che avranno fatto gli stessi controlli?

    3. Non posso andare in barca in Italia o fuori dall’Italia, avendo fatto i controlli di cui al punto 1, insieme a tutti quelli che avranno fatto gli stessi controlli? Con obbligo dello stesso equipaggio di stare in barca almeno 15 gg… e di approdare nei diversi porti facendo allo sbarco il controllo della temperatura ed esibendo la certificazione di aver eseguito i controlli al mio arrivo in barca e prima di arrivarci;

  25. Buongiorno a me basterebbe che da giorno 4 maggio mi facessero andare a bordo. La barca è praticamente abbandonata da un mese e più, non ci fanno andare al porto su ordine della capitaneria e autorità portuale, faccio affidamento ai marinai del mio circolo per fortuna sempre attenti. Devo anche fare carena e non so quando sarà possibile vista l’incertezza che aleggia. Ritengo che tutti i circoli dovrebbero farsi sentire, una voce unica, essere propositivi stabilire un protocollo di gestione delle imbarcazioni così da rassicurare il legislatore sulla assoluta sicurezza che una barca vela può dare, specialmente se l’usufruitore è il solo nucleo familiare. Se non apriamo bocca temo che ci assimileranno agli sport di gruppo quando invece siamo diportisti velisti per antonomasia amanti della tranquillità e schivi degli assembramenti. Un caloroso abbraccio virtuale a tutti gli amanti del mare e della vela.

  26. C’è un’altra cosa che mi preoccupa. Io ho 73 anni e girano voci che vogliano bloccare a casa per più tempo gli over 60 …
    Chi di noi teme di essere limitato nella sua libertà di andare in barca in funzione dell’età puo vedere questa petizione http://chng.it/VnpLwcsM4q

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