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Le 10 paure di chi sale per la prima volta a bordo (e come sconfiggerle)

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Dopo la prima puntata su come sconfiggere a basso costo l’umidità a bordo e la seconda sui pericoli delle stufe fai-da-te continua la nostra rubrica, dedicata a voi che, come me, avete sempre avuto il sogno di vivere a bordo. In aggiunta ai tanti consigli e alla cultura marinaresca reperibili  in letteratura (anche il Giornale della Vela ha dato il suo contributo con il manuale Vivere a Bordo), oggi parliamo di gestione dell’equipaggio inesperto.

Ecco allora un decalogo per ricodarci delle paure più comuni di chi sale a bordo della vostra barca per la prima volta, con qualche consiglio che potete dargli per superarle.

LE 10 PAURE DI CHI SALE A BORDO PER LA PRIMA VOLTA

1.  INADEGUATEZZA – Non so cosa mettermi e cosa portare

Fattore di agitazione già in banchina: rendersi conto di non avere equipaggiamento adeguato. Parlate di abbigliamento e attrezzatura parecchi giorni prima dell’imbarco, lasciando tempo di fare acquisti… o chiedervi lumi. E mi raccomando, ricordate ai vostri ospiti che le valigie rigide sono bandite in barca!

2. ASPETTATIVA – Credevo andassimo a prendere il sole e  fare il bagno…

Malcomprensioni sulla natura dell’uscita in barca, la sua durata e le attività da svolgersi, sono un elemento di preoccupazione o causano gran delusione delle aspettative. Spiegate con largo anticipo che la barca a vela rifiuta le programmazioni: l’incertezza derivante dalle condizioni meteo è un elemento con cui convivere!

3. INCOMPRENSIONI – Tutto Chiaro? Si! … Ma non ha capito nulla!

Troppe nozioni, l’uso eccessivo di nomenclatura velica, annullano i buoni propositi del briefing iniziale. Il neofita spesso ne esce molto confuso, andrà in ansia di essersi perso concetti essenziali, e non oserà fare domande, per non fare la figura del deficiente. Iniziate fornendogli nozioni base e semplici. Anche in barca bisogna procedere per gradi!

4. SENSO DI INUTILITA’ – Mi hanno mollato qui da solo/a

Esser lasciati da soli a non fare nulla, tipo pacco postale o zavorra, mentre il resto dell’equipaggio si prodiga in manovre da Coppa America, non è per molti una bella sensazione. Assegnate un “tutor” scelto nel vostro equipaggio a ogni nuovo arrivato, che non lo lasci parcheggiato in pozzetto!

5. IMPREPARAZIONE – Non so cosa fare! 

Vedersi assegnare un compito per cui non ci sente all’altezza, la paura di sbagliare, di fare brutta figura, di essere rimproverati o danneggiare qualcosa. Non aver avuto il tempo di apprendere o non aver la possibilità di ricevere risposte chiare alle domande… Che stress! Assicuratevi che ogni persona che portate a bordo con poca esperienza sappia svolgere il compito che gli avete assegnato, spiegandolo in modo semplice (vedi punto 4).

6. PANICO – Oddio Ora ci rovesciamo….

Il cervello di chi non è abituato alle dinamiche della barca, manderà segnali di allarme ai primi 5 gradi di sbandamento. Fate capire ancor prima di issare le vele, quanto la barca può inclinarsi, e spiegate bene come e dove tenersi.

7. DISAGIO E MALESSERE – Soffrire il mare e la vita a bordo

Soffrire il mare, ma anche avere caldo, freddo, dover fare pipì e non sapere come fare, vergognarsi di chiedere aiuto o di essere di impiccio…. Tranquillizzate tutti sempre e preparandoli a piccoli imprevisti, illustrando sempre “un piano B”.

8. CONFUSIONE – Mi ci manca questo che mi incasina le idee

Spesso a bordo c’è nell’equipaggio il tuttologo che incessantemente fornisce spiegazioni non richieste al nuovo arrivato, magari contraddicendo le istruzioni dategli dallo skipper. Tenete gli esperti negati alla didattica alla larga dai “newcomers”!

9. PAURA DELL’ABBANDONO – Se cade lo skipper in mare sono morto

La sensazione esser circondati solo da altri dilettanti allo sbaraglio, causa la paura dell’abbandono: restare in balia delle onde, senza guida, qualora lo skipper cadesse in mare. Oltre a evitare di avere a bordo solo neofiti, è bene illustrare le manovre di base senza di voi al timone, e nominare il più competente dell’equipaggio vostro secondo.

10. DELUSIONE FINALE  – Mai più in barca!

Spesso il primo approccio alla vela è così negativamente traumatico da trasformare le paure vissute in un perenne rifiuto per la vela. Soddisfare qualche piccolo desiderio del neofita, rinunciare a qualche bordo di bolina, per realizzare il suo sogno di un tuffo dalla barca in una caletta blu e un po’ di sole sul pontile… può essere la strategia vincente per far appassionare alla vela chiunque, aiutandolo a superare ogni sua legittima paura iniziale.

Conclusione: 

Semplice: il neofita si sentirà al sicuro a bordo se si fiderà dello skipper, delle sue abilità veliche ma anche delle capacità nel comprendere e gestire i bisogni di tutto l’equipaggio, delle sue attenzioni verso le paure dei nuovi arrivati.

Luigi Gallerani

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