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Come la vela sta aiutando l’Italia ad uscire dall’incubo coronavirus

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Il primo buon esempio, in ordine di tempo, l’ha dato la veleria Zaoli
che per dare il suo contributo nella lotta contro il coronavirus si è messa a produrre gratuitamente mascherine per l’Ospedale di Sanremo (ve ne abbiamo parlato QUI). Questo ha spinto molte altre velerie in Italia a imitarne il gesto: ci vengono in mente nuovamente in Liguria W Sail, in Friuli Venezia-Giulia Olimpic Sails, in Sicilia Sailing Italia Services, nelle Marche Challenger Sails, ma siamo sicuri che in giro per lo Stivale ce ne siano tantissime altre.

Last, but not least, l’iniziativa della Veleria San Giorgio, storica azienda di accessori nautici (è stata fondata nel 1926) di Casarza Ligure (Genova), che si è messa a produrre gratuitamente mascherine chirurgiche, con una produzione di 1.000 pezzo al giorno per la ASL4 ASL 4 del Sistema Sanitario Regione Liguria.

“Fabbrichiamo giubbotti di salvataggio, che rientrano nei dispositivi di protezione individuale”, spiega Anton Francesco Albertoni, il titolare dell’azienda, ex presidente di UCINA (oggi Confindustria Nautica). “Sappiamo quindi bene quelli che sono gli standard tecnici e normativi richiesti in questo settore. Così, quando la carenza di mascherine si è evidenziata in tutta la sua drammatica dimensione, e un vecchio ordine di mascherine destinate all’azienda fatto in Cina, ma che a quel punto volevamo, come dire, girare alla ASL4, è stato bloccato in dogana, abbiamo deciso di impegnarci in prima persona”.

Ottenute le specifiche di materiali, caratteristiche di protezione e di confezione, l’ufficio progettazione di Veleria San Giorgio ha velocemente sviluppato i prototipi che sono stati inviati agli uffici competenti per la certificazione. Che è subito arrivata. “Abbiamo ottenuto la certificazione per tutti e quattro i modelli che avevamo sottoposto ai controlli. Così abbiamo dato il via alla produzione”.

Come mostra questo video:

 

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