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Southern Wind lancia il suo maxi catamarano di lusso (e parte la guerra tra cantieri)

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Se ci si mette anche Southern Wind a produrre maxi catamarani allora vuol dire che il futuro per le barche a vela di lusso con due scafi è roseo. Durante il salone nautico di Dusseldorf sono stati svelati parecchi dettagli del perché il cantiere sudafricano (ma con sede commerciale in Italia), leader nella produzione di maxi yacht monoscafo, entra nel mondo dei maxi cat con il SW Cat 90 (27,07 m x 11,17 m). L’equazione per il lancio scelta è SWCAT90 = SWS2 , ovvero una barca con il doppio di spazi rispetto ad un monoscafo a parità di lunghezza, ben spiegata con questo video:

I coprogettisti dello studio italiano Nauta Design sono stati ancor più espliciti: “Lo spazio e il volume disponibili su un catamarano di questa scala sono paragonabili a un monoscafo da 39 m. Con 171 mq di superficie interna e all’esterno calpestabili ben 207 mq, l’aumento è del 50% rispetto ad un monoscafo di dimensioni simili”.

IN PRINCIPIO FU IL CAT DI NADAL

Southern Wind per lanciarsi in questa avventura si è resa conto che il multiscafo comincia ad essere apprezzato anche dai clienti top spender di fascia altissima, quelli che si possono permettere un maxi yacht.

Gli interni del cat a vela Sunreef 60: sembra di trovarsi in un appartamento di lusso
photos: Katarzyna Seliga-Wróblewska, Marcin Wróblewski / Fotomohito
client: Sunreef Yachts

Uno dei battistrada è stato sicuramente il tennista Rafa Nadal che lo scorso anno si è fatto costruire da Sunreef, leader nella produzione di catamarani di grandi dimensioni, un Sunreef 80, abbandonando il suo precedente maxi yacht monoscafo. Nadal che è maiorchino ed è un ottimo marinaio ha dichiarato che per lui non c’è partita, sono meglio i catamarani dei monoscafi.

Sunreef è forse il primo cantiere che ha creduto nei maxicatamarani di lusso come alternativa ai maxi yacht tradizionali. Oggi ha una gamma che parte da 50 piedi (15 m) e raggiunge i 156 piedi (48 m) con ben 12 modelli.

Il Privilege Serie 740

I TEDESCHI COMPRANO LA FRANCESE PRIVILEGE

Non è un caso che anche il grande gruppo di barche, il tedesco Hanse (che possiede anche i brand Moody, Dehler, Fjord, Sealine), ha da poco acquistato il cantiere Privilege che ha lanciato il suo maxicat Privilège Serie 740 di 22 metri e sta già pensando di ampliare la sua gamma verso l’alto.

Gli interni del Lagoon Seventy 7

C’E’ LA MANO DEGLI ARCHISTAR DI NAUTA

Il primo cantiere che ha lanciato una apposita gamma di maxi catamarani di lusso è stato Lagoon, di proprietà della francese Beneteau, leader mondiale nella produzione di barche da diporto, che già quattro anni fa ha creato una gamma con il suo primo maxi, poi arricchito da altri due modelli. Oggi produce il nuovissimo maxicatamarano Sixty 5 di 20,50 metri e il Seventy 7 di 23 metri. Gli interni e il design dei Lagoon sono opera degli italiani Nauta Yacht, archistar del lusso nautico, che hanno progettato la barca da diporto più grande del mondo, Azzam, di 180 metri.  e sono anche i coprogettisti del nuovo Southern Wind SWCat90.

Alegria 67

GLI ALTRI PLAYER

Nella guerra per conquistare il promettente mercato dei maxi catamarani di grandi dimensioni ci sono anche i francesi di Fountaine Pajot, leader di mercato nei cat che hanno in produzione Alegria 67 (20,36 metri). C’è poi la francese Catana con un 70 piedi (21 metri), quotata in borsa come Beneteau/Lagoon e Foutaine Pajot. C’è anche chi invece di due scafi realizza multiscafi addirittura con tre. E’ il caso di Neel Trimarans che ha in produzione un 65 piedi (19,80 m) che aumenta ancor di più gli spazi rispetto al monoscafo.

L’ASSO NELLA MANICA DEI CATAMARANI

In definitiva, rispetto ad un monoscafo i catamarani hanno una formidabile asso nella manica: a parità di lunghezza hanno uno spazio che è tra il 65 e il 70 percento superiore (i catamarani non sono solo larghi quasi il doppio rispetto a un monoscafo di pari lunghezza). Questo conta molto e l’impatto visivo è eclatante: salite a bordo di un 40’ e vi trovate il quadrato, il pozzetto prodiero e il pozzetto o il prendisole di prua che avete visto solo su un 60’. Anzi, la prua conserva praticamente il baglio massimo, e quindi per avere gli stessi spazi davanti alla tuga bisogna andare su un 80’… chiaro che una cosa del genere colpisce.

E’ per questo che Southern Wind ha deciso di entrare in questo mondo, con l’obiettivo di scrivere un nuovo capitolo nel segmento delle barche di lusso, entrando in concorrenza con gli storici produttori di multiscafi. La guerra è appena cominciata.

L.O.

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