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Dodici trucchi a costo zero (o quasi) per sconfiggere l’umidità in barca

VIDEO #noirestiamoacasa (ma andiamo in barca a vela lo stesso)
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umidità in barca
Inizia oggi la rubrica dedicata a voi che, come me, avete sempre avuto il sogno di vivere a bordo di una barca. In aggiunta ai tanti consigli e alla cultura marinaresca reperibili in letteratura (anche il Giornale della Vela ha dato il suo contributo con il manuale Vivere a Bordo, che trovate QUI), voglio condividere con voi tanti trucchi e curiosità venuti a galla sia dall’esperienza a bordo con alcuni lupi di mare che da piccole avventure rivelatesi “educative” accumulate personalmente in anni di vita “marinaresca”.

Luigi Gallerani, nostro collaboratore e autore di questa rubrica dedicata agli aspiranti “live-aboard”

Il primo tema è l’umidità in barca e come sconfiggerla, senza svenarvi.

Sei gradito come l’acqua a bordo, dice un proverbio marinaio. Due gli ospiti non desiderabili in barca: l’acqua di mare e… la condensa! L’umidità in barca e in cabina è infatti tra i più antipatici e fastidiosi problemi del diportista. Occorre dire che le goccioline che inzuppano gli interni sono fastidiose ma anche abbastanza innocue per la barca.

Il vero incubo sono le muffe che ne derivano! Ovunque ristagni la condensa infatti, si formeranno rapidamente molti strati di miceli verdastri (il verde, si sa, porta a male a bordo, perché è il colore delle muffe) e le loro spore, impiegheranno un tempo inversamente proporzionale all’umidità delle cabina per infestare ogni ambiente.

Le chiazze su cuscini, materassi o sull’abbigliamento lasciato negli stipetti, saranno i primi campanelli d’allarme. Poi si tingeranno di verde la cucina, specie zona frigorifero, tutto il cartaceo (libro di bordo, carte nautiche, portolani…), le guarnizioni in gomma e infine ogni materiale, dalle cime di rispetto ai rivestimenti interni … insomma, per via dell’umidità, la vostra cabina finirà per esser mangiata dalle muffe!

Abbiamo già parlato di soluzioni importanti (e più impegnative dal punto di vista economico) come deumidificatori elettrici, di impianti di riscaldamento e sanificatori. Voglio riassumere qui una serie di soluzioni e accorgimenti piu semplici ed economici che possono fare la differenza nella lotta contro la condensa e l’umidità in barca.

DODICI TRUCCHI A COSTO ZERO (O QUASI) PER SCONFIGGERE L’UMIDITA’ IN BARCA

Utilizzo esteso degli assorbitori. Non consumano e personalmente ne ho verificato l’efficacia monitorando quotidianamente l’igrometro di bordo durante un lungo ormeggio. In una settimana umidità relativa ridotta da 80% a 40%. Usare sempre l’apposita vaschetta (che è dimensionata in base alla cartuccia di sali). E’ pericoloso non usarla e scaricare condensa direttamente nel lavandino, peggio con le prese a mare lasciate aperte! I sali (ad esempio cloruro di calcio) possono essere corrosivi per le guarnizioni e nocivi per ambiente marino.

Sacchetti a base di silica-gel ovunque. Sono quasi tutti rigenerabili lasciandoli al sole una giornata o mettendoli nel micro-onde.

Ventilare. Aprire stipetti, gavoni, sotto panche, far circolare aria, ad ogni occasione. Specialmente gli stipetti, quelli che paradossalmente vorreste tenere chiusi per non far arrivare l’umidità al vestiario, conviene siano areati il più possibile.

Manica a vento. In rada, o una commerciale in tela sottile, o una più artigianale scatola di cartone sul boccaporto aperto di prua per far entrare un po’ di vento asciutto.

Ventilatori solari. Per la barca all’ormeggio, di facile installazione sono piccoli ventilatori autonomi alimentati da pannello solare, aspirano l’aria e ne garantiscono ricircolo, senza dover lasciare la barca alimentata. Un semplice ventilatore da tavolo o da auto 12V garantisce buon flusso, ma non lasciatelo acceso se non siete a bordo!

Griglie. Durante il rimessaggio, potete chiedere per poco costo l’installazione di bocchette di aereazione o griglie aggiuntive. Ne esistono di tutti i tipi, sia per boccaporti che per il ponte, stagni, dotati di zanzariere… Prima di fare fori in coperta, affidatevi all’esperienza dei cantieri: manutenzione, tipologia, posizionamento e il dimensionamento corretto sono importanti, anche per la sicurezza.

Intercapedini. Create spazio d’aria tra superfici e cuscineria . Ci sono molti materiali isolanti appositamente studiati per far circolare l’aria. Sollevare materassi e cuscini ogni qual volta non siano utilizzati fa la differenza, una cima asciutta di buon diametro messa tra cuscino e superficie a serpentina, può garantire un buon distacco.

Bagni di sole. Poco eleganti se siete in rada a Portofino, ma nelle giornate secche e ventilate, stendete quanto piu possibile materiale in coperta e fate fare un bagno di sole alle cuscinerie, oltre a togliere l’umidità intrappolata all’interno, i raggi UV uccideranno moltissimi micro-organismi.

Sempre il coperchio sulle pentole! Il coperchio sarà la superficie di condensa privilegiata per tutti i vapori della cucina. Notate che pentola a pressione è sicuramente rapida ma la valvola rilascia molto vapore in cabina.

Lavare con acqua dolce superfici interne. Inevitabilmente un po’ di salsedine si deposita sempre e il sale attirerà l’umidità.

Schiuma da barba al posto di costosi prodotti anti-fog sugli oblo’. Basta stenderne con un panno una piccola quantità sulle vetrerie e risolverete l’appannamento. Questo piccolo trucco l’ho imparato da un camperista, funziona: occhio però che la schiuma da barba è corrosiva su vetreria in plexiglass e abs.

Non scendere sottocoperta con costume e asciugamani bagnati. Parlate di muffe tra le lenzuola al vostro l’equipaggio e vedrete come sarà più propenso a rispettare questa regola.

Luigi Gallerani

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2 Comments

  1. Santo ha detto:

    Bellissimi ed integranti suggerimenti, tutti utili, soprattutto perché spesso non ci si riflette.
    Scusate ma non ho letto nulla sul ” dopobarba” mi sono perso qualcosa ?

    • Giornale della Vela ha detto:

      Buongiorno Santo, errore nel nostro rilancio Facebook (corretto): schiuma da barba, non dopobarba!
      BV

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