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L’addio alle regate di Cagliari e la caduta di stile di Team New Zealand

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Una doccia fredda. La decisione dell’Arbitration Panel della 36th America’s Cup in merito alle ACWS di Cagliari mette una pietra tombale sulle regate in Sardegna. Non ci sarà nessun evento in Italia. Le regate in programma per il 23 e 26 aprile prossimi sono state prima rinviate a causa dell’emergenza Covid19, poi definitivamente cancellate. Doveva essere una festa ma resterà solo una cocente delusione, per Cagliari, la Sardegna, l’Italia e Luna Rossa.

Secondo il comunicato del Challenge of Record in merito alla decisione dell’Arbitration Panel, che vi riportiamo sotto, l’unica soluzione per trovare una nuova data sarebbe stato un accordo tra Luna Rossa e Team New Zealand, ma il defender non è stato disponibile a valutare una nuova data. Non era certo un errore che Team New Zealand già giorni fa era uscito allo scoperto parlando di cancellazione delle regate di Cagliari quando ancora nulla era deciso. Non esattamente un gesto di grande stile verso gli amici di un tempo, gli uomini di Luna Rossa, e verso un paese che sta vivendo un’emergenza senza precedenti nella storia della Repubblica Italiana. Con gli inglesi che sono letteralmente fuggiti dal porto di Cagliari, con il ricorso di American Magic al Panel per chiedere l’annullamento dell’evento, le ultime settimane del capoluogo sardo, oltre alla situazione nazionale, sportivamente somigliano a un vero incubo.

Un danno enorme per la città. E vi possiamo garantire che, avendo prenotato anche noi il nostro soggiorno a Cagliari per quei giorni di aprile, trovare un posto dove dormire in città non era esattamente una cosa facile, anche prenotando con mesi di anticipo come fatto dalla nostra redazione. Ci sarebbe stato molto pubblico, sarebbe stata una bella festa, ma non se ne farà nulla. Il defender ha concesso una sola occasione, saltata questa a causa del coronavirus non c’è una nuova possibilità. E pure il calendario del 2020 non sembrava così chiuso. Dal 4 al 7 giugno le World Series in Inghilterra a Portsmouth, ammesso che si facciano, poi l’evento successivo sarebbe stato dal 17 al 20 dicembre a Auckland, appena due mesi prima dell’inizio delle regate ufficiali della Prada Cup, la selezione sfidanti, previste dal 15 al 22 febbraio 2021.Da giugno a dicembre una finestra, anche se logisticamente complessa e nella speranza che l’emergenza covid 19 sia finita, si sarebbe potuta trovare, qualora ce ne fosse stata la volontà. Ma con gli americani di American Magic che avevano già ben poca voglia di affrontare questa trasferta, un defender intransigente e i britannici che, al netto di essersi allenati a Cagliari, hanno logicamente avuto paura per la loro salute oltre che un interesse a salvare il loro evento in Inghilterra, alla fine a perderci siamo solo noi.

È la Coppa America, baby. Anche al tempo del coronavirus. Non ci sono mai state e mai ci saranno esclusioni di colpi. Ma questa volta amici kiwi, vi è proprio mancato un po’ di stile.

Mauro Giuffrè

IL COMUNICATO

A seguito del ricorso presentato da parte del New York Yacht Club / American Magic all’America’s Cup Arbitration Panel in merito alla sua partecipazione alle America’s Cup World Series Sardegna – Cagliari e alle successive risposte del COR 36, del Defender e di INEOS Team UK, il Panel ha pubblicato oggi la decisione di seguito riassunta.

A causa della pandemia Coronavirus e delle misure restrittive imposte da vari governi, il Panel ha riconosciuto che è oggettivamente impossibile organizzare le ACWS Sardegna – Cagliari dal 23 al 26 aprile 2020, e ha annullato l’evento, sollevando l’organizzatore e i concorrenti dagli obblighi previsti dal Protocollo.

Il Panel ha anche stabilito di non avere il potere di posporre le ACWS Sardegna-Cagliari ad altra data, né di imporre l’organizzazione di ulteriori eventi ACWS, e nemmeno di imporre periodi di “blackout” dell’attività velica che non sono previsti dal Protocollo, in quanto l’Arbitration Panel non ha il potere di cambiare il Protocollo.

Uno spostamento delle ACWS Sardegna-Cagliari ad altra data sarebbe quindi possibile unicamente con l’accordo tra il Challenger of Record e il Defender.

Non essendo il Defender disposto ad accettare un cambiamento di data delle ACWS Sardegna – Cagliari, l’evento è ora definitivamente annullato.

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7 Comments

  1. Roberto ha detto:

    Spero di cuore che stiate scherzando!!

    In un momento in cui l’unica possibilità di contenimento di COVID-19 è l’isolamento fate la paternale a chi non ha voluto andare a Cagliari??

    Povera Italia e poveri italiani….

    • Giornale della Vela ha detto:

      Buongiorno Roberto,
      Non ci fraintenda, non c’è alcun dubbio che la decisione di non disputare le regate ad aprile sia ineccepibile. Diciamo solo che ci dispiace vedere il rifiuto totale di valutare una nuova finestra magari tra 4-5-6 mesi quando tutto sarà, ci auguriamo, finito. Secondo noi, una volta stabilito il rinvio dell’evento, non c’era fretta di decretarne anche la cancellazione. Quando l’Italia, ci auguriamo presto, ripartirà, avere a Cagliari un evento simile sarebbe stato, anche simbolicamente, molto importante, per l’economia, per il morale, per il nostro movimento velico. Ci auguriamo con queste poche righe di esserci spiegati meglio e ci scusiamo se qualche passaggio dell’articolo possa essere sembrato poco chiaro.
      Un saluto
      Mauro Giuffrè

      • Fabio ha detto:

        Proprio una caduta di stile per VELA. Il tempo ha dato ragione alla scelta di Team New Zealand e la storia ricorderà la scelta come coraggiosa e saggia. Veggenti? Lungimiranti? Semplicemente un Team serio costruito su solidi valori. Ad oggi 140.000 contagiati, quasi 18.000 morti di cui la metà nelle terre del cantiere di Luna Rossa penso possa bastare per annullare a ragion veduta senza se e senza ma un evento sportivo. Probailmente come un domino anche gli eventi successivi saranno annullati. La perdita economica non riguarda solo la citta ospitante, è ben piu ampio il problema economico, spazia dall’e
        Europa agli Stati Uniti e Asia, passata l’emergenza molti saranno senza lavoro e chissa magari strutturale sarà la contrazione del settore della nautica e dell’editoria.

  2. Concordo con Giuffrè.
    La decisione di sospendere e rimandare l’Evento sarebbe stata saggia ed adeguata ( a fronte dei 15 casi in terapia intensiva presenti su tutto il territorio dell’isola sarda…).

    Al contrario l’annullamento senza possibilità di rinvio di certo non va nella direzione di rispettare e premiare uno dei soli 4 team partecipanti e tutta l’organizzazione ivi connessa.

    Indubbiamente Luna Rossa è un team temibile, fortemente determinato ma la decisione di non rimandare la regata a Cagliari potrebbe lasciare nella mente solo il triste eco di una famosa pubblicità…”a qualcuno piace vincere facile”?
    Non si fa così, non si fa così.
    Mi dispiace.

  3. Giuseppe ha detto:

    Concordo pienamente con Mauro e Maurizia.
    Certamente ad Aprile non si sarebbero potute disputare le regate, ma si sarebbero dovute RIMANDARE e non annullare!

  4. Salvatore ha detto:

    Rimandare l’evento di Cagliari sarebbe stato politically correct ma…Quando mai l’America’s Cup lo è stato nella sua storia? Non è nel suo DNA, si potrebbe persino dire! D’altro canto, diciamoci la verità, a quale dei 4 contendenti poteva davvero interessare (al netto del rinvio, ad altra data, a causa del coronavirus)? A Luna Rossa di certo ma, ahimè, a nessuno degli altri tre sindacati che, così, hanno prontamente colto la scusa fornitagli dal COVID-19 per defilarsi (con poco stile ed “eleganza”).

  5. Roberto ha detto:

    Il pensiero di Fabio è esattamente quello che intendevo il 19 marzo quando, da medico, scrissi il mio commento appena letto l’articolo di VELA.

    Non ho perso tempo a controrispondere alla pur educata risposta di Giuffré della redazione di VELA del 20 marzo, perché era evidente non comprendessero la gravità della situazione che si andava delineando.

    Saranno tempi duri sia economicamente che sanitariamente in assenza di vaccini o farmaci specifici.
    L’esperienza del virus influenzale A/H1N1 che in un anno e mezzo nel 1918 ha causato, nella sua prima apparizione tra gli uomini, oltre 60 milioni di morti, non ha insegnato niente.
    Spero che questa seconda mazzata possa cambiare il modo in cui la gente comune affronta mentalmente anche una “semplice”, ora sì dopo cento anni dal disastroso primo contatto, influenza…. ci vorrà tempo e abitudine alle mascherine per evitare una lunga serie di minifocolai di covid-19!

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