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Ma la vela volante e i foil sono davvero per tutti?

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Come sono andati i Foiling Week Award di Milano? La vela “volante” è davvero per tutti? Lo abbiamo chiesto a Giacomo Giulietti, nostro collaboratore e per l’occasione persona “più che informata sui fatti” dato che è stato il conduttore della serata.

I FOIL SONO PER TUTTI?

La dimostrazione di quanto i Foiling Week Awards siano ormai un appuntamento imprescindibile per tutti gli appassionati di vela (e non solo per i velisti foilanti) l’ho avuta contando il numero delle mani alzate quando ho rivolto alla platea la domanda: «quanti di voi hanno già navigato in foiling?». Cinque, sei mani, non di più. Tradotto in termini percentuali, significa circa il 5% dei presenti.

Ovviamente, tra i nominati in lizza per i premi assegnati durante la serata la percentuale raggiunge il 100% e quindi sono stati esclusi dal computo. Ma la bassa densità tra il pubblico sta a significare che non solo chi vola , ma anche i diportisti “normali” vogliono sapere qual è lo stato dell’arte di questo modo alternativo di andare in acqua. E quando dico diportisti normali intendo anche gente come Francesco de Angelis, Pigi Loro Piana, Mauro Pelaschier, Tommaso Chieffi; Flavio Favini, velisti che di sicuro non sono privi di occasioni di andare per mare o che non hanno bisogno di giochini alternativi per provare a portare a casa il risultato.

Ciò che emerge in maniera sempre più solida è quanta attività e quanta ricerca ci sia nel mondo della nautica in foiling all’inizio del III decennio del XXI secolo. Partiamo per esempio dalla classe Persico 69F che ha debuttato ufficialmente proprio in occasione della premiazione dei Foiling Week Awards. Un cantiere come Persico Marine decide di affiancare alla sua tradizionale produzione di one off ad alta tecnologia costruttiva la produzione di una barca in serie: una deriva di neanche sette metri per tre persone di equipaggio, ma che naviga in foling. Certo, poi intorno alla barca c’è stato costruito un pacchetto di servizi che la rende ancora più interessante per chi vuole regatare senza pensieri (è la classe che gestisce ogni aspetto logistico tra una regata e l’altra del calendario dei Persico 69F), ma di base è stata scelta una barca foilante.

Oppure quanti velisti differenti per attività nautica hanno concorso all’assegnazione del premio dedicato al migliore in questa categoria. Parentesi esplicativa: le nomination sono selezionante da Domenico Boffi e Luca Rizzotti gli organizzatori della Foling Week, l’evento dedicato alla vela foilante arrivato nel 2019 alla sua decima edizione, che chiede ai candidati se desiderano esserlo, inoltre sono accettate segnalazioni della community e considera anche le candidature spontanee senza scartare nessuno. La scelta del vincitore è subordinata al risultato di una votazione pubblica effettuata online.

I velisti, si diceva, di differente provenienza nautica. In lizza per il premio c’erano atleti olimpici come Vittorio Bissaro e Maelle Frascari, Ruggero Tita e Caterina Marianna Banti, rispettivamente campioni mondiali e vincitori del Tokyo Test Event con i catamarani Nacra 17; probabili futuri olimpionici come i campioni mondiali di Formula Kite (kitesurf con foil) che avranno i cinque cerchi di Olimpia da Parigi 2024, per altro due francesi: Nicolas Parlier e Daniela Moroz. Ci sono stati velisti d’altura come Franck Cammas, Charles Caudrelier & Yann Riou (vincitori della Brest Atlantiques sul maxi trimarano Edmond de Rotschild); e Charlie Dalin e Yann Eliès (primi alla Transat Jacques Vabre con l’Imoca Apivia Mutuelle); campioni di classi monotipo come Mischa Heemskerk (iridato con i catamarani di Classe A); Tom Slingsby (iridato Moth); e l’equipaggio del Team Australia, guidato dal “solito” Tom Slingsby con Kyle Langford, Jason Waterhouse, Ky Hurst, Sam Newton e Kinley Fowler vincitori del primo campionato di SailGP; e windsurfisti come Balz Müller (campione mondiale di windsurf Frestyle). Per la cronaca è stato quest’ultimo ad aggiudicarsi il titolo.

Insomma uno spaccato che interessa l’intero andare per mare a vela. E se si parla di vela in foiling la Coppa America, responsabile di buona parte dello sdoganamento (e della ricerca) sui foil ha avuto il suo momento di attenzione quando è stata premiata Luna Rossa come migliore progetto one off foilante.

Horacio Carabelli, co-coordinatore a capo del team progettuale e lo skipper Max Sirena hanno ritirato il premio preferiti dai votanti rispetto a un nutrito gruppo di concorrenti che comprendevano: quattro IMOCA (Advens; Apivia Mutuelle; Arkea Paprec e Hugo Boss); altri tre AC 75 (Britannia, Defiant e Te Ahie); e un maxi tri (Team Sodebo Voile). E sempre prova della vitalità del settore arriva dall’Innovation Award che premia i progetti più significativi apparsi nel 2019.

In gara: Condor, una tavola da windsurf pensata per mondo foil, con un concept specifico per accelerare planata e foiling, prodotta dalla Elix board; il Laser Kit Foilsz (un kit efficiente che deriva dagli stessi designer del Moth Mach 2, il più gettonato dal mercato); la curiosa bicicletta marina Lupo Electric Foiling Bike; il Moth Aero Kit (primo kit aero aftermarket per il Mach 2: una tughetta aerodinamica che diminuisce la resistenza al vento di queste barche che, praticamente, navigano sempre con un vento apparente oltre i 30 nodi); la Moth Double Sail (doppia vela tipo AC 75, sviluppata dal consulente vela American Magic per il piccolo monotipo con la falena); Slingshot Wing (i primi a sviluppare e reinventare la wing sail); il monoscafo SYRA-Foilers (prima barca con equipaggio doppio dotata di un sistema di canting foil centrale); e il catamarano ipertecnologico TF35, derivazione volante del Decision 35, decretato vinitore di categoria, per il suo sistema elettronico di controllo dei foil, praticamente un Software da Airbus installato su un cat di neanche 11 metri. Nonostante il prezzo ben oltre il milione di euro a barca, la classe ha già otto team iscritti al campionato e tra i suoi armatori anche i due fratelli Ernesto e Dona Bertarelli (rispettivamente con Alinghi e Spindrift).

Da notare che due di queste barche erano anche in lizza nella categoria barche di serie, proprio a riprova ulteriore della vitalità e della tangibilità del mondo foil. Oltre al vittorioso Syra 18 e al già citato TF35, anche la deriva BirdyFish, il Nautor’s ClubSwan 36, il monotipo singolo Nikki by Skeeta Foiling Craft; il doppio Peacoq 14; e il Mini 6.50.

Il premio per il design è stato votato tra cinque concorrenti. A vincerlo “the next world fastest boat” l’SP80 un prototipo dell’olandese EPFLche grazie a foil e a kite si propone di battere il muro degli 80 nodi a vela. Interessante notare come altri tre nomi in lizza ISpace2O DeepSeaker DS1; Lazzerini F33 Spaziale; e The Flybus proponessero barche a motore.

Per la categoria delle barche a motore, davanti a un prototipo Beneteau e ai catamarani Aquila, il Motor Boat Award è andato al Candela 7.5, e non stupisce: una bel motoscafo che nonostante sia elettrico e con i foil per praticità e semplicità di uso non differisce da una barca tradizionale.
Premiati anche: Hugo Boss nella categoria Sustainability, grazie ai pannelli fotovoltaici realizzati ad hoc dall’azienda tedesca Groeschman per la tuga dell’Imoca di Alex Thomson col fine di supportare tutte le necessità energetiche legate a navigazione e comunicazione;e il già citato circuito di regate SailGP tra gli Events.

Chiusura della serata con Gabriele Ganga Bruni che riceve il premio honoris causa come migliore allenatore di atleti foilanti per il lavoro svolto con Vittorio Bissaro, Maelle Frascari, Ruggero Tita e Cate Mari Banti. Quando gli ho chiesto: ma cosa ti rende così bravo nel tuo lavoro, la tua capacità di andare in foil? «Io vado con i foil, ma non sono bravissimo in quel senso, ciò che rende il mio lavoro funzionale è la capacità di dare compiti chiari, semplici da capire. E questo aiuta l’atleta a concentrarsi su poche cose per volta e a migliorarle in maniera specifica, integrandole poi con le altre per poter crescere in tutti gli aspetti». Nulla di particolarmente specifico per la navigazione in foiling, quindi. Con buona pace di chi sostiene che quella volante non sia vera vela. Che lo scafo sia appoggiato, immerso o sospeso non conta, vince sempre chi è il miglior velista (o il più fortunato, quella volta). Ciò che cambia è solo il modo in cui si preferisce andare in barca.

Giacomo Giulietti

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