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TOP 3 Barche, accessori ed elettronica che hanno cambiato la vela negli ultimi dieci anni

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top three
Mai come in questo decennio la vela è cambiata
. Le barche volano, raddoppiando la velocità del vento, grazie ai foil. Ma al tempo stesso, sul fronte della crociera, sono sempre più facili e aperte a tutti, anche ai meno giovani. Una rivoluzione che cammina su due binari, quello tecnologico legato soprattutto al mondo delle performance, e quello funzionale, che in qualche modo deriva dal primo ma trova la sua applicazione in larga scala nel mondo dei velisti “normali”.

Le barche in un certo senso stanno seguendo una tendenza già battuta nel mondo delle auto, dove abbiamo la frontiera tecnologica in Formula 1 e nel contempo le macchine di tutti i giorni ci offrono il cruise control e i sensori di parcheggio. Nella vela abbiamo gli Imoca 60 in Oceano e gli AC 75 della Coppa America che esplorano limiti di velocità mai visti prima, mentre le barche “normali” le conduciamo in solitario comodamente seduti al timone, magari controllandone anche le funzioni sullo smartphone.

Oggi diventare velista è più facile di prima, proprio perché le barche sono più semplici. Si può andare in crociera anche oltre i 70 o 80 anni in sicurezza, grazie a piani di coperta più intuitivi, winch elettrici, cartografia “aumentata”.

LA NOSTRA TOP THREE DEL DECENNIO 2010-2020

Questa è la nostra classifica di “top 3” del decennio, tra barche, accessori, elettronica! Aspettiamo la vostra!

IL FUORI QUOTA: I FOIL

I foil sono la vera rivoluzione di questo decennio. Hanno introdotto un nuovo modo di andare a vela (più veloci e sollevati dall’acqua), influenzandolo a 360 gradi dall’Oceano alla Coppa America passando dalle derive. Sono approdati anche al mondo dei cantieri di serie e anche il mondo della crociera non resta indifferente alle loro potenzialità, vedi il Baltic 142 Canova (che monta dei foil DSS stabilizzanti).

BARCHE – LA NOSTRA TOP THREE

1. Più larghe. Sempre più larghe le barche dell’ultimo decennio. Sbandano meno, sono più potenti e stabili in poppa con vento forte e al tempo stesso al loro interno aumentano i volumi e scompaiono le cabine posteriori in stile “loculo”. La larghezza che aumenta è una delle tendenze progettuali indiscusse del decennio e non sembra certo che si tornerà indietro.

2. Più facili (anche da soli). Possiamo manovrare una barca da soli, o al massimo in coppia, senza muoverci dal timone, grazie ai layout delle manovre semplificati e posizionati spesso a ridosso delle timonerie. Ma c’è di più. Con le nuove generazioni delle vele avvolgibili sui frulloni possiamo avere anche i gennaker oltre che i Code Zero, e sta scomparendo anche il cavo anti torsione. Vele facili anche per la crociera.

3. Più connesse. Monitorare le funzioni di bordo dallo smartphone? Oggi è possibile. I quadri elettrici degli strumenti sono sempre più sofisticati, con sistemi misti tra l’analogico e il digitale, e con un app, come per esempio quella sviluppata da Dufour Yachts (la Dufour Comunity Service) possiamo monitorare i dati anche da casa e sapere esattamente per esempio i livelli di carburante e batterie prima di arrivare a bordo.

ACCESSORI – LA NOSTRA TOP THREE

1. Delfiniera: così ti allunghi la barca. Il fenomeno “delfiniera” è esploso negli ultimi anni: non fa picchiare l’ancora contro lo scafo con le attuali prue verticali. Ma soprattutto permette di spostare all’estrema prua il punto di mura delle ormai indispensabili vele da portanti e vento leggero, come gennaker e Code 0, così da armarla senza ostacolare lo strallo di prua dove è issato il fiocco. Spesso ormai è integrata e solidale con lo scafo.

2. I frulloni hanno “fatto fuori” lo spi. Ma dove vai, ormai, se il frullone non ce l’hai? Magari montato sulla delfiniera di cui vi abbiamo appena parlato! I frulloni hanno sdoganato il mondo delle vele asimmetriche e avvolgibili da portanti o da bolina larga (tipo Code 0), decretando di fatto la “fine” dello spinnaker. Addio tangoni, varee, caricabasso e ammantiglio. Bastano una cimetta e due scotte.

3. Winch elettrici: basta fatica! Grazie a batterie più capaci e soprattutto a motori sempre più compatti, i verricelli elettrici hanno conosciuto una larghissima diffusione negli ultimi anni, consentendo di manovrare anche a chi è avanti con l’età e comincia a sentire la fatica. Esistono modelli in cui il motore è interamente ospitato nella base rialzata del winch, e non si mangiano spazio sottocoperta!

ELETTRONICA – LA NOSTRA TOP THREE

1. La barca sempre sott’occhio. Delle App di navigazione ve ne parliamo anche da pagina 48. Hanno rivoluzionato il modo di andar per mare perché consentono di avere sullo smartphone o sul tablet tutti i dati della barca. Ma la grande novità del decennio riguarda soprattutto il monitoraggio a distanza: comodamente seduti a casa, potete controllare stato di carica delle batterie, sentine, temperatura, spostamenti e intrusioni.

2. Sistemi di ormeggio assistito. Un altro “trend” che è esploso negli ultimi anni è quello dei sistemi di aiuto all’ormeggio, che funzionano proprio come quelli che siamo abituati a vedere nelle auto. Non solo grazie ai sensori si ricevono allarmi in caso di rischio di urti, ma interpolando il sistema di docking con il gps, presto potremo avere barche che si ormeggiano da sole.

3. Cartografia “aumentata”. La carta nautica sul vostro chartplotter non è vi indica più soltanto dove vi trovate, la rotta, la profondità e la costa. I multifunzione di ultima generazione, permettono di visualizzare sulla mappa i target radar e AIS, batimetriche ancora più dettagliate, informazioni sui porti e sui marina in stile e persino la sovrapposizione delle immagini satellitari (anche 3D). Chi si siede più al tavolo da carteggio?

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