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TECNICA Cosa fare se si rompe la drizza della randa

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Quando navigate in equipaggio ridotto, o con a bordo dei principianti, siete di fatto dei navigatori solitari, e dovete ragionare come tali. Questa è la filosofia che guida il lavoro da istruttore di Luca Sabiu: “Quali sono le manovre o emergenze in mare che causano maggiore stress quando si è da soli?”, è stata la domanda che ha rivolto a un campione di oltre 80 velisti. Ha ricevuto tantissime risposte, così ha deciso di affrontare per noi tutte le situazioni indicate dai dipartisti interpellati, mostrando come gestirle in tranquillità e sicurezza. In questa puntata vi spiega cosa fare se si rompe o si perde la drizza randa.

COSA FARE SE SI ROMPE LA DRIZZA RANDA

Trovare soluzioni ad emergenze in barca è diventato il mio lavoro: la perdita del motore non mi crea la minima preoccupazione mentre quella di una vela me ne crea parecchie in quanto è il vero motore della barca. Quando parto per un trasferimento mi assicuro sempre del buono stato delle drizze, ma ahimè l’inconveniente può sempre succedere.

drizza1. State navigando e a un certo punto sentite un forte rumore. Si è spezzata la drizza della randa, molto probabilmente qualche centimetro dopo la penna: punto in cui la drizza lavora nella puleggia.

2. A questo punto dovrete portarvi di bolina larga, eventualmente regolando il fiocco, e terminare di ammainare a mano completamente la randa. Prendete poi la drizza spi facendola passare a poppavia delle crocette.

3. Recuperate le borose: a randa ammainata cazzate la borosa della seconda mano.

4. Incocciate la nuova drizza (che era quella di spi) alla penna della randa e piano piano, con calma, issate randa con la drizza fino a metterla in tensione.

DA RICORDARE
• La drizza di spi sicuramente lavorerà sulla sartia diagonale e quindi non in maniera ottimale, ma vi permetterà, avendo preso la seconda mano di ottenere un angolo buono per poter issare la randa e tornare a casa

• Con barche armate in testa d’albero si riesce a issare randa con drizza di spi anche solo prendendo una mano

• Con barche ad armo frazionato è necessario prendere la seconda mano

CHI E’ IL NOSTRO ESPERTO
Luca Sabiu, 44 anni, milanese di nascita, “cittadino del mare per adozione” dall’età di 5 anni. Comandante navi da diporto, Istruttore Federale Vela YeM Federazione Italiana Vela (FIV), professionista oceanico e navigatore solitario e da tempo in prima linea per la sensibilizzazione della sicurezza in mare. Collabora con la scuola Nautica di Vivere la Vela (www.viverelavela.com), a capo del team di eccellenza Master Sail: i suoi corsi di formazione hanno l’obbiettivo di creare navigatori autonomi e responsabili. Ci mostrerà, in questa e nelle prossime puntate, i segreti per effettuare anche in condizioni difficili tante manovre indispensabili per la navigazione.

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