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Velista dell’Anno, boom di voti. Somaschini in testa, Bertelli fa il pieno

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velista dell'anno
Mentre scriviamo, è passato poco meno di un giorno dall’inizio delle votazioni del Velista dell’Anno TAG Heuer 2020.
I nostri tecnici hanno passato la notte insonne per evitare che il sito dedicato al voto si ingolfasse a causa del traffico. Settemila, si, 7.000 voti in poche ore: anche quest’anno il premio più prestigioso della vela italiana, assegnato dal Giornale della Vela fin dal 1991, è partito a bomba.

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Elio Somaschini

I PRIMI CINQUE

Nonostante ci siano tantissimi candidati giovani e under 18, la top ten momentanea regala molte sorprese. A cominciare dalla leadership, con più di 800 voti al momento in cui scriviamo (QUI segui la classifica in tempo reale), di Elio Somaschini, il 70enne italo-brasiliano dalla storia incredibile: il fisico e imprenditore nato a Seregno (Monza Brianza) e cresciuto in Brasile, sul suo First 40.7 Crapun è stato in giro per il mondo 20 anni, senza strumenti, usando la mano come sestante. QUI vi avevamo raccontato la sua tecnica “a spanne”, imparata dai polinesiani.

Alice Ruggiu

Al secondo posto la kiter Alice Ruggiu (623 voti), atleta forte e popolarissima sul web, al terzo i ragazzi del PoliTo Sailing Team (532 voti), che hanno vinto 1001 VELA Cup con il prototipo di skiff Fenix, che la squadra del Politecnico di Torino ha realizzato con l’utilizzo, per il 75% del suo peso, di materiali riciclabili.

Al quarto posto c’è Andrea Barbera, lo skipper siciliano che ha compiuto il periplo della Sicilia (500 miglia) a bordo di un catamarano di 5 metri non abitabile, al quinto il windursfista Federico Pilloni.

Patrizio Bertelli

L’EXPLOIT DI PATRIZIO BERTELLI

Non ci aspettavamo – ma forse avremmo dovuto aspettarcelo -, al sesto posto, Patrizio Bertelli. Il grande appassionato che ha legato il suo nome a Luna Rossa e alla Coppa America, colui che, ancora una volta, proverà a farci sognare. Ce lo saremmo dovuti aspettare, l’exploit di Bertelli, alla sua quinta sfida in Coppa America (sesta se si conta il ritiro del team nell’edizione del 2015), a 73 anni.

Patrizio Bertelli
Photo:Carlo Borlenghi/SEASEE.COM

LA “MAGNIFICA OSSESSIONE”

Ecco che cosa abbiamo scritto di lui alla fine dello scorso anno: “Per la quinta volta la magnifica ossessione di Patrizio Bertelli, quella di vincere la Coppa America, si è materializzata. All’inizio di ottobre è andata in acqua l’ottava barca con nome Luna Rossa è andata in acqua a Cagliari.

Di anni il toscano Bertelli ne ha 73, la prima volta che ha pensato di partecipare alla manifestazione sportiva più antica del mondo ne aveva solo 51. Nel 1997 entrò nello studio milanese dell’archistar argentina German Frers (che aveva progettato il mito italiano della Coppa America, il Moro di Venezia) per farsi disegnare una barca da crociera. Ne uscì con la certezza che, con la sponsorizzazione della sua azienda di moda Prada, avrebbe partecipato per la prima volta alla Coppa America. Da allora non si è più fermato.

La prima volta – nel 2000 – ha quasi rischiato di vincerla, arrivando in finale. Poi, con alterne fortune, ne ha fatte altre quattro. Senza mai fare figuracce. Sin dall’inizio dell’avventura Coppa America di Luna Rossa al fianco di Bertelli c’è Max Sirena, riminese, 48 anni.

Il fatale incontro tra i due personaggi lo racconta Fabio Pozzo, che lo intervistò quando Max Sirena vinse nel 2013, il titolo di Velista dell’Anno del Giornale della Vela: “Max Sirena viene chiamato per fare degli allenamenti sul Nyala, la barca d’epoca di 20 metri dell’ad di Prada. Erano a Porto Santo Stefano e Sirena non aveva mai visto Bertelli in vita sua, non sapeva nemmeno chi fosse. Mentre ormeggia la barca in un silenzio irreale sente una persona parlare ad alta voce, in maniera molto concitata. Si gira e gli dice ‘Che cazzo urli’ e l’altro ‘Ma tu chi sei?’. Era ovviamente Patrizio Bertelli che guardando Max Sirena conclude: ‘Io e te o diventiamo grandi amici o ti licenzio stasera, ci devo pensare un attimo’. Sono diventati grandi amici”.

Patrizio Bertelli (a sinistra) a bordo di una delle sue barche d’epoca, il Linnet, con il suo maestro Vasco Donnini (87 anni), lo skipper di Luna Rossa Max Sirena (in alto a destra) e Gianni Tognozzi (in secondo piano). Foto di Guido Cantini

Bertelli e Sirena (anche lui tra i candidati al Velista dell’Anno), arrivati al più alto gradino possibile a cui un appassionato di vela possa ambire, sono partiti entrambi dal basso. Ed è questa la loro forza.

Bertelli prima di diventare quello che è, collezionando anche alcune delle barche più belle del mondo, ha iniziato negli anni ’70 in Toscana. Regatava, per pura passione, con piccole e non proprio prestigiose barche come il Brigand 7.50, e poi con le mitiche barche “truccate” di Vasco Donnini (suo maestro di vela con Renzo Guidi) come Ganza e Ganza Flying. Sirena, oggi team director e skipper di Luna Rossa, ha iniziato a Rimini facendo windsurf dalla spiaggia, entrando poi nel giro dei velisti locali, seguiti dal mito Cino Ricci.

Sino all’incontro con Bertelli che lo ha portato a vincere due edizioni della Coppa America, nei momenti liberi dagli impegni con il suo “amico” Patrizio. Questi due vogliono vincere una volta per tutte la Coppa America. Per pura passione. Quella passione che li ha visti partire dal basso e li ha già portati in alto. Comunque andrà la prossima Coppa.

Ambrogio Beccaria

GLI ALTRI IN TOP TEN

Al settimo posto c’è, ovviamente, Ambrogio Beccaria, sicuramente uno dei nomi “molto caldi”: milanese classe 1991, è il primo velista italiano nella storia ad aver vinto la solitaria Mini Transat (su barche di 6,50 m, dalla Francia ai Caraibi). La sua impresa ha un valore sportivo e umano, perché è frutto della sua grande determinazione. Seguono, all’ottavo posto, i velisti paralimpici milanesi Fabrizio Olmi e Davide Di Maria, che hanno vinto la medaglia d’oro a bordo della classe RS Venture al Para World Sailing Championships 2019 in Spagna. Nono posto per Giulia Grilli e Pietro Jan Bellot, campioni nazionali giovanili Hobie Cat e al decimo Vittorio Bissaro e Maelle Frascari, reduce da una stagione incredibile in Nacra 17.

COME SI VOTA

La sfida è ancora lunga, molto lunga, la prima fase di votazione si chiuderà il 15 marzo 2020 alle ore 12. Ricordiamo che passano alla fase successiva i 30 candidati più votati: Potrete esprimere un massimo di tre voti per fase a supporto dei vostri candidati preferiti. Per motivi di sicurezza e di autenticazione, prima di votare vi sarà richiesto l’inserimento della vostra casella di posta elettronica: dovrete poi inserire un semplice “captcha” (il codice di sicurezza per distinguere tra umani e bot). All’inizio di ogni nuova fase, i voti ricevuti dai candidati non si accumuleranno ma verranno azzerati. Il principio di “cumulabilità” sarà valido esclusivamente per l’assegnazione del premio “Most Voted”. Chi vota potrà usufruire immediatamente di un codice per abbonarsi al Giornale della Vela con uno sconto del 20%! Per chiarimenti e info sulle votazioni, scrivete alla mail speciali@panamaeditore.it

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