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In Grecia se ti soccorrono in mare rischi una multa salata. Ecco perché

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grecia
Occhio ragazzi se state progettando una crociera in Grecia.
Da quest’anno dovrete prestare grande attenzione alla sicurezza e non “improvvisare” mai la navigazione, controllando grib files e previsioni meteo: qualora doveste cacciarvi in qualche guaio o dovesse capitarvi un avaria in condizioni di tempo cattivo e foste costretti a chiamare soccorso, preparatevi a un “salasso” economico.

A gennaio la Guardia Costiera in Grecia ha annunciato che verranno comminate multe ai diportisti per i soccorsi in mare se questi avranno deciso di mettersi in mare nonostante gli avvisi di maltempo e le allerte meteo. E’ l’esecuzione di una vecchia legge dell’ordinamento nazionale greco, secondo cui chi esce in mare senza tenere conto di previsioni meteo avverse e viene soccorso, deve sobbarcarsi tutte le operazioni di ricerca e salvataggio (che potranno essere salatissime se viene mobilitato un elicottero).

Un provvedimento giusto, in un certo senso, anche perché è avvenuto dopo un periodo di incidenti ripetuti in cui la Guardia costiera è dovuta intervenire con dispiegamento di uomini e mezzi per salvare diportisti che erano usciti in mare nonostante il vento forte. E perché, è bene ricordarlo, le operazioni mettono a rischio la vita dei soccorritori.

Nel mondo montagna, ad esempio, è così da anni. Il soccorso si paga, e anche caro. In Italia in almeno 6 regioni il soccorso alpino e le prestazioni di primo soccorso hanno un tariffario (Abruzzo, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Veneto).

Tuttavia il caso della Grecia apre a possibili situazioni spinose: poniamo che siate usciti e veniate all’improvviso travolti da un “groppo” o dal meltemi improvviso non segnalato. Richiedete soccorso: sarà così facile, in sede processuale (considerato che per il soccorso si può essere sottoposti a giudizio penale), dimostrare che le condizioni meteo erano in quel momento “imprevedibili”? E giù soldi in avvocati…

Il provvedimento greco sta facendo molto discutere: ad oggi in praticamente tutto il mondo (Italia compresa), chi viene soccorso dagli uomini della Guardia Costiera non è soggetto ad alcuna multa. Nello specifico, in Italia, si può venire puniti giusto per uso improprio dell’Epirb – fa notare il buon David Ingiosi sul blog di Magellano Store – perché il dispositivo è “in grado di allertare in breve tempo uomini e mezzi di corpi militari e civili con ingente impegno di tempo e risorse. Un falso allarme per uso indebito di questo apparato in Italia per esempio è punito ai sensi dell’articolo 217 del DL 259/03 con l’arresto fino a 6 mesi o con un’ammenda fino a 670 euro. Inoltre si è passibili di contestazione del reato di procurato allarme”.

(foto John A Davis – St David’s Quay)

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