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Silenzio, parla Checco. Bruni racconta Luna Rossa

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Francesco Bruni. Foto Luna Rossa Prada Pirelli | Carlo Borlenghi

Sono giorni caldi in casa Luna Rossa a Cagliari, giorni di lavoro, con l’adrenalina che cresce per l’avvicinarsi della prima regata ufficiale e l’attesa per il ritorno in mare. Nel golfo c’è un nuovo “inquilino”, gli inglesi di Ineos (guarda QUI le prime FOTO). Poi è arrivato il disalberamento (leggi QUI), per fortuna senza conseguenze, che però obbligherà a terra per qualche giorno la barca. Tutto il team è concentrato su un solo obiettivo: arrivare preparati e al top alle regate in programma dal 23 al 26 aprile a Cagliari, con American Magic e Team New Zealand già in viaggio verso la Sardegna. Era quindi il momento giusto per ascoltare le parole del timoniere di Luna Rossa (o di uno dei due se la scelta cadrà sulla coppia con James Spithill n.d.r.). Abbiamo intervistato Francesco Bruni, colui che ogni qual volta che Luna esce in mare ha in mano le sorti dell’AC 75 italiano, colui che proverà a mettere la prua avanti una frazione di secondo rispetto agli altri sfidanti.

Palermitano, classe 1973, tre olimpiadi alle spalle (Laser, 49er, Star), alla quarta campagna di Coppa America, Bruni è uno dei talenti indiscussi e con maggiore esperienza della vela italiana. Con lui abbiamo ripercorso questi mesi di allenamento a Cagliari, le prime sensazioni al timone della nuova barca e l’attesa per le prime regate ufficiali.

Raccontaci il primo giorno al timone della nuova Luna Rossa

La prima vera giornata è stata quella in cui abbiamo iniziato a fare foiling, prima la barca è stata in acqua per dei test strutturali e delle prove al traino. La prima vera emozione è stato il primo bordo mure a sinistra in una bella giornata di termica con 12 nodi di vento, lo scirocchetto classico di Cagliari. Un lungo bordo mure a sinistra, una bellissima sensazione, con la barca che ha risposto subito bene con velocità interessanti e senza grossi problemi. Avevamo un ingegnere a bordo che controllava non ci fossero rumori strani e verificava che tutto andasse per il verso giusto. Avevamo quindi le orecchie aperte per sentire che tutto rispondesse bene ed è stata una sensazione fantastica. Per me è stata una cosa un po’ per gradi, il prototipo in scala ci ha aiutato a prepararci per la barca grande, ma nonostante tutto che emozione: sapevo che tutto il team ci stava guardando, sapevo che mentre eravamo in acqua a fare i primi bordi chi invece era a terra stava già ricevendo i video. C’era grande attesa da parte di tutti, dopo un lunghissimo periodo di lavoro e preparazione non vedevamo letteralmente l’ora di andare in acqua. 

Francesco Bruni e James Spithill dialogano a bordo di Luna Rossa. Il palermitano potrebbe essere affiancato dall’australiano qualora la scelta della formazione cadesse sul doppio timoniere. Foto Luna Rossa Prada Pirelli | Carlo Borlenghi

Che caratteristiche dovrebbe avere il perfetto timoniere di un AC 75?

Deve avere un’esperienza costruita negli anni, ma non basta quella, serve anche un bagaglio importante nel mondo delle barche foiling che è un universo un po’ a parte, nato relativamente da poco. Avere fatto anni importanti in questo mondo dei foiler è decisivo, nel mio caso le esperienze fatte sui catamarani e sul moth. Ma conta anche il resto delle esperienze, non arrivi alla Coppa America se prima non ti sei costruito un bagaglio sulle classi olimpiche, se non hai questa esperienza puoi arrivare in Coppa ma ricoprendo ruoli magari meno importanti. Personalmente mi è servito tutto. Mi sarebbe piaciuto iniziare anche prima il Moth, è un’ottima scuola, anche perché gli AC 75 sono come dei grossi moth.

Che velocità di reazione devi avere al timone di Luna Rossa? 

Si tratta di situazioni comuni a tutte le barche che vanno veloci e soprattutto a quelle che hanno dei campi di regata con dei confini che ti obbligano a cambiare mura per non prendere una penalità. Devi essere pronto in ogni istante, tutto avviene velocemente, un bordo non dura più di due minuti, possono esserci tante manovre una dietro l’altra. All’interno di questi tratti più lunghi la barca è molto reattiva e bisogna tenere l’attenzione altissima. Le regate e le sessioni di allenamento sono brevi, non più di mezz’ora, per tenere la concentrazione alta in tempi ristretti, è una performance molto intensa e concentrata in un ristretto arco temporale.

Francesco Bruni al timone di Luna Rossa: casco, mascherina per proteggersi dall’acqua nebulizzata e dagli spruzzi, microfono per le comunicazioni a bordo e VHF per quelle con i mezzi appoggio, più il respiratore collegato all’ossigeno nel caso in cui una scuffia obbligasse il velista sott’acqua. Foto Luna Rossa Prada Pirelli | Carlo Borlenghi

Riesci anche a pensare alla tattica o sei concentrato esclusivamente sul condurre la barca?

Ci sono dei team che hanno scelto o sceglieranno di dare diversi compiti di conduzione al timoniere e in quel caso l’attenzione del driver sul campo di regata viene coperto da altro membro dell’equipaggio. Ci sono team che invece scelgono il contrario, dipende anche da quante ore di navigazione hai avuto a disposizione. Più conosci il mezzo e più hai il tempo di condurlo anche guardandoti intorno.

Che tipo di lavoro fisico deve fare un velista che si prepara per navigare su un AC 75?

Gli equipaggi sono costituiti dai grinder che fanno un lavoro molto intenso in barca ed in palestra, mentre chi timona e regola i foil o le vele non deve avere grandi caratteristiche fisiche. Più o meno abbiamo 7-8 grinder che hanno anche qualche pulsante a terra da lavorare, per il resto chi porta la barca non deve avere caratteristiche atletiche incredibili, conta piuttosto un buon senso dell’equilibrio e il controllo del corpo e delle emozioni anche quando il battito cardiaco sale di frequenza. La preparazione di un timoniere fisicamente è molto diversa. L’afterguard dal punto di vista del peso deve essere più leggero, per lasciare la possibilità di avere i grinder con fisici più prestanti. Noi facciamo molto lavoro aerobico per tenerci in forma e avere un buon equilibrio, un’alimentazione attenta per non aumentare i chili, il che è importante per rientrare dentro il peso massimo previsto a bordo per l’equipaggio. 

I grinder a lavoro su Luna Rossa. Foto Luna Rossa Prada Pirelli | Carlo Borlenghi

Come ti senti prima di salire su Luna Rossa e come stai alla fine di una sessione di allenamento?

A stare in mare per delle ore di calorie ne bruci anche se il mio è un lavoro molto mentale. Il mio gol ogni volta che usciamo in mare è quello di essere estremamente concentrato, ho in mano un attrezzo non proprio banale che fa velocità molto importanti. Quando finisco una sessione di allenamento non cambia l’approccio, anche a terra serve la concentrazione e la lucidità per capire cosa abbiamo imparato in mare e rielaborarlo per trarne conoscenze utili a tutto il team.

Sei un timoniere in grado di passare da barche come la Star ai foiler: qual è il segreto di questo “switch”?

Questo modo di navigare, passare da una classe a un’altra, è stato un mio modo di vivere la vela da sempre, in tutta la mia carriera. Ho esplorato molte classi, è stato il mio modo di navigare anche per avere una visione globale della vela. Mi viene abbastanza naturale passare da barche foiling a quelle non foiling. Se dovessi fare una regata domani sceglierei una barca foiling perché gli ultimi anni al 90% sono stati così per me. Ma non posso dimenticare 30 anni sulle altre barche e il piacere di navigare su qualsiasi oggetto a vela. Se sono qui è anche per tutto quanto ho fatto prima, come ti raccontavo all’inizio.

Si dice che abbiate superato i 46-47 nodi in allenamento…

Numeri precisi non ne posso tirare fuori, posso dire che sono buoni e alti e non hanno nulla da invidiare ai cat della Coppa precedente. Come velocità di punta tra i team non mi aspetto grandissime differenze in questa fase iniziale. Secondo me la velocità di punta conterà poco e magari sarà relativa di più alle situazioni di vento forte. La massima speed c’entrerà poco con il vincere o meno le regate, conteranno di più altri fattori come le manovre.

Luna Rossa con l’ormai suo classico assetto appruato. Foto Luna Rossa Prada Pirelli | Carlo Borlenghi

Cosa risponderesti a un appassionato che sostiene che gli AC 75 non sono vela e non vuole venire a vedere le regate di Cagliari?

A Cagliari ci verrei a prescindere, è un posto bellissimo e uno dei campi di regata più belli in cui io abbia mai navigato, raramente non si esce in barca per poco vento. Ognuno poi vive la vela come vuole, per me è vela in tutte queste forme. Capisco anche che c’è chi ama di più la barca a sei nodi, ma vi posso assicurare una cosa: qui si vedrà uno spettacolo incredibile, sono barche nuove che lasceranno a bocca aperta chi le guarderà. 

Mauro Giuffrè

 

 

 

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1 Comment

  1. Nicola ha detto:

    Credetemi che anche da semplice spettatore a terra, vedere dal vivo queste barche che spiccano fuori dall acqua grazie ai foil e navigano velocissime è qualcosa di veramente nuovo, impressionante e avvincente. Spettacolo puro….poi.. Che dire… Cagliari… Top

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