TECNICA I dieci controlli da effettuare sul vostro albero prima di salpare
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2. L’assetto longitudinale (prua-poppa) dell’albero. L’albero non deve mai essere inclinato verso prua, ma deve rimanere perpendicolare alla barca, al limite leggermente inclinato verso poppa (massimo 1-2 gradi), o, come si dice “agolettato”. Se tracciassimo la perpendicolare allo scafo dalla testa dell’albero, la distanza tra questa e l’attacco del boma dovrebbe essere di circa 20-30 cm per un albero di 15 metri. Verificatelo tendendo la drizza randa zavorrata con un secchio d’acqua.
3. L’assetto laterale. Importante, per le prestazioni della barca, che l’albero sia perfettamente dritto e non inclinato a dritta o a sinistra. Per verificarlo, utilizzate una rotella metrica il cui capo viene fissato alla drizza randa e issato in testa d’albero. Ora potrete misurare la distanza tra la testa d’albero e la landa di dritta e di sinistra: se le distanze saranno uguali o sfalsate di pochi millimetri, non c’è di che preoccuparsi.
4. La tensione delle sartie. Di norma, le sartie basse sono quelle più tesate, perché la prima porzione dell’albero è quella maggiormente sollecitata dagli sforzi delle vele in navigazione. Le sartie alte lavorano a minor tensione e quelle medie (diagonali) sono le più “molle”, perché hanno degli angoli molto più favorevoli sull’albero. Le sartie in spiroidale classico, per barche da crociera, hanno una durata media che va dai 12 ai 15 anni.

6. La regolazione delle sartie. In porto si possono già eseguire i primi “aggiustamenti”, ma la regolazione vera e propria va eseguita in navigazione. In condizioni di vento medio-leggero (10-12 nodi), a vele piene mettetevi di bolina, prima su una mura, poi sull’altra. Se la testa d’albero flette sottovento, dovremo tesare le sartie alte. Se invece il profilo “spancia” sulla parte centrale, dovremo intervenire sulle sartie basse o le medie.
7. Il paterazzo. E’ opportuno avere un buon sistema di paranchi o idraulico che vi consenta di tesare bene il paterazzo di bolina, per dare una buona tensione allo strallo di prua, appiattire più possibile la catenaria e massimizzare le prestazioni di bolina. Viceversa, di poppa andrà mollato per inclinare in avanti l’albero e aumentare le performance sotto spi. Con la barca a riposo, il paterazzo va sempre allentato per non avere pressione sull’albero.


10. Salire in testa. Vi ricordiamo che è opportuno periodicamente salire sull’albero con un bansigo per fare un controllo accurato del “resto”. Tutti i perni devono avere le coppiglie, verificate che le pulegge non abbiano giochi strani e girino bene, onde evitare che le drizze se le “mangino”. Verificate poi gli attacchi delle crocette, le sartie, che non siano presenti “criccature” nelle parti in alluminio. Per quanto riguarda le teste delle crocette, attenti alle ossidazioni: se le avete protette con coperture (pelle, scotch), controllatele spessissimo perché queste protezioni mantengono al loro interno l’umidità e il salino facilitando la corrosione.

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2 commenti su “TECNICA I dieci controlli da effettuare sul vostro albero prima di salpare”
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