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Cinque sfighe che ti possono capitare a bordo (e come risolverle)

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emergenze a bordo
Ci sono situazioni in cui nessuno vorrebbe mai capitare, dalle più semplici e banali a quelle più pericolose. Ecco perché bisogna essere sempre pronti a risolvere le diverse emergenze a bordo. Prepararsi accuratamente prima di salpare è già un ottimo punto di partenza per evitare problemi: ma, si sa, la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo! Ecco come risolvere cinque emergenze a bordo. (fonte immagine: RNLI/Eyemouth)

CINQUE EMERGENZE A BORDO

1. RIMANI A SECCO DI CARBURANTE
Tenete sempre una tanica a bordo e il rifornimento è più semplice

Cosa fare: Sono necessari semplicemente due tubi in gomma e un panno o uno straccio. Tenete la tanica più alta rispetto al serbatoio per sfruttare il principio dei vasi comunicanti e infilate un tubo per il passaggio del carburante nella tanica e nel serbatoio. Il secondo tubo invece solo nella tanica con un’estremità libera.

Tappate al meglio la tanica, con il panno o lo straccio in modo da far uscire meno aria possibile, e soffiate nel tubo lasciato libero. Così facendo aumenterete la pressione all’interno della tanica e “spingerete” il carburante, attraverso l’altro tubo, direttamente nel serbatoio. Ora togliete il panno per permettere all’aria di entrare e aspettare che i vasi comunicanti facciano il resto. Otterrete così un lavoro pulito, rapido e senza fastidiose bevute di carburante.

2. TI CADE IL FUORIBORDO IN ACQUA
Non sempre tutto è perduto, con un paio di nozioni da meccanico può ripartire

Cosa fare: Ok, il fuoribordo del tender è finito in acqua ma non disperatevi, nulla è perduto. Cercate di far scolare tutta l’acqua di mare e sciacquate con acqua dolce. Se non potete farlo subito meglio lasciarlo immerso, il sale seccandosi è più dannoso. Una volta recuperato levate le candele e asciugate il gruppo del motore con dell’aria compressa. Se non l’avete a bordo, potete facilmente trovarla in porto dal benzinaio. In alternativa usate un panno. Smontate il filtro della benzina e la pompa. Puliteli e asciugate il tutto con cura.

Accedete al carburatore, smontatelo e accedete alla vaschetta per il getto. Asciugate tutto il circuito vigorosamente stando attenti a non danneggiare i galleggianti durante lo smontaggio e il rimontaggio. Con dello spray idrorepellente e lubrificante, irrorate l’intero motore, in modo da pulire bene soprattutto i contatti elettrici e le bobine. Rimontate le candele, ovviamente nuove, e provate con il cordino per l’avviamento a ruotare leggermente l’albero motore, se sentite il movimento poco fluido, meglio chiamare un meccanico. Se tutto va bene provate ad avviarlo e lasciando il motore al minimo lasciate che l’olio lubrifichi la meccanica.

3. TI SEMBRA IMPOSSIBILE TIRARE SU LA CATENA DELL’ANCORA
Il salpancora è rotto o la catena è incastrata? Ecco come dovete operare

Cosa fare: Una delle emergenze a bordo più comuni. State lasciando la rada. Tutto è pronto, voi al timone e vostra moglie al salpancora. Avviate il verricello ma la catena non viene su. Se il motivo è che il salpancora non funziona, verificate che le batterie siano sufficientemente cariche. Se sono a terra, e non sono in parallelo, provate a fare un ponte su un accumulatore carico. Altrimenti se a braccia non riuscite a recuperarla potete utilizzare il winch da tonneggio che avete a poppa.

Liberate il grillo di fermo della catena e portatela a poppa. Coprite il verricello in modo che non si rovini e utilizzatelo come aiuto per tirare su il calumo. Se questa soluzione è troppo rischiosa, conviene lasciare tutto in mare e legare alla catena un parabordo di segnalazione in modo da farla recuperare a dei sommozzatori o da voi stessi una volta risolto il problema. Se invece il problema è nell’ancora incastrata e non avete montato un grippiale per spedarla, seguite il consiglio come nel disegno qui a sinistra.

4. CAMBIA IL TEMPO E IN RADA NON SEI PIU’ AL SICURO
Con la doppia ancora puoi passare la notte in baia senza problemi anche quando il vento rinforza

Cosa fare: A bordo di una barca dovrebbero esserci sempre due ancore: quella principale, come le classiche CQR, Danforth, Delta ecc., e una più piccola, per ormeggiare contemporaneamente di prua e di poppa o per gettare due ancore a prua. Quest’ultima operazione si esegue quando si temono condizioni meteorologiche particolarmente avverse. Essa può essere effettuata in due modi: con le due ancore afforcate o appennellate.

Nel primo caso entrambe sono date fondo alla giusta distanza dalla barca, disposte in modo che i due ormeggi formino tra loro un angolo di almeno 45 gradi, da preferire se si teme un improvviso salto di vento. Per favorire l’affondamento delle marre nel fondale si possono recuperare una decina di metri di entrambi i cavi (lasciandoli legati alle bitte) per poi mollarli contemporaneamente: la barca prenderà abbastanza velocità arretrando, così che quando i cavi si tenderanno si avrà una maggiore forza sulle ancore.

Alla fine della manovra si può capire se un’ancora ara ponendo una mano sulla catena: in questo caso si avvertono chiaramente dei piccoli sussulti, segno inequivocabile che occorre ripetere l’intera manovra. Con le ancore appennellate (ovvero collegate tra loro una dopo l’altra con qualche metro di catena di separazione, in modo che la prima, di solito la più piccola, rafforzi la tenuta della seconda) si ha invece un ottimo sistema per impedire che l’ancora principale ari.

5. SEI RIMASTO IN PANNE E DEVI FARTI TRAINARE
Se avete bisogno di assistenza fate attenzione a non peggiorare la situazione con un traino pericoloso

Cosa fare: Se siete in acque protette utilizzate una fune d’ormeggio abbastanza elastica e sufficientemente lunga in modo che la barca trainata non sopraggiunga. Per evitare strattoni e “tamponamenti” mantenete una rotta divergente. Se dovete anche manovrare potete lasciare il cavo in tensione ma attenzione a non strattonare troppo. Se invece vi trovate in mare aperto, la fune d’ormeggio non dovrà mai essere in tensione, in questa situazione infatti anche delle piccole onde possono causare pericolosi strattoni.

Per questo motivo conviene utilizzare una cima molto lunga a cui fissare un ancorotto o un oggetto pesante, a metà, in modo che la cima affondi completamente e che il peso possa ammortizzare gli strattoni. Alcuni consigliano di utilizzare la catena dell’ancora. Per capire la la distanza tra le imbarcazioni controllate lo stato del mare, prendete le misure delle onde e fate in modo che le barche si trovino sulla cresta o nel cavo di un onda allo stesso tempo.

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2 Comments

  1. Barca a Vela ha detto:

    Bell’articolo, interessate.
    Comunque scongiuriamo sempre queste ed altre sfighe a bordo 🙂

  2. Marco Pellanda ha detto:

    Trainare: sbagliato.
    Rimorchiare: giusto.
    Fune: sbagliato.
    Cima: giusto.
    Marco Pellanda – Venezia

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