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INCONTRI Alla scoperta del mito Baglietto allo Yacht Club Italiano

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Uno scatto del Mait II dal pozzetto di EA al largo di Ischia nel 1960

Non perdetevi giovedì 30 gennaio, presso la sede dello Yacht Club Italiano di Genova, la grande serata per celebrare il cantiere Baglietto e le barche che hanno fatto la storia della vela, e non solo.

Nella sua lunga storia, il primo scafo è del 1854, Baglietto ha avuto un ruolo preminente nella nautica, e un legame importantissimo con lo Yacht Club Italiano. Da allora le vicende del cantiere sono scritte nel nome dei tanti yacht che hanno segnato la sua storia e, inevitabilmente, quella dello YCI (fondato nel 1879).

Moltissime, infatti, le barche del cantiere di Varazze che hanno issato a riva il guidone sociale: La Spina, EA, Miranda IV, Mizar, Radar, Ciocca II, Caroly… per citarne alcune.

Il varo del Miranda IV

IL MIRANDA IV
Per sintetizzare il genio del cantiere, però, basta ripercorrere le vicende di una barca in particolare: all’inizio di giugno del 1951, esattamente il 5, i Cantieri Baglietto vararono la prima “superbarca” d’altura italiana del dopoguerra, il Miranda IV. Disegnata da un grande progettista inglese dell’epoca, Jack Laurent Giles, all’epoca cinquantenne, Miranda presentava linee alquanto diverse da quelle tipiche di questo progettista, con un’innovazione ardita ed estremamente efficace, la pinna di deriva di ridotte dimensioni e la pala del timone staccata dalla stessa, all’estremità posteriore dell’opera viva, imperniato su un supporto che non veniva ancora chiamato skeg.

Il Miranda IV si dimostrò subito quasi imbattibile. Miranda IV è atipico, nella produzione di Giles, che sino alla scomparsa nel 1969 non risulta abbia disegnato altre barche con il timone separato dalla chiglia; l’importanza di questa caratteristica per ridurre la superfice bagnata non sfuggì invece a Vincenzo Vittorio e a Pietro Baglietto che elaborando dagli spunti del Miranda disegnarono il Mait e l’EA, altre due barche che hanno fatto la storia dell’altura italiana e del Club.

Il grande progettista americano Olin J. Stephens e Pietro Baglietto

CHI CI SARA’
Durante la serata verrà ripercorsa la storia del cantiere insieme a Emanuela Baglietto, figlia di Pietro Baglietto, con il supporto qualificato dei relatori Arch. Piero Maria Gibellini, che ha scritto nel 2018 due magnifici volumi sulla storia di Baglietto e dell’esperto del marchio del Gabbiano, Francesco Foppiano, le tappe fondamentali della storia del cantiere Baglietto, dalla fondazione fino al suo affermarsi, ancora oggi, come uno dei marchi più importanti al mondo.

Francesco Gandolfi, infine, racconterà alcuni aspetti inediti  dei progetti a vela più significativi del cantiere.
L’ing. Michele Gavino, attuale CEO di Baglietto, illustrerà quindi i piani di rilancio della storica azienda da parte della famiglia Gavio, che l’ha acquisita nel 2012. Allo scopo innanzitutto di riaffermare il primato di Baglietto, ricollocandolo tra i maggiori cantieri a livello internazionale, sono stati intrapresi ingenti investimenti, grazie ai quali sono state potenziate le infrastrutture del cantiere, in particolare attraverso la bonifica dell’intero sito produttivo che si estende oggi per 35.000 mq, la realizzazione di tre capannoni per la costruzione al coperto di scafi fino a 65 metri e di banchine attrezzate per ospitare yacht fino a 70 metri.

Gli orari dell’evento saranno: 

19.00-19.30 aperitivo al bar,
19.30-20.20 presentazione in salone,
20:30 – 22:30 cena al ristorante al prezzo di 25 Euro, previa prenotazione in segreteria entro il 29 gennaio

Per info e prenotazioni

Segreteria: 010 253381 – info@yci.it

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1 Comment

  1. Salvatore ha detto:

    Il Mait II è stato costruito dal Cantieri Navali Baglietto nel 1957 ma sulla base del progetto n° 1215 di Sparkman & Stephens.

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