“Ecco come cambia Dufour”, la rivoluzione del cantiere raccontata da dentro

È la prima barca del nuovo corso, quella sotto il managment di Fountaine Pajot, il Dufour 530 ha fatto il suo esordio ufficiale al Boot DüsseldorfUna barca con molte e sostanziali novità, sia dal punto di vista del concetto progettuale sia in senso pratico.

Non ci saranno più tre linee divise, la Loung Cruise, la Performance e la Exclusive, ma un’unica linea di barche che si differenzierà per gli allestimenti nelle versioni base, premium e performance, e il 530 è il primo modello di questa nuova fase strategica. Ma le novità non finiscono qui, spunta una cucina esterna, quella interna viene spostata a prua del quadrato, aumentano i punti luce in coperta e a poppa spunta una nuova zona prendi sole.

Una barca autenticamente nuova. Ne abbiamo parlato al Boot Düsseldorf con Domenico Furci, responsabile Fountaine e Dufour per l’Italia, che ci ha spiegato la filosofia della barca e la fase strategica del cantiere.

Lungh. f.t. 16,35 m

Largh. 4,99 m

Immersione: 1,95-2,30-2,80

Dislocamento 17744 kg

www.dufour-yachts.com

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news dal mondo della vela, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter del Giornale della Vela! E’ semplicissimo, basta inserire la tua mail qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di vela! E’ gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno!


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Continua a leggere

campionato invernale

Fenomenologia (semiseria) del Campionato Invernale

Finita l’estate, il regatante lo sa. E’ tempo di Campionati Invernali, in giro per le nostre coste: li seguiremo per voi, con vincitori, cronache e storie. Ma per introdurvi l’argomento come si deve, abbiamo chiesto a Marco Cohen, produttore cinematografico

Torna su